Allevamento: intensivo o etico?

Allevamento: intensivo o etico?

Sai come vengono allevati gli animali in Romagna?

ALLEVARE significa crescere, curare.

Addirittura, l’etimologia del termine è elevare. Eppure, se oggi parliamo di allevamento, a molti di noi vengono in mente le immagini degli allevamenti industriali, magari il servizio trasmesso da Report. In realtà, questo tipo di allevamento ha distorto il rapporto originario tra uomo e animale e ha portato quest’ultimo molto, troppo, lontano dalla sua natura e dai suoi ritmi naturali, costringendolo a vivere in una condizione artificiale di profonda sofferenza. L’allevamento intensivo, inoltre, è una delle principali cause dirette del surriscaldamento globale, del consumo e dell’inquinamento idrico. Concorre alla degradazione del suolo e alla deforestazione (una grossa percentuale dei mangimi usati in questi allevamenti proviene da coltivazioni intensive e Ogm nel sud del mondo).

Mangiamo animali cronicamente malati e saturi di farmaci

Gli effetti negativi di questo sistema, oltre che sull’ambiente, si ripercuotono inevitabilmente anche sulla salute dell’uomo, perché gli alimenti che provengono da questi allevamenti sono saturi di farmaci e antibiotici e nuocciono gravemente alla salute. La mucca pazza, l’influenza aviaria, l’antibioticoresistenza, non sono più campanelli d’allarme, sono fatti conclamati e non vanno assolutamente ignorati. Non ce lo possiamo permettere.

Un’altra strada è possibile

Esiste, per fortuna, un modo diverso di concepire l’allevamento, che parte dal modo di vivere e di sentire degli animali: non influisce negativamente sul clima, è ecologicamente sostenibile, fornisce cibo sano, preserva le tradizioni e valorizza i piccoli produttori.

Nel libro “CON-VIVERE – L’allevamento del futuro”, tre veterinari omeopati propongono un modello alternativo di allenamento, che tiene conto del benessere dell’animale e dell’uomo e valorizza il territorio e il paesaggio, è a basso consumo energetico e ridotto impatto ambientale. È l’allevamento agroecologico. In questo tipo di allevamento, si pensa in modo sistemico, cioè in modo che nessuno, né uomo, né animale, né pianta, prevalga su un altro sistema vivente e in modo che si raggiunga l’equilibrio specifico di quel luogo e di quel clima.

Uno degli autori di “CON-VIVERE”, Pietro Venezia, vive proprio in Romagna (a Castelnuovo di Meldola), ed è co-responsabile scientifico, insieme a Stefano Cattinelli, della collana di libri “Qua la Zampa” del Gruppo Macro (Cesena) dedicata alla salute e al benessere degli animali, siano essi da compagnia, o da sostentamento. Infatti, quando si parla di animali, non si può fare una distinzione netta. Quello che finisce nella ciotola del nostro cane, o gatto, spesso proviene da un allevamento intensivo, ed esattamente come accade per gli umani, ciò che i nostri animali mangiano condiziona il loro stato di salute.

Gli allevamenti in Romagna

Abbiamo chiesto a Pietro Venezia quale sia la situazione degli allevamenti nel nostro territorio.

«Tutti sappiamo che in Romagna ha sede una delle due più grandi aziende di allevamento industriale in Italia. Ebbene, per fortuna esistono anche realtà diverse, che nascono grazie all’impegno di persone comuni e alla collaborazione stretta con alcuni veterinari romagnoli».

Il Consorzio Carne Biologica Valbidente

L’allevamento biologico è l’unico che garantisce uno stretto legame con la terra e tutela il benessere degli animali, grazie alla presenza di pascoli e boschi dove essi trascorrono molti mesi all’anno.

Gli animali vengono alimentati con foraggi e cereali biologici prodotti dagli stessi allevatori, garantendo la qualità del prodotto finale e l’approvvigionamento costante, riducendo il trasporto pesante.

