post-title Il Giardino delle Nascite

Il Giardino delle Nascite

Il Giardino delle Nascite

Il Giardino delle Nascite

A Rimini una nuova associazione promuove la salute della donna dalla gravidanza – al parto, al dopo parto

Scritto da Marianna Gualazzi

 

Ci sono incontri ed esperienze che ti cambiano la vita: per me una di queste è stata la nascita in casa dei miei tre bambini, che, pochi mesi fa, ho raccontato sulle pagine di questo giornale («Vivi Consapevole in Romagna», n. 3). Per la nascita del mio terzo figlio sono stata seguita dalle ostetriche Linda Manduchi e Silvia Giannini che hanno appena dato vita, a Rimini, all’associazione “Il Giardino delle Nascite. Ho intervistato al telefono Linda che mi ha raccontato questo nuovo progetto il quale, appena nato, sta già riscuotendo grande successo grazie al passa parola delle mamme.

Perché tu e Silvia avete dato vita al Giardino delle Nascite?


Con l’associazione “Il Giardino delle Nascite” vogliamo promuovere lo stato di salute della donna in tutto l’arco della sua vita, in particolare di tutta la parte relativa alla gravidanza, al puerperio, all’allattamento, al legame con il bambino appena nato, alla coppia che diventa famiglia. Per questo da tempo cercavamo un luogo per i nostri corsi dedicati alle future mamme, alle coppie, alle neomamme e, dopo una lunga ricerca, lo abbiamo trovato a Rimini, in via Giangi: una zona perfetta per noi perché è anche vicino all’ospedale.

Quali corsi sono già attivi e qual è la loro peculiarità?


Al momento sono attivi il corso di massaggio infantile, il corso preparto per sole mamme, quello di coppia e il movimento in gravidanza. L’obiettivo dei corsi è quello di dare gli strumenti e le conoscenze fondamentali per vivere questi momenti della vita al meglio. È importante che le future mamme e i futuri papà prendano fiducia in se stessi e affinino quelle che sono le loro risorse endogene, quelle risorse che tutti possediamo e che ci rendono sicuri, consapevoli e sereni nell’affrontare la nuova vita con il nostro bambino. Per sviluppare questa consapevolezza però è necessario essere informati sulla fisiologia della gravidanza, del parto, dell’allattamento e di quelli che sono i normali bisogni di un neonato. Vogliamo sviluppare percorsi ricchi e che arricchiscono.

Sempre più spesso sento tante mamme in attesa dire: “Ah io non voglio leggere niente!”, “No al corso preparto non ci vado, tanto essere mamma è naturale e comunque vada il bambino è sempre amato”, “Farò come ha fatto la mia mamma, a quel tempo non c’era tutta questa informazione e questi corsi”. Cosa si nasconde dietro questo non volersi informare?

Penso che il fatto di informarsi, e di farlo seriamente, implica inevitabilmente il dover poi fare delle scelte, per se stesse, per il proprio bambino e per la propria famiglia: e questo percorso non è, purtroppo, per tutti. Fare delle scelte significa prendersi la responsabilità delle stesse e portarle avanti. Avere degli strumenti permette di attivare un percorso di consapevolezza e di scegliere in autonomia: ad esempio un percorso di parto in ospedale con accompagnamento dell’ostetrica di fiducia, piuttosto che un parto a domicilio, o semplicemente un corso preparto che mi insegni che non ho bisogno di avere in casa una bilancia per neonati per capire se il mio bambino mangia abbastanza al seno. Non avere strumenti crea dipendenza e l’unica via è quella di affidarsi totalmente all’esperto, che può essere il ginecologo, l’ostetrica, il pediatra al quale affidiamo in toto il compito di prendere le decisioni per noi e per il nostro bambino: e allora in questa visione sarà il ginecologo “che mi farà partorire” o si interromperà un allattamento al seno felice “perché me lo ha detto il pediatra”.

E sempre più spesso vedo tante neomamme sole e stanche che faticano a trovare una via di comunicazione con il bambino …


Dobbiamo pensare a quanto è cambiata la società negli ultimi decenni: fino a neanche quarant’anni fa c’erano ancora tante famiglie allargate in cui nonni, giovani coppie e bambini vivevano sotto lo stesso tetto o in case bifamiliari. Quando si diventava mamme c’era tutta una rete di sostegno alla madre che oggi si è persa. Le mamme partoriscono in ospedale, poi dopo due giorni tornano a casa, i papà nel giro di un altro paio di giorni tornano al lavoro e la neo mamma rimane sola in casa per tutto il giorno con il suo bambino. I nonni sono distanti, le amiche lavorano tutte, come faceva lei prima di avere il bambino, del resto. Il piccolo magari piange, lei è stanca e sono soli: avere gli strumenti di cui parlavo sopra è fondamentale per affrontare queste situazioni, che sono le più frequenti. Senza contare che frequentare un corso pre parto significa incontrare mamme della stessa epoca gestazionale che possono diventare, nel tempo, una buona rete di auto sostegno e auto aiuto.


Marianna Gualazzi

Giornalista, è direttore responsabile delle riviste «Scienza e Conoscenza» (Gruppo Macro) e «Vivi Consapevole» (Macrolibrarsi). Ha scritto decine di articoli sull’ecologia, gli stili di vita alternativi, la gravidanza e parto naturali, la genitorialità consapevole, l’alimentazione, le medicine non convenzionali, la scienza di frontiera.

È mamma di tre bambini e ama trascorrere il suo tempo libero con la famiglia, leggendo o cucinando.

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.

vcir6pcTi è piaciuto questo articolo?

Scopri e leggi altri articoli sulla Rivista Vivi Consapevole in Romagna!

Vai alla Rivista

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *