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L’edilizia cambia e punta al green

L’edilizia cambia e punta al green

L’edilizia cambia e punta al green

La forte spinta che viene dalla Romagna grazie alla stampa 3D

Massimo Moretti

Metti un giorno a Massa Lombarda il “gotha” della stampa 3D, applicata all’architettura sostenibile. Riunisci su un palco i maggiori esponenti del “green building” provenienti da San Francisco, da Barcellona, da Parigi, da Pisa, ovviamente assieme a WASP che ha organizzato l’evento e ha fatto gli onori di casa.

Falli parlare al pubblico, falli raccontare i loro progetti, i loro risultati e i loro sogni, le loro soddisfazioni, le loro sofferenze e le loro speranze. Chiedi loro di confrontarsi, di scambiarsi informazioni, di ragionare sulla condivisione del sapere che elimina il segreto industriale. Invitali a parlare di una tecnologia pulita che ha il problema di farsi accettare dalle normative, di nuovi approcci, nuovi materiali, nuova estetica e tanto altro ancora. Fallo, tutto questo, per ben tre ore in una chiesa sconsacrata al centro del paese e scoprirai che circa duecento persone affollano la sala, alcune di loro addirittura costrette a rimanere in piedi.

La affollano e non se ne vanno per tutto il tempo. L’attenzione non cala mai e i presenti, alcuni dei quali completamente digiuni di stampa 3D, sono affascinati dai racconti e dalle immagini che scorrono alle spalle del team WASP e di Mahriz Akhavan Zakeri (XTReeE Parigi), Alexandre Dubor (IAAC Barcellona), Enrico Dini (DSHAPE Pisa), Ronald Rael (Emerging Objects Dan Francisco). Mettiamo che sia accaduto davvero… È accaduto davvero lo scorso 6 ottobre. Noi di WASP (si sa, a volte ci piace giocare) avevamo addirittura intitolato l’incontro “A call to save the world”. Esagerato? Forse sì, ma nei prossimi 30 anni, secondo alcuni studi, serviranno case per circa 3 miliardi di persone, gran parte delle quali non può permettersi di affrontare le spese necessarie. Inoltre se l’edilizia continuerà a sfruttare materiali come il cemento è indubbio che il mondo si troverà in una situazione sempre più preoccupante. Del resto basta un dato per rendersene conto: una tonnellata di cemento genera una tonnellata di CO2.

Tecnologia made in Romagna per migliorare la vita delle persone

WASP ha ora a disposizione una macchina, una stampante 3D denominata Crane che può generare costruzioni di qualsiasi forma e dimensione, utilizzando semplicemente terra e materiale di scarto della filiera agroalimentare. La possibilità di avere simultaneamente molteplici corpi stampanti, installati su un sistema modulare a tralicci, garantisce elevate estensioni di stampa, impensabili con le tecniche finora esistenti.

Il caso-studio Gaia, la casa che WASP ha ufficialmente inaugurato lo stesso giorno della conferenza, rappresenta il primo manufatto realizzato con tale tecnologia e può essere considerato un modello architettonico ecosostenibile dal minimo impatto ambientale, alla luce dei materiali di cui è costituito. Gaia, infatti, è stata concepita come dimostrazione tangibile delle potenzialità della stampa 3D in terra cruda applicate al riutilizzo dei materiali di scarto della filiera del riso. Ma l’obiettivo di WASP è da sempre quello di valorizzare in ogni territorio gli elementi naturali a disposizione, puntando a realizzare una costruzione CO2 negativa. Dunque presto verranno fatte altre sperimentazioni, ad esempio con gli scarti della banana e della palma.

Nuovi modi di progettare il futuro

Come si diceva, la Crane è una stampante 3D di tipo collaborativo e modulare su cui si possono montare diversi bracci di stampa che lavorano insieme. Un’importante novità è che il concetto si rovescia: si può partire dal progetto e in seguito si assembla la stampante. WASP ha battezzato la Crane la “stampante infinita”, perché essendo costituita da moduli, potenzialmente può espandersi, all’infinito. La stampa 3D a scala architettonica, nonostante sia ancora un territorio in via di definizione, sta raccogliendo negli ultimi anni un grande interesse e un notevole sviluppo grazie alle sperimentazioni presenti ormai in tutto il mondo. Certo non è facile delineare ora fino a che punto tale tecnologia potrà intervenire nella progettazione architettonica dei prossimi decenni, tuttavia è auspicabile un ruolo da protagonista nella ricerca di nuovi e sostenibili paradigmi costruttivi ed è certo che WASP, e la Romagna, saranno protagonisti.


Massimo Moretti

È nato a Lugo nel 1959. Il padre era un contadino appassionato di meccanica e motociclette, la madre bracciante agricola. Massimo cresce nel laboratorio del padre affascinato dalle scintille che scaturiscono dalla mola a mano. Maker e smanettone dalla tenera età di 6 anni, impara i rudimenti dell’elettrotecnica all’Istituto professionale di Lugo. All’età di 15 anni resta orfano del padre colpito da una forma di leucemia allora incurabile. Per aiutare la madre e la sorella, lascia la scuola e trova lavoro nella fornace di Massa Lombarda. Combattuto fra la necessità di un lavoro e la consapevolezza che quel lavoro non è la sua via, inizia lo studio delle filosofie orientali e delle arti marziali, entrando nella Nazionale italiana, mentre segue gli insegnamenti dei grandi maestri profughi tibetani al monastero di Pomaia. A 18 anni abbandona il lavoro e, aiutato dalla madre, completa gli studi in elettronica. A 20 anni assieme a un amico fonda la prima società che si occupa di progettazione elettronica. Dopo avere sviluppato progetti per 30 anni, nel 2012 Massimo fonda WASP (World’s advanced saving project) con un gruppo di neolaureati in design del prodotto. Finanziando la ricerca tramite la vendita dei prodotti derivati dalla ricerca stessa, Wasproject sviluppa processi replicabili dal basso, collaborando con centri di ricerca in tutto il mondo per dare risposte ai bisogni di base dell’umanità

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.

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