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La sindrome dell’erba del vicino

La sindrome dell’erba del vicino

La sindrome dell’erba del vicino

Ama la tua terra, acquista in Romagna

Hubert Bösch

Quando tanti anni fa ho iniziato a coltivare l’orto, mi sono accorto che non era assolutamente vero che l’erba del vicino fosse più verde. Anzi, le mie verdure, coltivate con tanta cura, avevano un sapore e un’energia mai riscontrata prima. Forse l’avevano solo per me, poiché avevo ritrovato un intimo rapporto con il cibo ma questo non era importante e non cambiava l’effetto piacevole.

Per qualche strano motivo quello che hanno gli altri, sembra spesso difficile da ottenere oppure sempre più bello e più buono. In realtà, il fatto di pensare che quello che non abbiamo sia più bello di quello che abbiamo, ci rende infelici e ci rovina la vita. La sindrome dell’erba del vicino si annida in numerosi aspetti della nostra vita

Si tratta di un atteggiamento mentale che possiamo riconoscere nei confronti di cose materiali, ma anche di qualità, di talenti, di riconoscimenti e di autostima.

L’erba che viene da lontano

Anche nel settore erboristico, vanno di moda i preparati fatti con piante che arrivano da lontano. Una volta gli erboristi e i guaritori usavano principalmente le piante del posto, e non solo perché erano di più facile reperibilità. Erano piante con cui avevano instaurato un rapporto profondo che permetteva di intuire e conoscere nel dettaglio il loro messaggio e potere. Si potrebbe obiettare che nella propria zona, in questo caso in Romagna, non esiste una tale varietà di erbe curative da poter affrontare tutti i disturbi che si presentano. In realtà non è così, per un semplice motivo. In Natura esiste un equilibrio dinamico, cioè un continuo adeguarsi e bilanciarsi nel tentativo di migliorare, crescere, evolvere. Questo è possibile solo quando sono presenti tutte le risorse necessarie e, la Natura, in milioni di anni, ha imparato a metterle a disposizione. L’unico problema potrebbe risultare la nostra ignoranza rispetto alle proprietà curative di numerose piante che crescono nella nostra zona.

Proprio per questo noi, a Remedia, studiamo da decenni le proprietà fisiche, energetiche e spirituali delle piante. Una ricerca che ha portato allo sviluppo di centinaia di preparati erboristici innovativi, partendo dalle piante che coltiviamo o troviamo spontaneamente intorno a noi.

C’è un altro motivo estremamente importante per preferire le erbe del posto: le piante si adattano all’ambiente in cui crescono e questo adattamento si esprime nella composizione dei principi attivi. Così il  messaggio che portano trasmette all’uomo anche la capacità di adattarsi all’ambiente in cui vive

Fidiamoci delle piante autoctone

Se pensiamo alla malattia come a una disgrazia, piovuta dal cielo, è normale che cerchiamo solo di liberarcene il prima possibile. Da questo punto di vista è comprensibile che si cerchi l’erba miracolosa. Per apparire tale deve arrivare da lontano, non può essere l’erbaccia dei nostri campi. Invece il più delle volte l’umile erba dei campi fa di più della pianta esotica miracolosa di turno. Negli ultimi decenni abbiamo assistito al passaggio di numerose piante esotiche miracolose che altrettanto miracolosamente dopo 2-3 anni sono sparite nel dimenticatoio. Non è che non fossero efficaci, solo non mantenevano le esagerate promesse, nutrite da chi proponeva la vendita, dimenticando che spesso la stessa efficacia, talvolta anche superiore, fosse possibile trovarla nelle piante intorno a noi. Anche i pochi ricercatori del settore di solito sono colpiti dalla sindrome dell’erba del vicino e si concentrano su principi attivi esotici, recandosi fino in Amazzonia o in Cina per trovarli. Noi, a Remedia, preferiamo le umili proprietà curative dei nostri “compaesani” vegetali, che nella loro semplicità possono aiutarci a superare anche problemi gravi. Come per esempio il Prugnolo, una pianta che con i suoi spini può darci fastidio e che per questo ha dovuto rifugiarsi in zone abbandonate per sopravvivere. Il macerato glicerico delle sue gemme, preparato con cura e attenzione, ha aiutato numerose persone a passare la chemioterapia senza grossi disturbi. Quando Jean ci racconta con grande stupore la storia dei suoi calcoli renali non si tratta di un’azione miracolosa, ma della naturale forza “staminale” di tre piante che crescono nel nostro Paese: Crespino, Limone e Betulla. L’ecografia aveva evidenziato la presenza di diversi calcoli che necessitavano un intervento per la rimozione. Abbiamo consigliato di prendere i gemmoderivati di queste tre piante per 2-3 mesi. Non essendo molto convinto della possibilità di successo Jean li ha assunti solo per un mese e ha deciso di farsi operare. Al risveglio dall’anestesia il chirurgo dice: «Non abbiamo trovato alcun calcolo». Certo, oggi siamo fortunati, perché rispetto a 100 anni fa la fitoterapia ha fatto passi da gigante con l’introduzione dei Fiori di Bach, dei gemmoderivati e ultimamente dello Spirito degli Alberi. Abbiamo a disposizione degli strumenti non solo più efficaci, ma anche più adatti all’attuale stadio evolutivo dell’umanità.

