BERTINORO, il balcone della Romagna

BERTINORO, il balcone della Romagna

La saga delle cartoline dalla Romagna continua con Bertinoro, piccolo paese medievale sulle colline romagnole.

Bartnòra in romagnolo, è situato sulla cima del monte Cesubeo, a 15 km da Forlì, in un ambiente collinare e ricco di vegetazione. Da sempre, questo borgo romagnolo è riconosciuto per il buon cibo, le sue stradine ricche di storia e le sue vedute panoramiche. Non manca il romanticismo, che si incontra nei suoi ristoranti, nelle sue bellissime terrazze da cui si vede il mare e nei suoi scorci nascosti.

Lungo le vie del borgo

Le vie del borgo di Bertinoro riportano indietro nel tempo, con i loro ciottoli e la loro unicità. Percorrendo a piedi le strade, fra palazzi storici, chiese, abitazioni e sentieri che costeggiano i resti dell’antica cinta muraria, si respira un’atmosfera di stampo medievale.

Il simbolo della città si identifica con Palazzo Ordelaffi, antico palazzo municipale risalente al 1306, il quale custodisce due importanti sale: la Sala del Popolo, utilizzata per le riunioni cittadine, e la Sala della Fama, meglio conosciuta come Sala Quadri perché al suo interno si conserva il ciclo delle tele dedicato alla storia di Bertinoro, opera del pittore Antonio Zambianchi.

Dante Alighieri e i monumenti di Bertinoro

Bertinoro è ricca di storia e passeggiando per il borgo è possibile rievocare ancora le vicende passate. Molti edifici antichi ancora esistenti ci permettono di calarci in questa atmosfera.

Il fulcro della cittadina è Piazza della Libertà, il crocevia principale da cui si ramificano le strade di Bertinoro. In Piazza della Libertà troviamo la Torre dell’Orologio che, in passato, grazie alla sua notevole altezza, fungeva da faro per i naviganti. La cattedrale, dedicata a Santa Caterina di Alessandria patrona del borgo, è situata sempre nella piazza principale, fu iniziata sul finire del XVI secolo e ultimata nel 1601.

Dalla stessa piazza godiamo di una vista magnifica, una terrazza sui colli romagnoli che a perdita d’occhio arriva fino al mare.

Quando si passeggia per le vie di Bertinoro, vietato perdere la Rocca: costruita prima dell’anno Mille, nel 1302 ospitò persino Dante Alighieri, come ricorda Carducci nella sua ode “La Chiesa di Polenta”.

Dal 1994 è sede del Centro Residenziale Universitario di Alta formazione e Ricerca di Bertinoro e dal 2010 è sede anche del Museo Interreligioso, dedicato a studi, ricerche e opere d’arte sulle tre grandi religioni monoteiste. Al suo interno, piccoli e lunghi corridoi conducono a stanze diverse: per il visitatore sembra di trovarsi dentro un labirinto.

Continuando la salita, dalla Rocca, ci troviamo nel punto più alto di Bertinoro dal quale, al tramonto, si gode di una vista magnifica.

La colonna degli anelli e dell’ospitalità

Il cuore dei romagnoli è rimasto lo stesso nel tempo: un buon bicchiere di vino e due chiacchiere attorno al fuoco, sono state e sono ancora simbolo di questa terra. La convivialità, la condivisione, l’ospitalità.

Alcuni documenti risalenti all’anno 995 narrano di come il confronto con l’altro e la consuetudine dell’ospitalità fossero attitudini già presenti all’epoca. Nel cuore del paese, risiede uno dei principali monumenti, la “Colonna delle Anella”, nota anche come colonna dell’ospitalità. Fu fatta costruire per volontà di Guido del Duca e Arrigo Mainardi, per porre fine ai continui scontri tra le famiglie nobili del luogo. La colonna aveva 12 anelli, a ognuno corrispondeva una famiglia: quando un pellegrino giungeva a Bertinoro e legava il suo bastone o il suo cavallo a uno degli anelli, veniva ospitato dalla famiglia che esso rappresentava.

Strade artistiche in Bertinoro

Ci sono due strade artistiche che meritano di essere percorse: la strada della Vendemmia e quella dei Mestieri Scomparsi.

