Come può cambiare il turismo in Romagna?

Come può cambiare il turismo in Romagna?

Appunti dalla Nuova Zelanda

Può sembrare strano scrivere un articolo sulla Romagna dalla Nuova Zelanda, ma una visione a 360° sul turismo internazionale ci ha spinto a pensare a un nuovo modo di visitare la nostra terra.

Amiamo la Romagna, ma allo stesso tempo ci piace visitare luoghi lontani dove le meraviglie della Natura sono rimaste intatte e dove culture differenti hanno fatto la storia.

La Nuova Zelanda sembra proprio il posto perfetto per noi: solo 4 milioni di persone in un territorio quasi uguale a quello italiano, che ancora ti permette di attraversare spiagge selvagge, di incantarti dentro a foreste vergini con alberi millenari, a rimanere abbagliato dalle infinite distese di colline verdi che ti circondano, a esplorare ghiacciai e tanto altro.

Arrivati qui abbiamo deciso di muoverci solo con mezzi pubblici o a piedi; dormiamo a casa di neozelandesi che affittano una camera, oppure presso aziende agricole ecologiche. Prediligiamo cibo fresco e locale, possibilmente biologico.

In maniera simile abbiamo viaggiato in altre parti del mondo, sempre cercando luoghi per il benessere di corpo, mente e spirito. Ci piacerebbe che altre persone potessero fare lo stesso in Romagna: una regione che si distingua fra le prime nel mondo per un’offerta turistica ecologicamente sana.

Siamo certi che l’ecoturismo sia l’unica strada da percorrere, sia per il bene della Romagna, sia per i romagnoli stessi! Le persone, consciamente e inconsciamente, sentono sempre di più la necessità di riconnettersi con la natura, gustare buon cibo locale e artigianale, respirare aria pura, fare attività fisica o semplicemente rilassarsi lontano dalla vita frenetica di tutti i giorni. Offrendo tutto questo potremmo attirare l’attenzione di guide internazionali come Lonely Planet, già molto attenta ai temi dell’ecologia e della sostenibilità, e quindi aumentare la visibilità a livello internazionale.

Come sempre, quando si parla di ecologia, bisogna unire i saperi del passato alle tecnologie moderne e ciò che ci viene in mente è proprio l’ospitalità innata dei romagnoli, che ha fatto sì che i compaesani più intraprendenti già dagli anni trenta cominciassero a ospitare a casa i primi turisti offrendo loro ottimo cibo locale, un bicchiere di sangiovese, un posto per dormire e tutti gli effetti salutari del mare, accompagnati da tanta gentilezza e simpatia.

Il turismo è nato proprio come qualcosa di salutare, basti pensare al turismo, termale seguìto poi da quello balneare. E così ci viene da pensare a come sarebbe un nostro ipotetico viaggio da ecoturisti in Romagna…

L’ecoturismo in terra di Romagna

Immaginiamo di atterrare a Bologna o a Rimini: un info-point con personale gentile, che parla anche inglese, pronto a rispondere ad ogni nostra domanda, sarebbe già un buon punto di partenza: «Volete fare il tour della Romagna a piedi o in bici? Guardate, questa è la guida dei sentieri con anche tutti i campeggi e le strutture ecologiche che possono ospitarvi». «Volete invece farlo con mezzi pubblici? Questi sono gli abbonamenti a ore per gli autobus, la mappa delle fermate, gli orari e le coincidenze con il treno; ovviamente potete caricare anche la bici». «Questa invece è una guida con la mappa di tutte le aziende agricole biologiche o biodinamiche che offrono accoglienza, gite a cavallo, trekking ecc… E poi trovate anche i ristoranti con prodotti freschi, biologici e locali».

Scopriamo che se fossimo stati più organizzati avremmo potuto sapere tutto prima di arrivare attraverso un ipotetico sito internet www.romagnaecoturismo.it. Ma ora siamo pronti, e prendiamo il primo autobus dove un intraprendente autista fornito di microfono ci saluta, si presenta e ci racconta un po’ di storia del paese che stiamo attraversando o di dove stiamo andando (questo ci è capitato in Nuova Zelanda, facendoci sentire subito accolti, seppur in un Paese così lontano).

