L’economia a misura d’uomo

L’economia a misura d’uomo

La nuova Romagna è già qui e ti sta aspettando

Francesco Angelo Rosso

Nella mia vita ho scelto di fare l’imprenditore e allo stesso tempo di fare politica, ma non la politica alla quale siamo abituati. Non sostengo alcun partito, non leggo i giornali, non guardo i telegiornali e non sono particolarmente informato sull’agenda politica.
Il motivo è che non credo siano i partiti a decidere sulle cose importanti della vita: sono piuttosto dei burattini
che ci distraggono rispetto agli interessi delle grosse aziende multinazionali di cui purtroppo, nella maggior parte dei casi, si sa solo quello che comunicano i loro uffici marketing.

Un tempo erano le nazioni, gli spagnoli, gli inglesi, gli olandesi, che arrivavano in nuove terre per depredarle
di tutto ciò che era possibile. Oggi i predatori della terra, i nuovi colonialisti sono le grandi corporazioni, che in maniera più silenziosa ma certamente non meno crudele, hanno e stanno devastando la terra e noi stessi. Con il potere di questi grandi gruppi sta accadendo che
non è più il denaro al servizio dell’uomo ma l’uomo al servizio del denaro: così ogni legge importante viene fatta al servizio del denaro.

 

Cambiare il paradigma: piccolo è bello, grande è sovvenzionato


Purtroppo la Romagna non se la passa tanto meglio del resto del mondo e così lentamente anche noi stiamo perdendo la nostra tipicità, il nostro dialetto, la nostra alimentazione, le nostre usanze per far spazio a un mondo sempre più globalizzato e di marchi internazionali e standardizzati. In un mercato veramente libero, le cose più inquinanti al mondo non esisterebbero. Quello che succede in realtà è che i grossi gruppi bancari, le grosse aziende vengono costantemente sovvenzionate e salvate dalla politica.
Un esempio? Le centrali nucleari non potrebbero esistere senza un massiccio supporto statale. A livello internazionale c’è stata sempre più una deregolamentazione, fno ad arrivare alla situazione di oggi, dove questi grandi gruppi non devono più rispettare alcuna regola né pagare alcuna tassa. All’opposto
le piccole attività romagnole devono costantemente far fronte a burocrazia e regole che criminalizzano le piccole e medie imprese, con tasse insostenibili. Di fronte a problemi economici, problemi fnanziari, problemi di disoccupazione, problemi ambientali la risposta dei nostri governanti è che bisogna aumentare il PIL. A mio modo di vedere, il PIL come misura di crescita del benessere e del progresso di una società, è una pura follia. Il PIL registra ogni azione che prevede uno scambio di denaro, ma non le sue conseguenze. Più devastazione c’è e più aumenta il PIL, più malati ci sono, più soldi entrano nella sanità e di conseguenza maggiore sarà il PIL: questo vale per gli uomini ma anche per l’agricoltura. Più incidenti stradali ci sono e più aumenta il PIL. Più gli oggetti si rompono velocemente e più aumenta il PIL. Più guerre ci sono e più aumenta il PIL. Più trasporti  inquinamento ci sono e più aumenta il PIL. Potrei continuare all’infnito.

Acqua, aria e terreno puliti non sono considerati un valore per il PIL. Perché non sono considerati ricchezza? Quanta ricchezza perdiamo quando inquiniamo un fiume?


Il risultato del paradigma capitalista-globalizzato è:

  • i ricchi stanno diventando sempre più ricchi e i poveri sono sempre di più
  • sempre più persone si trovano a vivere e lavorare in condizioni disumane
  • siamo sempre più malati: la terra, l’acqua e l’aria che sono i tesori più preziosi che abbiamo sono sempre più inquinato
  • ogni sistema di vita sulla terra è in declino: non esistono studi degli ultimi 25 anni che dicano l’opposto.

Se vogliamo ottenere risultati diversi, dobbiamo pensare diversamente, dobbiamo fare un passaggio da
un paradigma basato sul ben-avere a uno basato sul ben-essere.

 

Il nuovo paradigma


L’economia delle multinazionali non è al servizio del benessere, non è a misura d’uomo. Oggi lavoriamo a ritmi
spaventosi, per produrre cose inutili che altri, per potersi permettere, devono a loro volta lavorare come matti.
Un’economia al servizio e per le esigenze dell’uomo non può che essere locale perché riduce l’inquinamento, crea interdipendenza, connessioni, autostima, conversazioni e soprattutto mantiene la ricchezza nel territorio.
Se acquisto una piadina romagnola presso un chiosco darò lavoro a persone romagnole, che pagheranno avvocati e commercialisti romagnoli, che faranno la spesa presso aziende romagnole, che si pubblicizzeranno su radio e tv romagnole, che pagheranno le tasse a un comune romagnolo. Gli utili saranno investiti in gran parte localmente. In sostanza la ricchezza rimane in Romagna. Se invece decido di andare a mangiare in una catena di fast-food internazionale, parte del lavoro svolto localmente sarà fatto da persone in altre parti del mondo, i professionisti che seguono l’attività verranno da fuori, la pubblicità molto probabilmente sarà su scala nazionale e internazionale, le tasse “non” si pagheranno in qualche paradiso fscale, gli utili saranno investiti chissà dove. In defnitiva gran parte della ricchezza abbondonerà la Romagna. Grazie a un’economia localizzata della Romagna, tutti quanti diventiamo partecipi e tutti quanti acquisiamo potere e autostima. Ridurre la dipendenza dai mercati di esportazione e favorire la produzione per i bisogni locali è un’alternativa sistematica e lungimirante al capitalismo delle multinazionali.