Si tratta di due vie del borgo in cui artisti locali espongono le proprie opere in maniera stabile. Vengono rappresentati i i temi che i nomi stessi delle strade richiamano. La prima è via Vendemini, un vicolo di circa 100 m in cui ammirare sette tele rappresentanti i momenti salienti della vendemmia, una dopo l’altra; la seconda è situata all’inizio di via delle Mura e ospita sei dipinti di artisti contemporanei che celebrano le antiche tradizioni di Bertinoro e le abilità manuali dei suoi abitanti.

L’oro di Bertinoro: l’albana di Romagna e i suoi vini

Bertinoro è rinomata in tutta la Romagna per l’eccellenza dei suoi vini.

Il prodotto tipico più conosciuto è l’Albana, chiamato anche “l’oro di Bertinoro”: è un vino bianco DOCG prodotto da vitigni autoctoni romagnoli. Altre due specialità note sono il Pagadebit e la dolce Cagnina di Romagna. Il Pagadebit è un vitigno che produce uve bianche ed è così chiamato per la sua resistenza: anche nelle cattive annate, riusciva sempre a produrre una minima quantità che permetteva al vignaiolo di “pagare i debiti”. La Cagnina invece è un vino che viene consumato subito dopo la vendemmia, le sue note giovani si accompagnano perfettamente ai sapori dolci.

Un must tutto romagnolo? Castagne e cagnina!

Specialità culinarie di Bertinoro

In tutta la Romagna si mangia la piadina ma non sappiamo perché, nelle osterie di Bertinoro sembra trovare un posto d’onore.

Piadina calda e squacquerone sono immancabili, o ancora piadina e Savor, una marmellata contadina casereccia che viene prodotta nel periodo successivo alla vendemmia, il tutto accompagnato dal Saba, uno sciroppo d’uva utilizzato per insaporire bevande e alimenti.

Bertinoro in pillole

Come nasce la città di Bertinoro?

Due sono le leggende che hanno creato la sua storia e che si tramandano sul nome Bertinoro. La prima racconta che Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio, proprio in terra romagnola, assaggiato un vino servito in un’umile coppa di terracotta, disse: «Non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro». Da qui il nome della città.

La seconda teoria, fa derivare il nome “Bertinoro” dal genitivo dei frati britannici che anticamente soggiornarono in questa terra, britannorum, poi modificatosi nel tempo e nelle diverse trascrizioni.
Si tratta di una città molto antica, che fonda le sue origini nella lontana preistoria. Sono avvenuti ritrovamenti di resti di un antico pozzo, in località Panighina, a circa 2 Km dal centro di Bertinoro che riportano la sua origine a molto lontano. La presenza umana in epoca preistorica, in questa zona, è confermata da resti che indicano una frequentazione del la collina di Casticciano (la cui frazione attualmente conta pochi abitanti).

Nell’Alto Medioevo, Bertinoro fu sottoposta all’influenza della città di Ravenna e, successivamente, fu assegnata all’imperatore Federico I di Svevia. Nel 1278, gli Asburgo cedettero la Romagna alla sede pontificia e anche Bertinoro passò sotto la sovranità dello Stato della Chiesa e, nel 1361, fu nominata sede vescovile.

Eventi per il 2019

Da gennaio a marzo, ogni domenica dalle 15:30 si può partecipare a “I Pomeriggi del Bicchiere”, appuntamenti che hanno il profumo e il sapore dell’ospitalità, per ritrovare il gusto del buon cibo e del buon vino.

Musica, arte e poesia sono la ricetta vincente per vivere e riscoprire Bertinoro.

L’Albana Déi è un evento che si svolge l’ultima domenica di maggio, in sinergia con l’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna di degustazione delle Albane di Bertinoro.

A giugno “Vini e Sapori in strada” dove Bertinoro, il “Balcone della Romagna” si trasforma per l’occasione in un salotto in cui sono allestiti i tavoli per la degustazione e l’acquisto di vini e prodotti tipici delle aziende locali.

L’estate è un susseguirsi di eventi culturali, tra i quali concerti di blues e jazz e il festival Entroterre Festival, un evento itinerante e di respiro internazionale. Da ricordare la notte bianca di Bertinoro, sempre in estate che accoglie centinaia di visitatori ogni anno.

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.