Agriturismo La Lenticchia: la nuova realtà green made in Romagna

Agriturismo La Lenticchia: la nuova realtà green made in Romagna

Riscoprire i valori e le antiche tradizioni partendo dalla terra

L’Agriturismo La Lenticchia nasce dall’incontro di due giovani anime, Filippo e Claudia e dal loro amore per la terra.

L’unione di valori come rispetto, tradizione, salute, trasparenza sono alla base del loro operato e si annusano già nell’aria buona di campagna dell’agriturismo.

Una realtà romagnola, fatta di persone che credono nella terra di Romagna e che rappresentano un esempio da portare nel mondo.

Oggi abbiamo il piacere di incontrare una splendida realtà romagnola, Agriturismo La Lenticchia: come nasce la vostra attività?

La nostra realtà ha una storia abbastanza antica. La Lenticchia si estende per la maggior parte nella pianura di Magliano (Forlì) sui terreni che appartengono alla famiglia Foschi dalla metà dell’800. Per oltre un secolo la tenuta fu gestita a mezzadria, ma negli anni ’50/’60 le entrate per la vendita del bestiame e dei prodotti agricoli riuscivano a malapena a coprire i costi. Nonostante ciò la famiglia Foschi è sempre stata contraria all’utilizzo di diserbanti, concimi e trattamenti chimici e “tutte quelle porcherie che si usano oggi”, scegliendo di produrre meno ma continuando a ingrassare la terra solo col letame delle proprie bestie. Questa gestione e la creazione nel 1984 dell’Oasi Faunistica di Magliano, promossa nel 1995 a Sito di Importanza Comunitaria, ha portato a un aumento notevolissimo della biodiversità delle specie di uccelli presenti nella zona.

In questa oasi di storia e natura, nel 2011 arriva Filippo: cuoco vegano e aspirante contadino. Comincia a fare esperienza su questi terreni alle dipendenze dell’Azienda Agricola di Foschi nel 2011, anno in cui coltiva il suo primo campo di ceci. Il raccolto viene interamente venduto agli INGASATI, Gruppo di Acquisto Solidale forlivese di cui lui stesso fa parte.
Da allora, anno dopo anno, le produzioni aumentano in quantità e varietà: ceci, lenticchie, soia, borlotti, farro, grano antico Senatore Cappelli e farro Dicocco. Tutte le produzioni vengono vendute direttamente a Gruppi di Acquisto Solidali della regione, ristoranti e negozi tipici del territorio.

Nel frattempo, in collaborazione con enti del territorio, Filippo porta avanti progetti didattici e sociali legati all’agricoltura. Nel 2016 insieme a Claudia, conosciuta negli INGASATI, apre la Società Agricola La Lenticchia, che si occuperà di Agricoltura Biologica e di un Agriturismo con camere per ospitalità rurale.

Quali sono le attività presenti in Agriturismo La Lenticchia?

Desideriamo creare un punto di incontro per eventi e riunioni, di accoglienza per turisti alla scoperta del nostro territorio, e di piccola spesa genuina vendendo al dettaglio i nostri prodotti aziendali. Stiamo anche portando avanti i progetti iniziati da Filippo nell’ambito dell’Agricoltura Sociale. Un altro punto per noi fondamentale, riguarda l’indipendenza alimentare della comunità. Se una comunità riesce a produrre sul proprio territorio cibo di qualità per soddisfare i propri bisogni sarà sempre più indipendente dal sistema della GDO (grande distribuzione). Vorremmo essere considerati parte della comunità in questo senso, come qualcuno che si cura della terra al fine di portare abbondanza per tutti.

Agriturismo La Lenticchia è anche una società agricola: quali prodotti realizzate? Vengono utilizzate tecniche particolari di coltivazione?

Siamo specializzati in colture che nel nostro territorio sono state dimenticate con l’avvento della “ricchezza”: CEREALI ANTICHI e LEGUMI. Usiamo entrambe queste materie prime anche per ricavarne farine macinate a pietra e coltiviamo un grande orto multispecie.

Collaboriamo anche con la gastronomia RaVegan di Ravenna, per la quale produciamo soia NO OGM Made in Romagna.

Per il futuro stiamo valutando produzioni contadine “alternative” ottenute dai nostri cereali antichi, ad esempio pasta artigianale con la farina di grano duro Senatore Cappelli, birra artigianale e caffè di farro. Inoltre ci piacerebbe realizzare una linea di farine “Gluten Free” ottenute dai nostri legumi per chi ha intolleranze al glutine.

