Coltivare la libertà, sempre

Coltivare la libertà, sempre

Ascolta la voce dell’Anima

Lucilla Satanassi

Salute è la nostra eredità, il nostro diritto, è la completa e piena unione fra Anima, Mente e Corpo, e questo non è un ideale difficile e irraggiungibile, ma talmente facile e naturale che parecchi di noi l’hanno trascurato.

Edward Bach

Quando siamo ammalati è importantissimo coltivare la nostra libertà o come proponeva Edward Bach “liberare noi stessi”. Liberare noi stessi? Ma da cosa? Innanzitutto, dalla paura della malattia.

Libertà di ascoltarsi

Naturalmente tutto si muove e si equilibra per portarci, tutti interi, verso il miracolo della vita che si esprime nel fluire di noi stessi in pienezza, mettendoci in relazione con il tutto. Questo concetto lo sperimentiamo quando camminiamo, facciamo l’amore, ci prodighiamo per qualcosa e possiamo viverlo anche durante la cosiddetta malattia. Non siamo liberi se scappiamo, e spesso di fronte ai sintomi scappiamo. Bach ci propone di non alienarci da questo aspetto del vivere, perché racchiude una risorsa che ci è utile, di vitale importanza. Il sintomo fisico ci conduce a qualcosa di ancora più interessante per la nostra vita. Il sintomo o la voce o urlo del corpo è legato sottilmente a qualcosa che appartiene al mondo delle emozioni, dei pensieri e andando oltre al mondo della nostra Anima. Cioè? Per dirlo con le parole di Bach, la malattia, anzi, anche la malattia non ha mai un’origine sul piano materiale. Quello che viviamo sul piano fisico è il linguaggio del corpo che, come uno specchio fedele, riproduce la qualità dei nostri pensieri, la purezza delle nostre emozioni, i significati che diamo al nostro vivere, la quantità di domande che ci poniamo.

Come ci si allena alla libertà?

La nostra Anima (la piccola voce tranquilla) ci parla tramite la nostra intuizione, i nostri istinti, i nostri ideali. L’intuizione ci guida a cercare, osservare, fiutare l’aria e i suoi avvenimenti e messaggi. L’istinto ci sprona a cercare, come esseri selvatici e quindi liberi, il nostro vero bene, soprattutto quando siamo ammalati. Bach ci indica l’istinto e l’intuizione come due strumenti per essere liberi. Muoverci con istinto e intuizione. Il primo più legato al sentire del corpo, il secondo coinvolge facoltà dell’intelligenza emotiva.

Siamo portati ad amare noi stessi nella VITA, aderendo a quello che è la nostra missione in questo breve giorno di scuola

«Possiamo valutare la nostra salute dalla nostra felicità» continua Bach, per accompagnarci a comprendere il suo progetto educativo alla libertà. Ma cosa ci fa veramente felici? Quando siamo ammalati lo comprendiamo meglio oppure comprendiamo in modo inequivocabile cosa non ci rende felici. Questo è un grande passo. «Le cose che contano sono semplici» esorta sempre Bach che, più che parlare dei suoi Fiori si prodiga fino all’ultimo per aiutarci a liberare noi stessi da convinzioni, credenze, abitudini culturali collettive che operano contro la nostra NATURA e quindi tutta la Natura. Per natura siamo portati ad amare. Siamo portati ad amare noi stessi nella VITA, aderendo a quello che è la nostra missione in questo breve giorno di scuola. Non dobbiamo permettere che nulla blocchi o impedisca questo, né dall’interno ma neppure dall’esterno. Per amore, dobbiamo conservare la nostra personalità, vivere la nostra vita ed essere capitani della nave che stiamo dirigendo in mezzo al mare. E questo è il modo migliore per amare gli altri: essere noi stessi. Per guadagnare la LIBERTÀ e allenarci a coltivarla possiamo imparare a dare libertà.

Possiamo fare di questo viaggio una breve e gioiosa avventura se ci rendiamo conto che la libertà dalla schiavitù può essere acquisita solo nel dare libertà

Coltivare la libertà, soprattutto quando qualcosa si incrina o perde il suo equilibrio, è la via delle erbe e dei fiori, che ci aiutano ad aiutarci, che non sostituiscono nulla, ma che risuonano come alleati alla nostra capacità di ascolto e ribellione. Piante e fiori selvatici, veri spiriti liberi. Proprio quando la malattia si annuncia, è il tempo in cui solo la libertà che concediamo al nostro cammino ci riporta in salute. Coltivare la libertà diventa l’attività del fare anima, da concepire come necessaria alla vita, esattamente come respirare.


Lucilla Satanassi

Da sempre votata alla passione e all’incanto per le piante, grazie anche alla famiglia e alla scelta della vita in campagna, si laurea in scienze agrarie con una tesi sperimentale sull’utilizzo delle erbe in agricoltura. Segue i corsi innovativi (anni Ottonta) di agricoltura biologica e biodinamica. Attraverso una borsa di studio all’università ha modo di approfondire le proprie ricerche sulla difesa delle piante con diversi fitopreparati. In seguito si diploma in erboristeria. Ha diretto un laboratorio di fitopreparazione, seguendo come tecnico anche le coltivazioni officinali del territorio della Comunità Montana locale. Per il Coordinamento Toscano Produttori Biologici ha coordinato una sperimentazione sull’utilizzo di estratti d’erbe per la difesa della vite e lavorato come tecnico di campo AIAB. Ha collaborato alla rivista «Erbe» e ha insegnato fitoterapia alla scuola di Naturopatia di Riza. Nel 1992 fonda, insieme al compagno Hubert, l’azienda agricola Remedia presso il podere di famiglia, a Quarto di Sarsina (FC). Appassionata ricercatrice, tiene  corsi sulla coltivazione e trasformazione delle piante officinali, nonché sull’utilizzo delle erbe. Come erborista praticante e floriterapeuta diventa un punto di riferimento per molti appassionati e operatori nel settore della fitopreparazione ed erboristeria.

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.