Comuni virtuosi crescono

Comuni virtuosi crescono

Nel silenzio dei media aumentano le amministrazioni comunali green

Intervista a Marco Boschini, a cura di Romina Alessandri

Sono un esempio per l’estero, tanto che arrivano rappresentanti da ogni parte del mondo per capire come realizzano i loro progetti, per studiare, per porre domande opportune e poi applicarli a casa loro. In Italia ne parlano in pochi, o nessuno. Eppure i Comuni virtuosi in Italia sono tantissimi, ed esiste un’associazione che li coordina, rappresentata da Marco Boschini: lo abbiamo intervistato.

Salve Marco, puoi spiegarci in pratica cosa significa essere un Comune virtuoso e quali sono i parametri che vengono considerati nella selezione?

Essere un Comune virtuoso significa cogliere l’opportunità di un cambiamento possibile.

Uscire cioè dal ricatto della crescita infinita e sperimentare buone pratiche di inclusione sociale e sostenibilità ambientale, proprio come ci ha detto splendidamente Papa Francesco nella sua enciclica “Laudato sì”.

Per entrare a far parte dell’associazione occorre dimostrare di rispettare alcuni parametri nelle cinque categorie definite nello Statuto della rete: gestione del territorio, impronta ecologica, rifiuti, mobilità, nuovi stili di vita. Alle amministrazioni comunali chiediamo coraggio e coerenza, curiosità e voglia di mettersi in gioco.

L’adesione non è libera, ma nemmeno obbligatoria, non ci interessa cioè imbarcare comuni che sono virtuosi solo per fiction.

Teniamo alla credibilità costruita in dodici anni di attività.

Ognuna di queste città ha un’amministrazione comunale che funziona e sicuramente ha un ottimo dialogo con i cittadini; c’è qualche altro segreto custodito da questi comuni che cambiano il territorio?

Non ci sono segreti, e forse è proprio questa la prima rivoluzione delle nostre amministrazioni virtuose. Che sono governate da cittadini che non si vergognano di fondare la propria quotidiana azione politica sulla passione e la cura, il rispetto e la trasparenza.

La partecipazione, poi, è ciò che fa lievitare il progetto d’insieme. Senza quella anche il miglior progetto, una volta finito il finanziamento o concluso il mandato di un sindaco illuminato, si affloscia, perché non percepito come qualcosa di tutti. Della comunità.

Queste esperienze sono l’avanguardia di un mondo diverso e sostenibile, che oggi spaventa e allontana la “politica dei grandi” o di chi si considera tale

I Comuni virtuosi in Italia vengono presi come esempio dall’estero e spesso arrivano delegazioni curiose che vogliono capire come funzionano. Eppure non se ne parla molto nei giornali… Non è così?

Purtroppo è così. Queste esperienze sono l’avanguardia di un mondo diverso e sostenibile, che oggi spaventa e allontana la “politica dei grandi” o di chi si considera tale. E i media certamente non aiutano a uscire dall’anonimato.

Ma non dobbiamo sederci su questa sacrosanta presa d’atto, e proseguire nel lento ma inarrestabile lavoro dal basso che giorno dopo giorno fa crescere le reti che di questo si occupano in giro per il Paese.

Puoi raccontarci qualche eccellenza in Italia, ossia, in pratica cosa fanno questi comuni virtuosi di speciale?

Le esperienze e i progetti sono davvero tanti e non sarebbe giusto citarne solo alcuni. L’invito che faccio è quello di dare una sbirciatina alla nostra banca dati on line: il sito dei comuni virtuosi: www.comunivirtuosi.org

Pensi che questi modelli siano facilmente esportabili in giro per l’Italia o non tutte le realtà sono replicabili?

È una domanda che ritorna. La premessa metodologica è che ogni progetto va adattato alle specificità e unicità di ogni singolo territorio.