Uno dei princìpi fondamentali della zootecnia biologica è l’eliminazione di ogni elemento che possa causare inquinamento ambientale e danni alla salute. Così facendo si salvaguarda la salute degli allevatori, dei consumatori e dell’ambiente.

Concimando i campi per il mantenimento della fertilità dei suoli con il letame prodotto in azienda e senza l’uso di concimi chimici e pesticidi, “ingrassiamo” la nostra terra senza impoverirla e manteniamo l’acqua pulita. Arricchiamo il terreno con le micorrize, aiutando la pianta a crescere in maniera sana e a sviluppare le proprie difese naturali verso muffe e parassiti.

Come nasce questo Consorzio ce lo spiega direttamente la presidente, Lisa Paganelli.

«Il Consorzio nasce dalla mia attività di veterinaria e libera professionista nelle aziende agricole della provincia di Forlì. Seguivo le aziende di allevamento bovino, dove avevo notato che il prodotto di allevatori che vivevano in zone svantaggiate e che allevavano i loro animali con grande passione, non veniva valorizzato. La vendita dei bovini avveniva tramite mediatori di grossi macelli industriali che cercavano di acquistare il prodotto a minor prezzo possibile e a volte sfruttando l’ingenuità dell’agricoltore.

Quindi, io e altri tre allevatori del Comune di Civitella di Romagna, nel 2009, abbiamo deciso di costituire un Consorzio di produttori che valorizzasse il metodo di produzione e non la razza allevata, perché quello che conta è come viene allevato l’animale e quello che mangia, non il colore del mantello!

Da allora abbiamo selezionato i produttori bio, che allevano animali al pascolo e producono i cereali e i foraggi per l’alimentazione in azienda, senza l’esigenza di dover acquistare il prodotto da fuori.

Oggi abbiamo creato un piccolo circuito di produttori e stiamo evolvendo in agricoltura simbiotica su tutte le produzioni. Non solo carne bovina ma anche cereali, uova, latte e ortaggi prodotti con metodo simbiotico, un nuovo metodo di coltivazione e di allevamento che si fonda sul rispetto e la valorizzazione della simbiosi tra gli attori della catena alimentare: la terra, gli animali e l’uomo».

La macelleria del “Consorzio Val del Bidente” si trova in centro a Meldola, in Via Giacomo Matteotti, 6.

La Roulotte delle Galline: un originale e riuscito esempio di collaborazione tra uomo e animale

L’azienda agricola biologica “I Piccoli”, situata nella campagna forlivese, ha trovato un modo decisamente originale di convivenza e collaborazione con gli animali. L’azienda nasce nel 2009, dall’amore per la natura di una giovane coppia, che con l’arrivo del primo figlio decide di cambiar vita e lasciare il lavoro impiegatizio per dedicarsi alla terra.

Per venire incontro alle richieste dei clienti, Chiara e Gianluca decidono di cominciare ad allevare galline ovaiole.

Fin da subito, l’obiettivo è trovare un modo di allevare che rispetti anzitutto le esigenze delle galline, ma sia possibilmente utile all’azienda. Il motto è: si lavora tutti! Così, dopo essersi documentati su Internet e su riviste del settore, progettano e realizzano con legno e materiali di recupero (un vecchio rimorchio e l’intelaiatura di una porta del capannone), quello che si può chiamare Chicken Tracktor, anche se di fatto è più una macchina operatrice che un trattore, per galline ovaiole.

L’idea è semplice, ma geniale: un pollaio montato su ruote, che si può attaccare al trattore e spostare sul terreno da lavorare.

Mentre razzolano, le galline sarchiano la terra con le loro zampette. E intanto mangiano gli insetti e, con i loro escrementi, concimano la terra. Nel giro di due, tre mesi riescono a pulire perfettamente un terreno di 200-300 m2. Terminato il lavoro, il pollaio viene attaccato al trattore e spostato su un altro terreno, che viene prima recintato.

