Ascolto di sé

Ascolto di sé

Un esercizio quotidiano di armonia

Barbara Pozzi

Un proverbio Cherokee recita “Ascolta, o la tua lingua ti renderà sordo”. Il detto della tribù indiana sottintende che l’ascolto è una pratica, un esercizio da con solidare, pena la perdita di questa indispensabile capacità. In questo caso il riferimento è volto alla capacità di prestare attenzione agli altri, ma il messaggio è valido rispetto a tutti i tipi di ascolto, a partire da quello di sé: quante volte succede che si ignori un segnale del corpo a tal punto che il corpo smette di “parlare”, per poi presentarci un conto molto più alto tempo dopo? Se non si prendono in considerazione le sensazioni fisiche e le emozioni come una parte importante della vita, può capitare che la nostra sensibilità si assottigli. Ma è sufficiente tornare a dare valore ai segnali, tendere un orecchio, per sentire nuovamente l’universo di stimoli che siamo. Viviamo in un momento storico in cui non è riconosciuto alcun valore agli aspetti contemplativi della vita. Una famosa citazione di Einstein dice «La Mente intuitiva è un sacro dono e la mente razionale è un servo fedele. Abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il Dono».
Ascoltarsi significa essere in connessione con gli aspetti più profondi di sé e rispettare i segnali che ci arrivano  dall’interno, quindi ottimizzare le energie, agire al massimo delle nostre capacità, come alleati di noi stessi.
Un organismo che funziona bene è quello in cui le informazioni viaggiano per fare sì che tutte le sue componenti svolgano il loro compito in sinergia ed equilibrio. La stessa cosa vale per l’essere umano nella sua interezza: fin troppo spesso capita che mente, cuore e pancia ci diano riscontri diversi. Essere in grado di connettere e allineare mente, cuore e intenzione ci permette di attingere a risorse nascoste, tra le quali, appunto, l’intuizione.


Riconoscere le emozioni


Non dedicare tempo e attenzione alla propria interiorità rende fragili, meno capaci di interagire con il mondo che ci circonda. Imparare a riconoscere le emozioni, per contro, aiuta a sviluppare comprensione e consapevolezza, facilitando le relazioni con gli altri. A volte è sufficiente prendersi il tempo di respirare e dare un nome preciso al nostro stato emotivo, riconoscerlo, accettarlo e lasciarlo fluire senza giudizio. Possiamo svolgere questa pratica pochi minuti al giorno, anche con il supporto degli oli essenziali, i quali contribuiscono ad armonizzare gli stati d’animo e favoriscono un contatto profondo con noi stessi. L’olio essenziale è l’anima della pianta e dialoga con l’uomo attraverso il profumo, un linguaggio atavico che ci mette in connessione con gli aspetti più sottili ed eterei dell’esistenza. Questo tipo di consapevolezza è millenario e appartiene a moltissime culture: nella Medicina Ayurvedica si dice che il naso sia la porta della mente, nella Bibbia l’olfatto è l’unico senso che nutre l’anima, mentre gli altri alimentano il
corpo.


Cogliere l’essenza


Quando percepisci il profumo di un vero olio essenziale concediti 5 secondi e lascialo agire.
Abbandona ogni attività e predisponiti all’ascolto, inspira attento e rilassato… Quando sentirai sorgere una sensazione di benessere avrai colto l’essenza.
 

Perché utilizzare gli oli essenziali? Ecco come funziona l’aromaterapia


L’aromaterapia è una branca della fitoterapia che utilizza gli oli essenziali per il benessere del corpo fisico
e lo sviluppo del potenziale umano. Sì, ma come si verifica l’azione della pianta sul piano psico-emotivo? Come avviene l’interazione per via olfattiva? Se inalate, le molecole di olio essenziale si dissolvono nel muco nasale, prodotto dal tessuto esterno delle narici: quest’ultimo è dotato di milioni di recettori. Da qui, gli impulsi corrono lungo le fibre nervose e arrivano alla cavità del cranio, dove si uniscono per formare i bulbi olfattivi e i percorsi che portano direttamente al sistema limbico. Il sistema limbico, che viene stimolato in modo diretto, è una delle aree del cervello
più antiche a livello evolutivo e controlla i ricordi, gli istinti e le funzioni vitali
. È per questo che gli stimoli olfattivi sono così evocativi e potenti: qualsiasi altra esperienza sensoriale compie un percorso molto più lungo prima di essere registrata e la registrazione avviene in un’area del cervello molto più sofisticata.
All’interno del sistema limbico, gli impulsi olfattivi degli oli essenziali generano stimoli che armonizzano gli stati emotivi. Allo stesso tempo, le molecole partecipano allo scambio gassoso tra gli alveoli polmonari e i capillari, penetrando nel sistema circolatorio. Questi sono i meccanismi di base per cui gli oli essenziali sono così benefci: ogni pianta ha un messaggio per noi, che veicola attraverso i suoi principi attivi e la sua energia sottile.
L’Aromaterapia è un valido supporto in un percorso di consapevolezza quotidiano, una pratica che predispone all’ascolto e può portarci a risvegliare e riscoprire aspetti della nostra persona che abbiamo dimenticato.

Gli oli essenziali interagiscono con il nostro organismo sia da un punto di vista fisico che psichico


Rievocare uno stato d’animo positivo con gli oli essenziali


Qualche riga sopra si parla di come la memoria olfattiva sia immediata e diretta. Possiamo scegliere di
utilizzare questa qualità della mente legata all’olfatto per
rafforzare i sentimenti positivi: quando proviamo gioia e senso di appagamento, proviamo a utilizzare un olio essenziale che supporti e alimenti in noi questo senso di benessere. Quando ci sentiremo invece stanchi, tristi o arrabbiati possiamo utilizzare quello stesso olio essenziale per rievocare in noi la gioia e ricordare che ogni stato mentale è temporaneo. Si tratta quasi di un gioco, una piccola abitudine per ricordare a noi stessi che le emozioni sono impermanenti e che il nostro vero benessere prescinde da esse. Gli oli essenziali ci parlano con un linguaggio primordiale, ricordandoci la nostra vera natura, o meglio, la nostra essenza.


Barbara Pozzi

Barbara cresce in una famiglia che le trasmette, fin da piccola, un profondo amore per la Natura. Appassionata di botanica, la madre le regala un estrattore: questo dono è il seme di un percorso che la porterà a conoscere a fondo gli oli essenziali, studiando da autodidatta, partecipando a corsi di naturopatia e aromaterapia e poi sperimentando
sul campo. La sua visione è, fin dall’inizio, quella di riproporre un profumo completamente naturale, privo di qualsiasi additivo e che restituisca l’energia sottile della pianta da cui proviene, proprio come si faceva nelle antiche tradizioni di fitoterapia e profumeria, andate perdute nel tempo. È così che nel 2006, assieme a Massimo Moretti, Barbara fonda l’Opificio Olfattiva. Aromaterapeuta del progetto, Barbara si dedica alla creazione di prodotti di Profumeria Botanica per il benessere dell’uomo e dell’ambiente che lo circonda.

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.