Detto questo, la stragrande maggioranza delle esperienze virtuose sperimentate è assolutamente replicabile ovunque.

Come associazione e coordinamento, cosa organizzate per tenere saldo il rapporto con le varie amministrazioni e per fare rete?

Sono tante le occasioni di contaminazione reciproca. Dai momenti istituzionali che passano dall’attività assembleare della rete, al Premio Comuni virtuosi fino alla Scuola di Altra amministrazione: giornate formative itineranti dove sono proprio i nostri sindaci a essere protagonisti della narrazione di ciò che fanno ogni giorno nel proprio comune di appartenenza.

Come vedi l’Italia del futuro? Pensi che molte altre realtà avranno un risveglio in questo senso?

L’Italia si muove a due velocità sui temi ambientali. A livello nazionale scontiamo un ritardo drammatico, figlio di una concezione ottocentesca della gestione delle politiche di sostenibilità.

A livello locale noi vediamo grandi fermento e vitalità che, al netto delle tante contraddizioni, ci fanno ben sperare per il futuro.

Per maggiori informazioni sui Comuni Virtuosi:

comunivirtuosi.org

 

Chi è Marco Boschini?

Sono nato a Parma il 30.10.1974 dove risiedo. Sono stato consigliere comunale dal 1999 al 2009, e assessore dal 2004 al 2014 a Colorno (PR). Coordino dalla sua fondazione (2005) l’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi (www.comunivirtuosi.org), una rete di enti locali impegnati nella riduzione della propria impronta ecologica. Sono autore dei volumi: Caro sindaco new global. I nuovi stili di vita nella politica locale (Bologna, 2004); Comuni virtuosi. Nuovi stili di vita nella pubblica amministrazione (Bologna, 2005); In Comune. Idee semplici, concrete ed efficaci (Bologna, 2006), tutti editi con la EMI, Editrice Missionaria Italiana (www.emi.it). Nel 2012 ho pubblicato La mia scuola a impatto zero (Edizioni Sonda) e Viaggio nell’Italia della buona politica (Einaudi). Nel 2013 è uscito Nessuno lo farà al posto tuo (EMI). Nel 2014 sono usciti L’amico di pezza. Alla conquista di un mondo migliore (Fasi di Luna) e I rifiuti? Non esistono! Due o tre cose da sapere sulla loro gestione (EMI). Nel 2016 è uscito, sempre per la EMI: Le panchine ribelli. Basta poco per cambiare tutto. Nel 2009 ho pubblicato insieme a Michele Dotti L’Anticasta: l’Italia che funziona, sempre edito da EMI (Editrice Missionaria Italiana). All’interno anche il documentario video in DVD “Viaggio nell’Italia dei comuni a 5 stelle”, realizzato per l’Associazione dei Comuni virtuosi. Sono stato nel consiglio direttivo del Movimento per la decrescita felice (www.decrescitafelice.it) dal 2008 al 2010. Ho un blog sul sito del quotidiano «Il Fatto» (www.ilfattoquotidiano.it), uno sull’”Huffington Post“, e uno su “La Stampa Tuttogreen“. Dirigo la collana editoriale “L’Italia migliora, piccole guide per rifare un Paese” e la “Scuola di Altra amministrazione“, corsi di formazione per future classi dirigenti virtuose. Dal 2006 giro l’Italia ospite di comitati, gruppi ed enti locali, raccontando e raccogliendo di volta in volta esperienze incredibili in corso di sperimentazione a favore dell’ambiente e della partecipazione attiva dei cittadini. Dal 2008 ho partecipato a diverse trasmissioni televisive, tra cui Report, Presa Diretta, Geo & Geo, Parla con me, Cominciamo bene, Ballarò. Sono l’ideatore del “Festival della Lentezza“, manifestazione culturale che si svolge ogni anno nella Reggia Ducale di Colorno (PR).

Per scrivermi:  marcoboschini@gmail.com

 

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.