Ecosostenibilità a tutto tondo

Ecosostenibilità a tutto tondo

L’esempio di Remedia

Hubert Bosch e Lucilla Satanassi

L’ecosostenibilità riguarda una vasta gamma di scelte e comportamenti. La somma di questi o la loro interazione determina il grado di sostenibilità. Detto in parole povere, ecosostenibile significa che esiste qualcosa di buono per tutto il nostro Pianeta e per tutti gli esseri che lo vivono, in una concezione ampia di tempo e di “nostro”. Sebbene ci vogliano convincere che non vale la pena impegnarsi per un mondo migliore, noi prendiamo l’esempio dalla storia del piccolo colibrì che di fronte a un incendio continua a volare dal fiume alla savana, dove divampa il fuoco, vomitando qualche goccia di acqua ogni volta. Corre avanti e indietro, finché ridendo il leone gli dice: «Ridicolo, ma cosa pensi di poter fare con due gocce di acqua?». «Faccio la mia parte» risponde stanco ma gioioso il piccolo colibrì.

Facendo la nostra parte, ci siamo già da tanto tempo chiesti come onorare i concetti di sostenibilità ecologica, rappresentati dal pensiero gandiano o da quello che scaturisce dal “piccolo è bello“ di stampo europeo. Applicarla in un’azienda agricola in una zona svantaggiata, dove le altre aziende agricole chiudono, è una bella sfida. Lo è stato quando abbiamo iniziato 25 anni fa e lo è tuttora. Una ricerca permanente, un continuo essere lungimiranti, un confronto non facile con l’incendio che divampa su molti fronti.

Ecologia dall’inizio alla fine

Come azienda, ma anche come consumatori, siamo solo un segmento all’interno di una lunga catena, ma come tali siamo co-responsabili di quello che succede lungo tutta la catena. Nel nostro settore delle erbe, la catena inizia dalla coltivazione della terra, passando dalla raccolta alla trasformazione e il confezionamento fino al consumatore, compreso lo smaltimento di quello che rimane dopo il consumo o l’utilizzo. Ci sentiamo in obbligo di valutare l’ecosostenibilità dei soggetti che coinvolgiamo e dei materiali e oggetti che utilizziamo. È fondamentale farsi una domanda ogni giorno, come ad esempio se l’azione che sto facendo può disturbare la Natura o qualche essere vivente attorno a noi e come fare per evitarlo.

Ecosostenibilità è investire in grandi pensieri che si confrontano con le piccole vedute, che hanno consumato fin troppo la Terra

Nel mondo in cui viviamo è impossibile essere completamente ecosostenibili, almeno che non viviamo su una isola disabitata e senza contatto con il mondo esterno. Perciò siamo chiamati a scegliere la soluzione che ci sembra nel complesso più sostenibile e non è sempre facile. Per fare un esempio: confezionare lo shampoo in bottiglie di vetro o di plastica? Il vetro è naturale e non cede sostanze, ma richiede più energia nella produzione e nel trasporto e nel caso specifico (uso nella doccia con le mani scivolose) espone l’utilizzatore al rischio di rottura e ferite. La plastica è un prodotto petrolchimico (guerre) oppure di chimica vegetale e può cedere sostanze pericolose oltre a inquinare l’ambiente, ma consuma meno energia e non si rompe. Nel caso specifico abbiamo optato per la plastica valutando il suo impatto globale simile a quello del vetro, a condizioni che venga riciclata. Perciò dobbiamo chiederci se siamo abbastanza sicuri che gli utilizzatori riciclino la boccetta.  Questo per illustrare che la nostra responsabilità non inizia e finisce nella nostra azienda, ma siamo responsabili anche di quello che avviene prima e dopo. La stessa cosa vale per ognuno di noi anche nella vita privata.

Agricoltura

Che impatto hanno le sostanze con cui nutriamo il terreno e le piante e quello che usiamo per difenderle? Impatto non solo durante la produzione e il trasporto, ma anche quello che hanno sull’ecosistema e non per ultimo sulle piante stesse.

Per questo motivo non abbiamo mai utilizzato il rame, neppure per la vite (anche se ammesso dai disciplinari dell’agricoltura biologica), perché si concentra nel terreno e contrasta la salute di lombrichi e alcuni batteri, grandi costruttori di humus e responsabili della fertilità naturale del terreno. Per migliorare la fertilità del terreno abbiamo scelto il sovescio, il compost dei nostri scarti e letame a chilometro zero, inerbimento e pacciamatura, nonché l’utilizzo dei campi bioenergetici che usiamo anche per la salute delle piante, coadiuvati da estratti di piante autoprodotte. Solo in casi eccezionali usiamo per la difesa prodotti acquistati a basso impatto ambientale. Nella lavorazione del terreno, usiamo i macchinari che hanno un minor impatto ambientale ed eseguiamo a mano molte lavorazioni.

Purtroppo può accadere che la sostenibilità venga resa difficile anche dalle leggi e dalla burocrazia. Un esempio: ci hanno detto che le persone che operano in agricoltura devono essere obbligatoriamente vaccinate contro il tetano. Considerato che le vaccinazioni possono avere effetti collaterali gravi, non ci sentiamo di dire alle persone “ti vaccini o stai a casa”. Grazie ai consigli dell’avvocato Ventaloro, da sempre molto attivo contro l’obbligo di vaccinazione, siamo venuti a sapere che il vaccino può essere evitato se la persona possiede un piccolo numero di anticorpi, facilmente verificabile da una semplice analisi del sangue. Quasi sempre chi è in contatto con la terra, ha sviluppato anticorpi anche nei confronti del tetano. Abbiamo così risparmiato allo stato la vaccinazione, visto che l’analisi è carico dell’azienda. Siamo molto felici di contribuire a snellire le spese della sanità, come facciamo anche con i nostri preparati.

