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Organizzati… È meglio!

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Organizzati… È meglio!

Quando organizzazione fa rima con felicità: i consigli del professional organizer

Intervista a Sabrina Toscani, a cura di Romina Alessandri

Ciao Sabrina mi ha incuriosito molto una frase letta sul vostro blog che in poche parole affermava: «imparare ad organizzarsi serve sia agli adulti sia ai bambini per diventare persone felici». Mi ha fatto molto riflettere perché effettivamente quando siamo organizzati la vita sembra flare più liscia mentre, se non lo siamo, ci imbattiamo in un sacco di contrattempi e problemi. Eppure le persone organizzate sono davvero poche… non è così? Come mai secondo te?

Alcuni studi affermano che solo il 10-12% delle persone nasce con il talento organizzativo, tutti gli altri non
hanno questa abilità innata, pur avendone ovviamente molte altre. Per qualche strano motivo nonostante l’organizzazione personale sia così importante e così richiesta in tutti i contesti (pensiamo a scuola, al lavoro o a casa) è una competenza che non viene insegnata, se non casualmente. La nostra idea invece è di renderla materia di insegnamento nelle aziende, nelle famiglie e nelle scuole. Così tutti potranno conoscere le strategie e gli strumenti a loro più consoni per gestire le proprie risorse di tempo, spazio ed energie.

Dopo il personal coach e il personal trainer ecco quindi che arriva il professional organizer. Cosa fa in pratica e in che settori?

Il Professional Organizer è come un personal trainer del muscolo organizzativo, bastano pochi incontri con un P.O. per capire come muoversi al meglio e per adottare metodi funzionali che durino nel tempo, con minor sforzo e massimi risultati. Questo training viene fatto organizzando insieme un determinato contesto: può trattarsi di un locale in casa (dal garage alla camera dei bambini, dalla cucina all’ufcio casalingo), di una situazione lavorativa (dagli spazi e flussi di lavoro alla gestione degli impegni e degli input), o ancora la gestione del tempo e delle proprie energie fisiche e mentali. L’organizzazione è un prezioso strumento che, se ben usato, può cambiare l’andamento delle nostre giornate.

Vorremmo donare al nostro pubblico qualche segreto per organizzare meglio l’anno che verrà. Ci puoi svelare qualche segreto dell’organizzazione perfetta per esempio per la gestione della famiglia? Parlo di appuntamenti di lavoro e non, impegni dei figli, cene e serate con amici, imprevisti… È possibile gestire tutto senza fare errori e dimenticanze?

Se pensiamo all’organizzazione come a qualcosa di perfetto ne sbagliamo l’interpretazione, perché così sembrerà essere una cosa impossibile da perseguire e anche piuttosto pesante. In realtà l’organizzazione deve avere una modalità molto flessibile, infatti più è adattabile e meglio funziona. Per esempio se in famiglia tentiamo di programmare tutto ci troveremo presto a scontrarci con la realtà piena di imprevisti. È meglio puntare ad avere una visione quanto più chiara possibile di ciò che noi e tutta la famiglia vogliamo e dobbiamo affrontare, capire che il troppo è troppo per tutti, e selezionare e organizzare solo ciò che è veramente importante. In questo modo non si perde tempo ad organizzare cose e impegni che spesso si rivelano del tutto inutili.

Ti lancio una sfida. Conosco una persona, a me molto cara, che è totalmente disorganizzata sul lavoro. Prende appuntamenti e li dimentica, fa promesse che non riesce a mantenere, è un vulcano di idee e inizia progetti uno dopo l’altro senza focalizzarsi e così crea ritardi e incomprensioni fra i suoi collaboratori. Secondo te è possibile insegnare l’organizzazione anche in casi disperati?

Chi più chi meno tutti lottiamo per affrontare la mole di impegni e di richieste che ci arrivano e spesso ci sentiamo sopraffatti e sconfortati dagli esiti dei nostri pur grandi sforzi. Se la persona capisce che l’organizzazione può essere un grande aiuto soprattutto emotivo, per affontare in maniera più serena e soddisfacente la giornata, allora si può fare un bel lavoro. La persona motivata cambia facilmente le piccole abitudini organizzative se vede che il cambiamento porta benessere.

Spesso si tende a pensare che la confusione in casa, la disorganizzazione in ufcio, il disordine sulla scrivania siano lo specchio dell’animo di chi ne è l’artefce. È così? La disorganizzazione parte dal nostro animo, dal nostro lato più emotivo?

È provato anche dalla neuroscienza che l’ambiente che ci circonda ha un impatto su di noi. La disorganizzazione e il disordine non sono il male assoluto, ma sono da valutare per l’effetto sia emotivo che comportamentale che hanno su di noi e su chi ci sta vicino. Ognuno di noi dovrebbe capire quindi come sta emotivamente in una determinata situazione (pensiamo all’ansia o alla preoccupazione che abbiamo quando cerchiamo una cosa importante senza trovarla oppure allo stress di dover finire bene un lavoro in scadenza) e con questa consapevolezza ricercare le condizioni affinché le sensazioni provate siano di natura piacevole. Questo stesso ragionamento emotivo andrebbe fatto anche rispetto a chi condivide i nostri spazi e lavora o vive con noi. Personalmente noto che se non sto bene comincia a crearsi confusione negli spazi che vivo, quindi il mio disordine è senza dubbio lo specchio della mia anima!


Abbiamo intervistato:

Sabrina Toscani

Massima esperta italiana di organizzazione è autrice del libro Facciamo Ordine – in casa, nel lavoro, nella vita, ed. Mondadori. È fondatrice e CEO di “Organizzare Italia“, prima impresa di organizzazione della persona, e cofondatrice e presidente di APOI, Associazione Professional Organizers Italia, ospite in diversi programmi in televisione e radio e varie testate giornalistiche.

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.

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