Oltre alla guida, utilizziamo AirB&B che ci permette di dormire a casa di autentici romagnoli che affittano una camera, un bagno e donano tutta la loro simpatia e spesso fanno home restaurant; poi EcoB&B che ci permette di dormire presso fattorie biologiche, strutture a basso impatto ambientale e immerse nella natura. Possiamo sfruttare anche i buoni sconto trovati nella guida, forniti dalle aziende che hanno aderito alla realizzazione della guida stessa, assaggiare i tanti prodotti tipici, mangiare in ristoranti biologici e visitare i numerosi siti storici che si trovano in Romagna.

Grazie ad altri turisti, abbiamo scoperto che qui è anche molto facile spostarsi in autostop, che i romagnoli sono molto disponibili e sono lieti di averti come compagno di viaggio per qualche chilometro.

A conti fatti, tra il mare e la montagna abbiamo visitato posti da sogno, mangiato cibo salutare, fatto sport all’aria aperta, conosciuto persone fantastiche e il tutto sempre pensando all’ambiente. Cosa volere di più?

I princìpi di ecoturismo che guidano LA FATTORIA DELL’AUTOSUFFICIENZA

Su queste idee e principi stiamo costruendo La Fattoria dell’Autosufficienza con la speranza che diventi un pezzo importante del puzzle che rappresenta la Romagna ecologica in un percorso di cambiamento che coinvolge sia pubblico, sia privato.

In Fattoria progettiamo strutture recuperando edifici fatiscenti, utilizzando la bio-architettura per costruire in armonia con la natura. Spesso queste strutture, oltre che salutari per l’uomo e l’ambiente, diventano attrattive ed esempio per altre persone. È quello che accade a Kawakawa, un paesino disperso nel nord della Nuova Zelanda, dove ogni anno migliaia di persone si recano per visitare le eco-toilette pubbliche create dal bio-architetto Friedensreich Hundertwasser. Così la famosa “Green School of Bali”, costruita interamente in bambù, attira migliaia di turisti che vogliono scoprire sia un modo di costruire eco-sostenibile, sia una nuova filosofia di vita in armonia con l’ambiente.

E come questi ci sono tanti altri esempi in giro per il mondo. Così in fattoria offriamo strutture “sane” dove riposarsi, gustare cibo autoprodotto, più che biologico e cucinato in modo salutare, proprio come fa un vero agriturismo. Perché l’agriturismo, quello vero, è qualcosa di straordinario, che non esiste fuori dall’Italia, tant’è che non esiste nemmeno la traduzione della parola stessa in altre lingue; è qualcosa che ci contraddistingue nel mondo e dobbiamo assolutamente valorizzarlo.

Inoltre in fattoria potrai fare yoga, sperimentare varie tecniche di rilassamento, massaggio, discipline olistiche, fare passeggiate, o anche andare alle terme che distano appena qualche chilometro da noi.

Potrai finalmente smettere di pensare e ritrovare la tua pace interiore.

«Abbiamo viaggiato in altre parti del mondo, sempre cercando luoghi per il benessere di corpo, mente e spirito. Ci piacerebbe che altre persone potessero fare lo stesso in Romagna: una regione che si distingua fra le prime nel mondo per un’offerta turistica ecologicamente sana».


Scritto da Francesco Angelo Rosso e Giulia Sama

Chi sono Francesco e Giulia?

Giulia, laureata in scienze naturali e in corso per conseguire il diploma di naturopata, lavora come erborista nel Macrolibrarsi Store di Cesena e segue il progetto erbe aromatiche per la Fattoria dell’Autosufficienza.

Francesco, diplomato in agraria, è direttore generale del Gruppo Macro e si occupa di vari progetti collaterali fra cuiMacrolibrarsi, la Fattoria dell’Autosufficienza e Vivi Consapevole.

Insieme condividono la passione per la vita sana, la natura, i viaggi, l’ecologia e il trekking.


 

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.