Trasformazione

Le poche materie prime che dobbiamo acquistare per trasformare le erbe sono, quando disponibili sul mercato, provenienti da agricoltura biologica, a prescindere dal prezzo. Il prezzo non dovrebbe essere un motivo per acquistare prodotti che sono poco sostenibili. Potremmo comprare un olio essenziale che viene coltivato chi sa dove con uso massiccio di concime chimico e diserbanti, a un terzo di quello che paghiamo per quello biologico. Ma quanto costa questo all’ambiente e alla salute delle persone? Molto di più della differenza che paghiamo, senza contare che ci rendiamo co-responsabili dei danni causati.

Chiudere la filiera, dal campo fino ai consumatori finali, ci è sembrato il miglior modo per tenere sotto controllo l’ecosostenibilità e la qualità

Ove possibile scegliamo fornitori che stanno attenti non solo alla qualità del prodotto, ma anche alle condizioni lavorative delle persone che sono coinvolte nella sua produzione e commercializzazione. Abbiamo scelto, per via delle sue proprietà, il sale dell’Himalaya per le miscele di erbe e sale. Ci siamo chiesti quali potessero essere le condizioni dei minatori di sale e delle altre persone coinvolte e quali fossero i criteri per l’estrazione. Una ditta tedesca ci ha garantito un controllo in questo senso. Oltre a essere rispettosi dell’ambiente e delle condizioni dei lavoratori, hanno investito per poter effettuare in loco, con standard europei, le lavorazioni e il confezionamento, così il valore aggiunto rimane alla popolazione locale.

Purtroppo oggi il mercato di materie prime ha delle distorsioni incredibili. Tempo fa, non abbiamo trovato l’olio essenziale di Arancio in Italia e abbiamo dovuto acquistarlo in Inghilterra. Per assurdo era olio essenziale prodotto in Sicilia e costava meno di quello che paghiamo abitualmente. Che senso ha per l’economia del pianeta spostare il prodotto fino in Inghilterra per poi farlo tornare in Italia? E, cosa ancor più divertente, grazie agli straordinari poteri dei mercati, addirittura a un prezzo inferiore.

Oltre che creare un ottimo prodotto ti insegno come si fa

Per esplicitare un punto fondamentale della ricerca della sostenibilità, ecco un altro proverbio: «Oltre a darti un pesce, ti insegno a pescare». Queste semplici parole nascondono alcune verità che ci stanno particolarmente a cuore.

Una forte tentazione della nostra cultura che non sento di definire, se non con contemporanea e materialista, impegna molte risorse per creare padroni e sudditi, per addensare il potere in pochi soggetti e toglierne alla maggioranza. Questo viene perpetuato anche nella cosiddetta green economy. Basti pensare a come sia stato sviluppato e gestito il fotovoltaico. Ha forse reso le persone più indipendenti? Ha reso le case autosufficienti? Assolutamente no, ha sottratto dei terreni alla coltivazione.

Un valore massimo della ecosostenibilità è la condivisione: noi ne siamo un esempio. Abbiamo imparato a fare creme naturali e ci prendiamo cura di pubblicare la formula, il procedimento, di insegnare ad altri come poterle preparare in casa. Una rivoluzione credetemi. Anche Edward Bach si comportò così lungo il suo percorso nella messa a punto dei suoi FIORI. Insegnò i luoghi di raccolta e il procedimento, perché voleva ridare la salute e i rimedi in mano alle persone. Stiamo ripetendo anche noi questo esempio. Seguiamo il suo metodo originale che ci porta a rimedi potenti ed efficaci e nello stesso tempo insegniamo a tutti coloro che hanno passione a riconoscere i fiori, trovarli in Natura, saperli incontrare e preparare.

Chi arriva a un risultato o chi sviluppa un’idea, inizia a pensare di avere un tesoro da difendere, dalla minaccia della ripetibilità. Già da vent’anni, la nostra priorità è la gioia di condividere le piccole scoperte, senza dare troppo peso ai brevetti, senza pensare di possedere, ma di partecipare a un progresso collettivo che può beneficiare tutti

La stessa cosa abbiamo fatto fin dall’inizio anche con lo Spirito degli Alberi, rimedi che sono il frutto non solo della nostra esperienza decennale con le piante, ma anche di anni di ricerca specifica. Sarebbe stato facile tenere la loro produzione un segreto nostro, invece abbiamo voluto comunicarlo perché rimedi così importanti per le persone e l’umanità devono essere accessibili per tutti, anche nella produzione.

Anche se la nostra esperienza finisse, ci sarebbero tante persone che l’hanno fatta loro e la possono portare avanti. La Natura funziona così. Non esiste un monopolio. La Natura non crea padroni. Un attributo fondamentale della ecosostenibilità è che la conoscenza sia condivisa e ci possa rendere liberi.


Hubert Bösch
Lucilla Satanassi

Fanno parte del team di Remedia. Una realtà romagnola unica, volta alla continua ricerca e sempre in ascolto della voce principale: la Natura. Il loro intento è diffondere la cultura della salute, una visione olistica dell’uomo che non può e non dev’essere trascurata.

 

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.