Un’economia locale si esprime sotto forma di mercati locali, cooperative di produttori e consumatori, antichi mestieri artigiani, gruppi di acquisto solidale, negozi biologici con prodotti a km0, orti condivisi, banche del tempo, moneta complementare, transition town, cantieri di autocostruzione, progetti in permacultura

50 Romagnoli per cambiare la Romagna


Proprio sui temi appena citati e per sviluppare l’economia locale Romagnola, il 17 settembre 2017, presso La Fattoria dell’Autosufficienza si sono incontrati 50 Romagnoli intenzionati a cambiare la Regione tramite azioni concrete per lo sviluppo di un’economia locale o altre iniziative volte al benessere delle persone, della comunità e dell’ambiente. Durante l’incontro ogni persona ha comunicato le proprie proposte e le proprie disponibilità per attivare nuovi progetti di cambiamento. Al termine dell’incontro sono stati defniti i progetti più interessanti e che raccoglievano maggiore interesse da parte del gruppo. In particolare lo sviluppo dell’economia del bene comune, di una moneta complementare, mercati biologici locali su stile di quello del giovedì di Forlimpopoli, istruzione alternativa per chi sceglie di non mandare i propri fgli alla scuola tradizionale, clinica della salute naturale, eco-sovversione, riciclo della plastica… Nei prossimi incontri, i gruppi formati si suddivideranno per aree di interesse e l’obiettivo sarà quello di avviare concretamente i progetti con tutti gli strumenti e le conoscenze che oggi abbiamo a disposizione. L’obiettivo di Vivi Consapevole in Romagna è proprio far sì che ognuno di questi progetti possa decollare e segnare la partenza di una nuova Romagna. L’ingrediente fondamentale perché tutto ciò si possa realizzare è la FIDUCIA.

Tre esempi per un mondo a misura d’uomo

Fra tutti questi modi di sviluppare economia a livello locale mi piace citare 3 casi di successo italiani:

Circuito di credito commerciale Sardex – Sardegna
In Sardegna migliaia di aziende hanno aderito al circuito Sardex che di fatto ha incrementato la ricchezza del territorio e ha aumentato gli scambi commerciali fra aziende della stessa regione.

Cooperativa E-Werk Prad
Prato allo Stelvio
A Prato allo Stelvio, fn dal 1926, l’energia elettrica viene autoprodotta tramite fonti rinnovabili nel comune stesso e sono soci della cooperativa che la gestisce il comune e quasi tutti i cittadini, per l’esattezza 1148 di loro. Il comune produce più energia di quella che consuma. La cooperativa inoltre gestisce la rete di teleriscaldamento a cippato con il quale sono scaldate tutte le case e la telecomunicazione a banda larga in fbra ottica del paese.

Monteveglio – Città in transizione
La comunità di Monteveglio ha deciso, nel 2009, di iniziare a prepararsi per far fronte al picco del petrolio e ai cambiamenti climatici. È stata avviata la pratica dell’agricoltura degli orti sinergici e ha aperto un gruppo di acquisto del fotovoltaico slegato dalla logica della redditività e degli incentivi statali. Il nuovo approccio ha ispirato gli amministratori che hanno modifcato il piano di edifcazione del nuovo edifcio scolastico, che oltre a essere dotato di pannelli fotovoltaici è anche scollegato dalla rete gas metano e quindi energeticamente autosufficiente.

Dobbiamo iniziare a fidarci del nostro vicino, a fidarci di chi vuole migliorare la terra, a fidarci che insieme possiamo veramente far sì che la Romagna diventi un esempio di economia a misura d’uomo per tutto il mondo.


Francesco Angelo Rosso

Nato in casa nel 1985, ha sempre vissuto in mezzo alla natura e ai libri. Sin dalla tenera età ha sperimentato stili di vita alternativi rispetto al modello dominante: ha seguìto un’alimentazione sana e naturale, utilizzato terapie dolci senza farmaci e vaccini, ha avuto una formazione culturale lontana da qualsiasi tipo di dogma, sia religioso che sociale. A 21 anni, mentre è iscritto alla Facoltà di Economia del Turismo a Rimini, diventa amministratore delegato e coordinatore di Macrolibrarsi, a 24 ideatore e presidente de La Fattoria dell’Autosufficienza, pochi anni più
tardi è AD di Gruppo Editoriale Macro. Promuove incessantemente l’informazione indipendente e le pratiche ecologiche di autosufficienza e permacultura attraverso eventi e le riviste Vivi Consapevole e Vivi Consapevole in Romagna. Capacità di visione, tenacia e spirito sognatore lo portano a dare realtà concreta a progetti lungimiranti e di grande ambizione culturale.


Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.