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Un angolo di paradiso a Poggio alla Lastra

Un angolo di paradiso a Poggio alla Lastra

Un angolo di paradiso a Poggio alla Lastra

Lontani dall’inquinamento e dalla frenesia della città

La Redazione

Proprio accanto allo splendido fiume Bidente di Pietrapazza, a Poggio alla Lastra, sorge un antico mulino che, grazie a Susanna Castellazzi e alla sua famiglia, ha ripreso vita ed è diventato un agriturismo a tutti gli effetti. Curiosi, siamo andati alla scoperta di questo angolo di paradiso immerso nel verde, nella piccola frazione di Bagno di Romagna.


La storia del Mulino di Culmolle


«L’agriturismo è stato aperto negli anni Ottanta – ci racconta Susanna – ed è stato uno dei primi della regione. La nostra famiglia l’ha rilevato nel 2001. Noi siamo di Milano e l’idea che ci ha spinto a fare questa scelta era quella di vivere e soprattutto far vivere i nostri figli in mezzo alla natura, lontani dall’inquinamento della città e dalla frenesia che comporta la vita di una metropoli. Quale posto migliore se non la meraviglia delle colline romagnole?
Era un antico mulino di cui purtroppo oggi non rimane tanto perché era già stato smantellato prima del nostro arrivo. Essendo un piccolo podere in zona montana, abbiamo inizialmente privilegiato soprattutto l’allevamento di animali da cortile, maiali e cinghiali. Abbiamo avuto per diversi anni anche i cavalli e un istruttore col quale organizzavamo anche brevi escursioni. Ora la collaborazione è terminata e per diversi motivi, come l’impossibilità di adeguarsi a norme secondo noi eccessivamente restrittive per i piccoli allevamenti, abbiamo dovuto abbandonare anche questa
attività».

Relax e tanta tanta natura


Essendo un mulino, si trova proprio sul fiume, dove d’estate c’è la possibilità di fare bellissimi bagni rigeneranti e d’inverno godere dello splendido paesaggio. L’acqua è effettivamente l’elemento che caratterizza questo posto, ideale per chi vuole rilassarsi e stare a stretto contatto con la natura. Una parte del mulino è circondata dal fume e dall’altra c’è il bottaccio, il bacino in cui si raccoglieva l’acqua che al tempo azionava le pale. La sua posizione, alle porte del Parco delle Foreste Casentinesi, è perfetta per chi ama il turismo ambientale ed escursionistico: avventurarsi nel Parco con le sue faggete vetuste, oggi patrimonio dell’Unesco con la Riserva Integrale di Sasso Fratino, riempie davvero gli occhi di bellezza e di pace.

Dormire in baita o autogestirsi con gli amici


Attualmente la struttura si compone di tre camere matrimoniali con bagno, due appartamenti e una baita.
«Agli ospiti offriamo il trattamento di pernottamento e prima colazione, oppure, ai gruppi di almeno 20 persone, l’utilizzo dell’intera struttura in autogestione».


Sostenibilità e salvaguardia dell’ambiente


Susanna e la sua famiglia dimostrano un impegno quotidiano nei confronti della sostenibilità ambientale: «abbiamo installato pannelli fotovoltaici perché consideriamo il problema della produzione di energia da fonti rinnovabili fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente. In più, da sempre il mulino è stato una piccola centrale idroelettrica che forniva luce alle frazioni di Poggio alla Lastra e Monteguidi. Questo impianto è rimasto attivo fno a 3 anni fa ed era alimentato dal “bottaccio”, lungo 38 m, largo 10 m e profondo 3 m. Nel 2012 abbiamo contribuito alla realizzazione di una turbina molto più efficiente in grado di produrre fno a 100 kw/h.

 

Respirare il bosco, ascoltare gli animali che lo popolano, il rumore dell’acqua. Riconnettersi. Ecco come ci si sente: di nuovo vivi e parte di qualcosa che va oltre noi stessi

 

Il nostro intento è continuare a impegnarci, avvicinandoci sempre di più a uno stile di vita consapevole e rispettoso sia di noi stessi, che dell’ambiente che ci ha accolto. La nostra volontà è quella di restituire ai nostri ospiti almeno una piccola parte della nostra esperienza di vita, dando loro la possibilità di capire che c’è un altro modo di vivere, che si può fare a meno di tante cose che in città sembrano indispensabili e che il contatto diretto con la natura, il fume, il bosco, gli animali selvatici, ti mette in connessione con la parte più profonda di te, una sorta di rigenerazione, di nutrimento per l’anima».


Senza prendere la macchina


Arrivati al mulino, la macchina non serve più. D’estate c’è il fiume, le sue acque limpide e fresche non deludono
mai. Ma visto che l’estate è ormai passata da un po’, il consiglio è quello di incamminarsi per uno dei due sentieri
ad anello che partono proprio dal mulino. Il più breve, che in due orette si fa, attraversa il fume, passa da Valcupa, Ca’ Morelli e torna passando per Poggio alla Lastra. L’altro, più impegnativo, arriva sempre a Ca’ Morelli, ma
poi devia e si allunga, prolungando la camminata che, in tutto, richiede 6 ore. «Ci proponiamo – conclude Susanna – come punto di partenza per escursioni sia a piedi sia con mountainbikes a pedalata assistita (ebikes). Abbiamo infatti realizzato, assieme all’associazione di guide Esploramontagne, un progetto di noleggio di ebikes che ha contribuito al conseguimento da parte del Parco delle Foreste Casentinesi della Carta Europea per il Turismo Sostenibile».

Per maggiori informazioni :
Tel. 0543 913039
info@mulinodiculmolle.it
www.mulinodiculmolle.it
www.facebook.com/culmolle/

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.

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