Arti marziali come cultura e stile di vita

Arti marziali come cultura e stile di vita

Dalle arti marziali alla cultura fino alla Medicina Cinese: un viaggio verso la consapevolezza e la conoscenza del sé, per superare le difficoltà

Intervista a Dante Basili a cura di Romina Alessandri

Ciao Dante in questa intervista parleremo di Arti Marziali ma non solo… Il tuo percorso, di oltre 35 anni nell’insegnamento, cosa ha insegnato – in primis – a te stesso?

Che si insegna bene ciò che si ha più bisogno di imparare. Insegnando si osserva l’Arte da punti di vista diversi dal proprio, come quando si visita un luogo conosciuto, ma attraverso strade insolite. Questo fa sì che chi viene considerato Maestro in realtà impari tantissimo dagli Allievi.

Spesso le arti cosiddetteinterne”, come il Taiji Quan ed il Qi Gong vengono praticate da persone mature mentre la arti cosiddette “esterne”, come i diversi stili di Kung Fu, da giovani ed adolescenti.

Insegnando da tanti anni è così capitato di avere allievi dell’età di mio padre o di mio nonno, a cui chiaramente io insegnavo la pratica, ma che in cambio mi hanno donato incredibili esperienze di vita. Ricordo anche con grande emozione il periodo di insegnamento ai non vedenti e diversamente abili: trasmettere qualcosa che si conosce bene, ma senza poterlo mostrare o rimanendo vincolati a una sedia a rotelle mi ha obbligato a “vedere” più profondamente ciò che amo.

Quando si ama veramente qualcosa si è grati di quanto si è imparato, ma ci si meraviglia anche della sua vastità.

Dall’insegnamento delle arti marziali allo Shiatsu fino alla calligrafia, sono molte le discipline di cui ti occupi e che condividi con la tua “Scuola Tiandihe dell’Armonia fra Cielo e Terra”, qual è il filo rosso che le unisce?

Il filo rosso è il “pensiero comune” di quello che oggi chiamiamo MCC Medicina Classica Cinese. Nei primi anni ’70 il mio maestro ci chiedeva agli esami non solo la pratica delle arti marziali ma anche la conoscenza dei meridiani, i percorsi energetici del corpo umano e il nome tradizionale degli agopunti su di essi distribuiti. Avevo solo 11 anni… Successivamente negli anni ’80 durante i miei studi a Pechino e nello Henan (centro della Cina) ho sempre cercato di integrare gli studi delle arti marziali con la medicina tradizionale, non solo all’interno delle proposte ufficiali, ma anche chiedendo ai singoli maestri le nozioni che tramandavano “familiarmente” dai loro antenati. I concetti fondanti della medicina tradizionale sono gli stessi che si applicano alle arti marziali, al Qi Gong, alla calligrafia, al massaggio, al tiro con l’arco e sono questi concetti che uniscono pratiche solo in apparenza così diverse.

Stiamo vivendo un momento storico molto delicato, che spaventa e toglie le speranze a tante persone, cosa consiglieresti a chi non riesce ad affrontare tutto questo?

«Ad una dignitosa vecchiaia ci si prepara da giovani» dice un proverbio cinese. Allo stesso modo è nei momenti di non crisi che ci si prepara alla crisi. Questo spiega perché, escludendo le persone malate, in questo momento storico molto delicato tante persone sono spaventate e senza speranza, mentre tante altre sono fiduciose ed entusiaste. E questi due aspetti, senso di abbattimento e ottimismo, convivono in ognuno di noi, proprio come la polarità Yin Yang.
Il mondo moderno ha un grande disprezzo dello Yin, mentre ha in grande pregio lo Yang: produciamo per consumare e consumiamo producendo, viviamo sempre di corsa ed anche quando siamo immobili i nostri pensieri sono come un fiume in piena. Ma questo è un grave squilibrio perché la Vita per ben esprimersi ha bisogno di armonia ed equilibrio fra Yin e Yang.

Se un tempo la meditazione aveva uno scopo spirituale oggi può anche essere una terapia. Ecco che allora, la meditazione, la contemplazione, la “sana inattività” diventano strumenti fondamentali di riequilibrio. E man mano che ci si armonizza si incontra un silenzio vivo, un silenzio tonante. La Bellezza può arrivare con il fragore di un tuono, ma è necessario essere Vuoti per poterla accogliere e diventarne risonanti.

Un esempio personale? Sono vegetariano e venti anni fa abbiamo fatto la scelta, mia moglie ed io, di vivere decentrati in campagna, in un bel luogo dove poter crescere i nostri figli. Ma il lavoro e gli impegni sono sempre stati tanti e in tutti questi anni il sogno di un orto per l’autosufficienza è rimasto tale. Con il lockdown il miracolo: il piacere e la meraviglia dell’orto, mesi senza acquistare quasi nulla al supermercato, rifiuti ridotti al minimo, ritmi della giornata poetici e indimenticabili. È altrettanto vero però che per molti il lockdown è stato un disastro e non una risorsa. Questa crisi passerà, ma ne verranno inevitabilmente altre, non perché sono pessimista, semplicemente perché il nostro modo di vivere su questa terrà è “Koyaanisqatsi”, insostenibile, come si dice nella lingua degli indiani Hopi.

Il mio consiglio e di prepararci alle onde di crisi con grandi progetti che abbiano radici profonde nel nostro cuore: cosa fare della nostra vita non nei prossimi mesi, ma nei prossimi decenni! Ed il tutto condito da un forte rafforzamento quotidiano della persona, aiutati magari da buone pratiche meditative come il Qi gong, lo yoga e le arti marziali.

Alla fine la vita è un cammino, e possiamo scegliere come procedere: o di fretta pensando solo a tornare a casa, rischiando di non percepire nient’altro, o camminando più lentamente, per il piacere di passeggiare, guardandoci intorno e rimanendo stupiti della struggente bellezza di questo pianeta che ci ospita.


Dante Basili
Comincia lo studio delle arti marziali all’età di 6 anni, ad 11 anni l’incontro con il suo primo vero maestro. Dopo un periodo di attività agonistica sia nelle Taolu (forme) che nel combattimento sportivo apre i suoi primi corsi di arti marziali, meditazione e Qi gong. È musicista compositore e nel 1997 ha pubblicato il romanzo “Soluzioni” dedicato all’alchimia spirituale occidentale. Attualmente tiene concerti con la figlia Miriam e collabora al Progetto LI SHU con la calligrafa Min Hualin e la poetessa Marina Coppa.

Per contattarlo: dante.basili@gmail.com | 331 5999578

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