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Bambini, scrittura e apprendimento

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Bambini, scrittura e apprendimento

Intervista a Vania Galbucci – A cura della Redazione

Già dalla scuola primaria, ai bambini vengono richiesti sempre di più impegno e concentrazione. Non sempre è facile ottenerli, anzi, i casi di disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento continuano a moltiplicarsi.

La dottoressa Vania Galbucci, fonte di tante informazioni, lavora presso lo studio DinDonDa e collabora con le scuole di Cesena. Approfondisce percorsi mirati alla psicomotricità funzionale infantile, sempre più apprezzati. Abbiamo fatto appello ancora una volta alla sua esperienza e le abbiamo chiesto di darci maggiori dettagli su un tema molto delicato: l’apprendimento dei bambini.

Le fasi dell’apprendimento

«Durante i primi due anni di frequenza scolastica presso la scuola primaria il bambino è educato alla comprensione e discriminazione dei “simboli scrittori” che ne determineranno la capacità di scrittura e lettura autonoma.

La funzione operativa segue il processo di scrittura e lettura e va a rinforzare la capacità logico-matematica del soggetto. Ecco perché si dice che il bambino, durante il primo biennio di scuola primaria, impara a scrivere, leggere e operare (conto matematico).

Il terzo anno della scuola primaria è decisivo: cambia la richiesta dell’insegnante verso il bambino, il quale dovrà, attraverso le competenze acquisite nei primi due anni, comprendere i messaggi attraverso la lettura e tradurli attraverso la scrittura.

Questo è un passaggio fondamentale nella crescita scolastica del bambino: gli permetterà di comprendere il testo che sta leggendo, tradurlo oralmente o sotto forma di testo e gli darà modo di affrontare un problema matematico, scorporandone i dati e comprendendo quale calcolo adoperare per risolverlo. Insomma, gli consentirà di crescere nella scala di comprensione e possedere una maggiore autonomia scolastica.

Le difficoltà dell’apprendimento

Quando questo processo è inficiato da difficoltà di apprendimento dovute alla scrittura (disgrafia, dislessia) o alla difficoltà di calcolo (discalculia), compaiono le prime fatiche legate all’apprendimento e la capacità di restituire il lavoro autonomamente da parte del bambino è compromessa.

È da questo momento che s’incontrano la fatica di rimanere attento, la caduta della veglia specifica, l’ipertonia, la rabbia verbale e la stanchezza del bambino in fase attiva. È però molto importante comprendere che non sempre questa fatica è dettata da disturbi dell’apprendimento specifici».

Il funzionamente visuo-spaziale condiziona l’apprendimento?

«Sì, un buon funzionamento visuo-spaziale, sinonimo di una corretta tonicità visiva data dalla motricità oculare, condiziona il 90% dell’apprendimento scolastico» ci spiega la dottoressa Galbucci e continua «La capacità di comprendere la partenza dipende dall’orientamento spaziale: passare dal macro spazio (grande spazio euclideo) al micro spazio (quaderno) è assolutamente necessario affinché il bambino sviluppi la sua crescita educativa autonoma e la rappresenti mentalmente.»

Questo non succede quando la motricità oculare è inficiata da un blocco visivo o si presenta una dominanza crociata, che disturba il riconoscimento dei simboli già in partenza.

In particolare, la dominanza crociata determina l’inseguimento visivo del soggetto durante la funzione di lettura e scrittura, determinando la sovrapposizione del simbolo riconosciuto nello spazio visivo.

Ne consegue che il soggetto può presentare difficoltà di discriminazione del simbolo, inversione, omissione durante la fase di trascrizione (dal libro al quaderno e dalla lavagna al quaderno).

Dominanza crociata e gli errori più frequenti

Gli errori più frequenti presentati da soggetti con dominanza crociata sono:

  • • Omissione dei simboli
  • • Inversione dei simboli (numeri, lettere)
  • • Salto della riga durante la lettura
  • • Incapacità di rispettare la punteggiatura
  • • Disarmonico orientamento spaziale sul foglio
  • • Difficoltà di ordinare i numeri in colonna
  • • Difficoltà di mantenere un conto numerico in avanti e indietro
  • • Difficoltà di una giusta partenza (da sinistra verso destra).

In questi casi l’indagine deve essere oculata e seguire un percorso di rieducazione attiva sulla motricità oculare può fare la differenza. Attraverso metodologie psicomotorie funzionali specifiche di orientamento visivo si migliora o risolve (a seconda della difficoltà) il problema di aggiustamento visuo-spaziale.

La dotteressa Galbucci conclude sottolineando: «Nel caso il disorientamento spaziale fosse compromesso anche da una disarmonia di equilibrio e visiva, sarà responsabilità dell’esperto determinare una rete di rieducazione tra esperti del settore».

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.

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