Questi terreni sono sempre stati coltivati in modo naturale (dal 1800!!!) senza usare nemmeno i trattamenti che sarebbero ammessi nel regime biologico. Nel 2017 entreremo in conversione per ottenere la Certificazione Biologica in modo da ufficializzare la nostra scelta.

Che cos’è l’agricoltura sociale?

L’Agricoltura Sociale è un’opportunità! Noi ampliamo la nostra visuale sul mondo dando spazi didattici e di lavoro a persone socialmente svantaggiate. Ad esempio Filippo ha seguito progetti di orti in carcere, corsi di cucina vegana per immigrati e disoccupati e crediti formativi tramite piccoli lavori in azienda per studenti in agraria con difficoltà di apprendimento.

Sappiamo che promuovete eventi legati al territorio: a chi sono rivolti?

Ci rivolgiamo principalmente a tutto il mondo respons-abile: economia solidale, turismo ecosostenibile, alimentazione naturale, educazione all’aperto, inserimento per persone socialmente svantaggiate ecc.

Siamo in rete con altre realtà già presenti e radicate nel territorio: gruppi di acquisto solidali, cooperative sociali, associazioni di volontariato, associazioni sportive dilettantistiche. Vorremmo poter essere considerati un punto di appoggio per tutte quelle attività che riguardano natura, ecologia e sostenibilità, oltre che integrazione sociale e benessere.

Agriturismo La Lenticchia è frutto di persone che hanno deciso di vivere la propria vita in linea con i ritmi della natura: cosa vi ha spinto a compiere questa scelta? Quali sono per voi i valori importanti?

CLAUDIA – La mia esigenza primaria per stare bene con me stessa, è poter vivere in contatto con gli animali e la natura. Ho bisogno di passare del tempo all’aperto, di muovermi, di vivere al ritmo della luce solare. A casa ho una cavalla, tre galline, due gatte, che sono le mie “maestre di vita”. Personalmente vivo questa scelta come risposta a un richiamo interiore. Ma c’è anche la parte materiale: il denaro non si può mangiare, i frutti della terra sì. Dal mio punto di vista il denaro è importante, ma dipendere totalmente da esso rende più schiavi invece che più liberi.

FILIPPO – Questa scelta è il frutto di un percorso iniziato più di 15 anni fa smettendo di mangiare animali. In quello stesso periodo ho scoperto l’agricoltura grazie a mio nonno, che mi ha insegnato per la prima volta a fare l’orto. Mi sono talmente appassionato che di lì a poco ho cominciato a lavorare in aziende agricole biologiche e nella ristorazione vegana.

Oggi, nonostante la fatica, mi fa sentire benissimo vivere con la terra, avere l’anno scandito da semine e raccolti, nutrirmi di ciò che produco, lavorare tutto l’anno all’aperto. Non credo riuscirei a fare altro.

Perché avete deciso di diventare una realtà green?

FILIPPO – Ho sperimentato molto, ho lavorato sia in aziende biologiche che convenzionali e questo mi ha fatto capire quanto sia dannoso per la salute umana e ambientale un certo tipo di agricoltura.

Quello che maggiormente desidero è rispettare la vita in tutte le sue forme, e questo si rispecchia sia nelle mie scelte agricole che alimentari. Sono un “agricoltore custode” di semi antichi, di specie che con l’agricoltura industriale si stanno estinguendo perché sono meno adatte alla lavorazione meccanizzata (grani troppo alti, frutti di pezzatura non omogenea, produttività inferiore, ecc.), ma sono più rustiche e meno bisognose di trattamenti e concimazioni.

Sto cercando di rendermi indipendente dalle ditte sementiere: i semi moderni spesso sono geneticamente modificati per fare in modo che il raccolto sia sterile e quindi che l’agricoltore sia costretto ogni anno ad acquistare i semi per il suo terreno. Invece i miei semi antichi mi permettono di seminare il frutto del mio raccolto, come si è fatto per secoli, come accadeva fino a 50 anni fa.

CLAUDIA – Penso che essere custodi della Terra sia un atto di egoismo necessario. Se l’uomo non saprà ricongiungersi alla natura, alla Terra, se non saprà vivere in simbiosi con l’ambiente sarà più probabile che la Terra sopravviva all’uomo e non viceversa.

Questo è il lato apocalittico, ma in me c’è anche un lato razionale: se usiamo con oculatezza le tecnologie moderne e le integriamo con i saperi antichi, possiamo avere una qualità di vita migliore, per noi e per l’ambiente.

Infine c’è un lato romantico che si commuove ogni volta che vede il sole tramontare sui campi di grano


Contatti Agriturismo La Lenticchia

Indirizzo:

Forlì, Via Maglianella 12

Telefono:

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.