L’importanza della qualità

Per ottenere risultati come quelli descritti è importantissimo che i preparati a base di piante siano di ottima qualità. A partire dalla salubrità e dall’energia del luogo di coltivazione o raccolta, fino all’attenzione prestata durante la raccolta e la trasformazione, la quale dev’essere effettuata in modo da preservare al meglio il prezioso messaggio della pianta. Quando le piante vengono da lontano, è difficile sapere come sono state coltivate, raccolte e trasformate. E non sempre le storie raccontate corrispondono alla verità. Certo, possiamo pretendere, come per gli alimenti, la certificazione biologica. Meglio di niente, ma non garantisce una qualità alta, perché le norme del biologico, in sostanza, chiedono solo di sostituire i prodotti chimici con prodotti di origine naturale.

Questo vuol dire aiutare la Natura a trovare un equilibrio in cui non c’è più bisogno di pesticidi. Questo, per me, è il vero biologico e per riconoscerlo non resta che informarsi sulla storia del prodotto e del suo produttore. E lo possiamo fare facilmente se scegliamo prodotti a km0.

Ritrovare il rapporto con quello che ci nutre

L’esperienza di vita mi ha mostrato che il rapporto con quello che ingeriamo ha un’importanza capitale per il nostro benessere. Rapporto che purtroppo nella vita moderna è quasi scomparso, a partire dall’alimentazione. È difficile sapere da dove vengono le zucchine o le mele, per non parlare del chi le ha coltivate e in che modo. Questo ha creato un distacco affettivo dal nostro nutrimento che possiamo recuperare se andiamo a comprare gli alimenti direttamente dal contadino o, almeno, in un punto vendita che ci racconta la storia di quello che vogliamo acquistare.

Per me l’agricoltura biologica è molto di più, anzi è un’altra cosa. È una visione diversa della vita, un riconoscere che il terreno è un organismo vivente in intima relazione con le piante e che, anche le piante, hanno bisogno di un’alimentazione sana che può essere fornita solo dall’interazione con tutta la vita presente nel sottosuolo: microrganismi che preparano in modo equilibrato le sostanze nutritive, funghi che entrano in simbiosi con le piante e così via

Ci aiuta anche a focalizzare l’attenzione sull’atto di mangiare o bere, fattore altrettanto importante. Quando mangiamo, ci porta a non esagerare con le quantità perché riusciamo a ottenere una più completa soddisfazione. Quando prendiamo un rimedio, la consapevolezza e l’attenzione che prestiamo durante l’assunzione aumentano il suo effetto benefico.

Ma quanto ci costa l’erba di casa nostra?

Questa è una domanda che sento spesso e alla quale mi piace rispondere. Affermo con decisione che comprare prodotti di ottima qualità, fatti nel proprio territorio, costa meno che comprare gli stessi prodotti che arrivano da lontano. Certo, se guardiamo in modo miope solo quello che dobbiamo sborsare all’atto dell’acquisto, può sembrare che spendiamo tanto.

Miope perché non teniamo in considerazione alcuni fattori:

  • un preparato erboristico, fatto con tutti i crismi, ha un’efficacia superiore a un dosaggio più basso. Perciò possono bastare 100 ml di gemmoderivato per ottenere la risoluzione di un problema, mentre di un gemmoderivato che costa poco probabilmente non basteranno 200 ml per ottenere lo stesso risultato.
  • Spesso il prezzo basso è frutto di inquinamento o di sfruttamento di persone, si contribuisce al cambiamento climatico, alla distruzione dell’ambiente, all’immigrazione e ad altri problemi che siamo chiamati tutti a pagare.
  • Con ogni nostro acquisto sosteniamo il mondo che c’è dietro al prodotto. Diciamo a produttori, commercianti e finanzieri: «Continuate così, lo approviamo». Acquistando la tintura di propoli possiamo sostenere l’apicoltore biologico della nostra regione anziché incentivare lo sfruttamento dell’apicoltore cinese che, per risparmiare, usa vernice al piombo il cui residuo lo ingeriamo assieme al rimedio. Che valore ha, per te, vivere in un mondo in cui le relazioni umane sono più importanti dei soldi?
  • Acquistando in Romagna sosteniamo l’economia locale, i soldi rimangono nella nostra regione, diventando meno dipendenti dalle leggi di un mercato globale con le sue sgradevoli conseguenze.

Sapere che dietro a quello che ingeriamo c’è una bella storia di vita, passione e amore è già di per sé un nutrimento importantissimo, che ci fa star bene e gustare al meglio la bontà


Hubert Bösch

Cofondatore di Remedia, ricercatore, naturopata, scrittore. Come ricercatore si occupa attualmente dello Spirito degli Alberi e dell’utilizzo delle energie sottili. Il suo impegno per il bene comune l’ha portato a fondare una comunità negli anni Settanta, a scrivere diversi libri per avvicinare le persone alla Natura, a condividere le sue esperienze e conoscenze, a fare scelte coerenti con i princìpi del bene comune. Per contattarlo scrivi a hubert@remediaerbe.it

 

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