Naturalmente, non si tratta di un pollaio improvvisato, ma che tiene conto dello studio delle caratteristiche ottimali affinché le galline stiano bene, e che rispetta i requisiti previsti dalla normativa sugli allevamenti biologici. È dotato di un doppio tetto, doppie finestre e un sistema di aerazione molto efficiente. I nidi sono collocati in modo tale che le uova possano essere raccolte dall’esterno, senza necessariamente entrare nel pollaio.

I posatoi sono sistemati così che le galline non vengano mai a contatto con i loro escrementi, che sono raccolti in un apposito contenitore che può essere pulito senza entrare nel pollaio. Insomma, possiamo pensare che queste galline, che passano la maggior parte della loro vita all’aperto, che vengono alimentate con scarti e prodotti biologici, che fanno le galline e intanto aiutano il loro compagno uomo, siano felici? Ci piace pensarlo. Sicuramente, la qualità delle loro uova non è comparabile con quella degli allevamenti intensivi.

Tradizione ed etica

La scelta di fondo che accomuna queste realtà, e altre presenti sul territorio, è un approccio quotidiano etico nei confonti dell’ambiente e degli animali, legato alla tradizione e rispettoso della salute del consumatore. A seconda di quello che compriamo, possiamo alimentare sistemi produttivi distruttivi, oppure virtuosi. La scelta sta a noi.

Puoi comprare i prodotti dell’Azienda “I Piccoli” il sabato mattina direttamente in azienda, in Via Minarda 3 a S.Tomé di Forlì. Per maggiori informazioni visita la pagina FB: I Piccoli Azienda Agricola Biologica

Perché scegliere prodotti provenienti da un allevamento biologico?

Per una sola, o per tutte queste ragioni:

  • Per la nostra salute, perché siamo quello che mangiamo
  • Per la salute del nostro ambiente
  • Perché gli animali non sono distributori automatici di latte, uova e carne, ma esseri senzienti.

Trova il veterinario green che fa per te!

Scrivici a: qualazampa@viviconsapevoleinromagna.it e vai sul sito www.armonieanimali.com, il network dei veterinari olistici, esperti in
Medicina non Convenzionale. (FB: Armonie Animali)


Scritto da Isabella Monti e Pietro Venezia

Chi è Isabella Monti?

Cresciuta in una famiglia romagnola, di quelle che andavano dal contadino a fare il prosciutto e non hanno mai comprato le uova al supermercato (lo stesso dicasi per galline, olio, conserve…), da piccola sognava le merendine confezionate, ma oggi è grata ai suoi genitori per averle insegnato l’importanza di nutrirsi con cibo genuino e non risparmiare sulla qualità della spesa.

Laureata in scienze politiche internazionali, dopo le prime esperienze lavorative nella formazione professionale, prosegue il suo percorso nel settore pubblico, occupandosi per diversi anni di progettazione europea e organizzazione di eventi internazionali.

Dal 2010 lavora per il Gruppo Editoriale Macro, nel settore copyright, dove segue la collana di libri “Qua la Zampa”, dedicata alla salute e al benessere degli animali.

Chi è Pietro Venezia?

Pietro Venezia è un veterinario green che dal 1991 si occupa di sistemi agroecologici e di Medicina Non Convenzionale.

Inizia a praticare l’omeopatia sia su piccoli che su grandi animali nel 1997. Da allora segue e porta avanti numerosi progetti. Fa parte del Gruppo di Acquisto Solidale Ingasati, è Vicepresidente di Veterinari Senza Frontiere Italia e VSF International, dove si lavora molto sull’importanza dell’animale come alleato per superare le difficoltà economiche, sociali e ambientali. Fa parte di Armonie Animali, associazione di veterinari consapevoli che offre il proprio sapere alle persone che desiderano convivere con il proprio animale in maniera giusta e armoniosa. È responsabile del dipartimento Zootecnia e Biologico della Società Italiana di Omeopatia Veterinaria SIOV ed è responsabile scientifico, insieme a Stefano Cattinelli, della collana editoriale Qua la Zampa, di Macro Edizioni.


 

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