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La Romagna è sempre più portatrice di esempi per la salute e il vivere sano

Intervista a Massimo Brusaporci, a cura di Francesca Rifici

Ciao Massimo, buongiorno. Abbiamo sentito parlare della realtà di Alimos e ci ha molto colpito, soprattutto per i bei progetti che vengono promossi. Come nasce e di cosa si occupa Alimos?

Alimos è una società cooperativa composta dalle principali cooperative del settore ortofrutticolo regionale. “Rinasce” alla fine del 2008 per impulso dell’allora presidente Romeo Lombardi. La cooperativa esiste in realtà dal 1967 con il nome di Centrale Sperimentale di Cesena. In tutti questi anni ha dato vita a numerose iniziative di cui oggi noi tutti godiamo senza neppure saperlo. Ne potrei citare almeno alcune: la sperimentazione sul biologico con il professor Giorgio Celli che in questo territorio si è consolidata con il Biolab per la produzione di insetti cosiddetti utili; l’esperienza di “frutta snack” con la quale abbiamo stimolato il settore del vending (i distributori di snack) ad allargare la loro offerta a prodotti più salutari; il programma Frutta e Verdura nelle Scuole nell’ambito del quale abbiamo supportato il Ministero dell’Agricoltura nella messa a punto delle attività didattico-educative.

Teniamo molto a ciò che facciamo. Ci piace l’idea di poter contribuire a migliorare il mondo. Velleitari? Spero di no

Un bellissimo progetto si chiama “Qui Zero Spreco”: di cosa si tratta e come si sviluppa?

Di progetti sullo spreco alimentare ce ne sono tanti in giro per l’Italia. Quello che abbiamo messo a punto per il Comune di Cesena si caratterizza per la componente di comunicazione e di socializzazione. In particolare “Qui Zero Spreco” mette in rete alcuni ristoranti virtuosi che anche grazie al supporto delle associazioni di categoria, molto sensibili all’argomento, hanno accettato di seguire la nostra idea. L’obiettivo principale è convincere i clienti dei ristoranti che chiedere il doggy bag non è da mendicanti, ma è addirittura chic! Sì, insomma, è un atto di responsabilità, perché non ci possiamo più permettere di sprecare, non avremmo mai dovuto, ma non è mai troppo tardi se si è in tanti a contribuire alla causa. Ebbene abbiamo risparmiato diverse tonnellate di cibo in pochi mesi di lavoro e noi ci auguriamo che ciò continui in modo spontaneo. I ristoranti che aderiscono espongono il simbolo del progetto (un puntatore a forma di forchetta), all’interno del menù è presente una piccola locandina esplicativa e poi attraverso una mappa on-line è possibile identificare i ristoratori che hanno aderito. Inoltre, il format si sta diffondendo anche in altre realtà locali della regione e questo ci riempie di orgoglio. Piace!

L’alimentazione ha sempre più un ruolo chiave nella vita delle persone: ci parli de “Gli Atelier del mangiar sano”? Che obiettivi ha questo progetto?

Gli Atelier del mangiar sano” è il titolo che abbiamo dato a una serie di attività che di norma realizziamo all’interno di un kitchen-stand. Si tratta di una sorta di “cucina delle idee e del cibo” dove ricette, storie, poesie, sapori e profumi si mescolano insieme lasciando un ricordo indelebile nei partecipanti. Si tratta di attività che realizziamo principalmente durante fiere ed esposizioni. Fra gli eventi che proponiamo vi sono cooking show dedicati agli adulti con chef professionisti, anche sotto forma di performance teatrale come nel caso di “racconti in cucina”, fino alla versione per bambini in cui i più piccoli sono i destinatari dell’esperienza, ma anche gli artefici delle ricette.

L’obiettivo è divulgare in modo divertente le corrette abitudini alimentari, con particolare attenzione al consumo di frutta e di verdura

Chi possono essere i beneficiari delle tante attività promosse? Va fatta una distinzione fra beneficiari e utilizzatori. I nostri servizi sono normalmente acquistati da aziende (utilizzatori) che intendono valorizzare il loro prodotto attraverso un marketing e una comunicazione responsabili. Fra questi entrano anche i clienti “pubblici” come i Comuni, le Regioni, i Ministeri che, avendo una mission di tipo sociale, sebbene con logiche e dinamiche diverse da quelle del privato, hanno interesse sia a valorizzare i territori sia a tutelare i loro abitanti: i cittadini (beneficiari). I nostri servizi hanno vari livelli, varie profondità.

La formazione di Alimos è uno dei vostri punti forti: a chi è rivolta?

La componente formativa è parte integrante del nostro agire: quando creiamo un progetto di promozione e marketing per un brand alimentare, quasi sempre proponiamo al cliente anche una componente formativa, per esempio per docenti, genitori e naturalmente per gli alunni, anche se a noi non piace salire in cattedra, ma piuttosto scendere e lavorare insieme alle persone e ai bambini.

Massimo, secondo te, in che modo questi progetti possono migliorare la nostra bella Romagna?

C’è qualcosa da migliorare in Romagna? Parte dei miei studi li ho condotti all’estero e ogni volta che tornavo vedevo sempre meglio ciò che prima ignoravo quasi completamente. La Romagna è un territorio molto felice per tanti aspetti. Penso che siano pochi i luoghi così accoglienti: ciò che manca ai romagnoli, come a tutti i popoli orgogliosi e capaci, è la modestia di sapersi guardare intorno. Noi studiamo molto e cerchiamo di fare da ponte fra ciò che si fa altrove e ciò che potremmo fare qui nelle nostre città, nelle nostre colline, nelle nostre pianure, al mare. Perché la piadina è tanto buona, ma da qualche parte nel mondo incrociano le gambe e non usano le seggiole per mangiare, oppure c’è chi le rape le disidrata e le usa come snack e chi fermenta la soia e ne fa cibo curativo. Ecco dovremmo incrociare le gambe anche noi ogni tanto. Le braccia no, quello ci è negato, per i romagnoli è impossibile ed è la nostra fortuna.


Massimo Brusaporci

Esperto in gestione di progetti educativi e campagne di comunicazione e marketing per l’agroalimentare. Laureato in scienze agrarie (Università di Bologna), ha conseguito una specializzazione in economia agroalimentare sui modelli di consumo alimentare all’Istituto Agronomico Mediterraneo di Montpellier (Francia) e un dottorato di ricerca in Economia ambientale all’Università di Padova. Come naturopata si occupa in particolare di motivazione al cambiamento, abitudini alimentari e stili di vita.

Per maggiori informazioni: www.alimos.itinfo@alimos.it

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.

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