C’era una volta Nonno Ricco…

C’era una volta Nonno Ricco…

La storia del nonnino bio che voleva tenere lontane le lumache dal suo orto

Quanti pomeriggi ho passato insieme a mio nonno!

Fin da piccola rimanevo con lui ore e ore: lo guardavo lavorare nell’orto, lo aiutavo a dar da mangiare agli animali e gli facevo compagnia durante le sue lunghe passeggiate. Ho avuto la fortuna di far parte di quella generazione che ha avuto modo di conoscere la terra, raccontata dalla voce di chi da sempre l’ha custodita, l’ha vissuta e l’ha amata.

Mio nonno era un contadino, un ammiratore del “fai da te”! Aveva un piccolo orto dietro casa, dove di solito si sentiva profumo di pomodori, zucchine, cipolle e rucola. Quando mi chiamava “la sua piccola aiutante”, oltre ai semi e all’insalata, spargevo sorrisi lungo i filari di quell’orto che mi ha visto crescere, piantando un po’ di quella gioia che tuttora ritrovo quando passeggio nei ricordi.

Lumache lumache lumache

Tra tutti i crucci che un uomo di ormai ottant’anni potesse avere, il più grande di tutti erano le lumache.

Sì, dico davvero: le lumache! Non c’era giorno che mio nonno non facesse un salto nell’orto: era come un amico da passare a trovare, uno di quelli che se lo tratti bene, ha sempre pronto un regalo per te.

Le lumache proprio non le sopportava! Appena ne vedeva una, si avvicinava e iniziava a borbottare cose del tipo: “Dì te, va a magnè l’insaleda ad qualca d’oun eltra! Te capì?” o “Mo’lloura, ci ancora a que? A t’ho rconsciù, ci quela ad l’eltra voulta! Va vì cuajouna!”. Morivo dal ridere ogni volta.

Un giorno gliel’ho chiesto: «Nonno, ma perché non troviamo qualcosa che le tenga lontane?».

Lui diceva che le lumache sono “ignurenti” sì, e che non sanno stare a pancia vuota, ma non voleva ucciderle, perché in fondo le capiva: anche lui andava ghiotto della sua verdura.

Ma un modo per tenerle lontane senza ucciderle… C’è!

Un giorno tornai da scuola con un libro preso in biblioteca. Al capitolo “Rimedi naturali per l’orto”, la soluzione.

Prima regola: tenere pulito il terreno. Sì, dove ci sono erbe infestanti e foglie secche, ci sono anche più lumache e parassiti. In più, ricordarsi di piantare diverse varietà di colture: fa bene alla salute del terreno.

Seconda regola: se conosci le lumache, puoi conoscere il modo per tenerle lontane.

La lumaca ha un senso dell’olfatto abbastanza sviluppato. Se le viene offerta lattuga mescolata con altra erba, l’animaletto si dirige verso l’insalata e scarta il resto. Il senso del tatto è ancor più percettivo: sfiorando una lumaca anche solo con un filo d’erba, il suo corpo reagisce immediatamente.

Questo significa che se la lumaca incontra un odore molto fastidioso o una barriera scomoda da attraversare, rinuncia al banchetto, gira i tacchi e cambia strada.

Nonno e io VS lumache

Il nonno quel giorno era contento. Finalmente avevamo trovato il modo di scacciare le sue temibili avversarie. Per tutta la settimana l’orto è stato un appuntamento fisso anche per me: abbiamo seguito subito tutti i consigli.

Per prima cosa abbiamo creato il recinto di ortica, la pianta descritta come la più efficace contro le lumache. Poi abbiamo aggiunto la senape gialla, il cerfoglio e il crescione: piante “puzzolenti” al naso di queste ospiti scomode.

Abbiamo usato anche la “tecnica dell’ostacolo”: se trovano un intralcio troppo difficile da superare le nostre amichette viscide si arrendono e vanno via. Le lumache odiano le sostanze di consistenza polverosa, granulosa o pungente come i gusci d’uovo tritati, la cenere, la sabbia di fiume, la segatura e i fondi di caffè. Così abbiamo cosparso tutt’attorno all’insalata gusci e cenere, con il promemoria di farlo di nuovo dopo ogni giornata di pioggia, visto che l’acqua pulisce il terreno e porta via questi antilumache naturali.

Un altro suggerimento che abbiamo seguito? Crusca in sottovasi di plastica, sistemati con il bordo a filo del terreno. Le lumachine, golose di crusca, entrano ma non riescono a uscire, rimanendo lì in attesa di essere portate lontano dall’orto. Compito mio, avevo deciso!

Casa è di tutti

“Fare la scelta giusta è più difficile che fare quella sbagliata”, mi diceva sempre il nonno. È più scomodo, impegnativo e, a volte, anche più spaventoso.

Ma la possibilità di farla c’è sempre!

Quando tornai da scuola quel giorno, e tutti i giorni a venire nell’orto, io e il nonno, abbiamo dimostrato a noi stessi, e alle lumache, che non c’è bisogno di distruggere, o di distruggersi, per vivere bene nella stessa casa


Scritto da Valentina Balestri

Chi è Valentina Balestri?

Chi sono? Sono tutte le persone che ho incontrato, tutte le scelte che ho fatto, tutto ciò che i miei occhi hanno visto e le orecchie sentito, e sono follemente innamorata della vita. In più sono il sogno che ho: SCRIVERE.

Giornalista per la rivista Scienza e Conoscenza e per il progetto Vivi Consapevole in Romagna, laureata in Economia e Commercio, diplomata in Agraria e con l’anima da “filosofa”, mi considero una persona sempre alla ricerca. Romagnola D.O.C e cittadina del mondo, amo viaggiare, leggere, esplorare, perché la necessità di comprendere questa vita e la curiosità nel viverla sono sempre state fortemente presenti in me.

«Il mondo è pieno di cose che aspettano di essere trovate. Io faccio questo!» (Cit. Pippi Calzelunghe)

Contatti: v.balestri@viviconsapevoleinromagna.it

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.