Cosa possiamo fare per trasformare la plastica, da rifiuto a risorsa?

Cosa possiamo fare per trasformare la plastica, da rifiuto a risorsa?

Lo scorso 18 novembre il gruppo operativo del TAVOLO ECOLOGIA, promosso dal progetto CAMBIAMO LA ROMAGNA, si è incontrato per discutere come poter trasformare un rifiuto, la plastica in particolare, in una risorsa.

Alberto Bartolini, ingegnere impegnato nella raccolta e nel riciclo della plastica, è stato eletto coordinatore del tavolo.

Ha iniziato la giornata anticipandoci che non ci sarebbe piaciuto quello che avremmo ascoltato.

Allo stesso modo vi dico che non vi piacerà quello che leggerete ma forse è necessario per capire l’importanza e l’urgenza di fermarsi e cambiare direzione.

Vi riporto le parole di Alberto che ha tratto spunto dalla conferenza tenuta a Forlì il 21 marzo 2017 da Norbert Lantschner, riconosciuto esperto nel campo delle tematiche ambientali.

«Tutti parlano di sostenibilità ma momentaneamente edilizia, trasporti e il procurarsi il cibo (agricoltura industriale) stanno mettendo in crisi in maniera non indifferente questo pianeta.

Noi consideriamo il nostro pianeta come se fosse un magazzino, e trasformiamo tramite l’utilizzo di energia la risorse in rifiuti.

Il nostro pianeta è un sistema chiuso. Ciò significa che i danni rimangono all’interno.

Siamo masochisti perché in sintesi, ci stiamo scavando la fossa da soli.

Quali sono i 5 grandi fattori di rischio per il nostro pianeta?

  1. Disastri ambientali
  2. Risorse idriche
  3. Cambiamenti climatici (rischio maggiore)
  4. Migrazione
  5. Fallimento di mitigazione

Noi stiamo consegnando ai nostri figli uno zaino pieno di piombo, chiedendo ai nostri figli di nuotare da soli.

Sarà nel 2040 o ancor più che vedremo la conseguenza di questa bomba a scoppio ritardato.

Se oggi invertiamo completamente il senso di marcia, non sarà domani che vedremo il cambiamento. Dobbiamo però cambiare lo stesso e cambiare subito, perché domani è troppo tardi.

Se non ci freniamo adesso, è matematico il nostro destino: ci schianteremo.

Ogni secondo a livello planetario vengono bruciati 180 000 litri di petrolio, 300 000 metri cubi di gas, 250 tonnellate di carbone.

Quest’anno è successa una cosa strana: a Natale nel mare del nord sono stati rilevati picchi di temperatura fino a 25 gradi.

Molti orsi polari, a differenza di altri anni, sono morti di fame. Quest’anno niente ghiaccio su cui cacciare.

Ma ci sono scenari peggiori: nel 2050, nel bacino del Nord Africa non potremmo più vivere. Ci saranno 500 milioni di persone che dovranno lasciare il loro paese perché troppo caldo.

Un po’ di storia per capire il cambiamento climatico

Nel 1992, c’è stato il primo summit mondiale con 192 stati a Rio de Janeiro. Protagonista: l’ambiente.

Al tempo erano 22 miliardi le tonnellate di Co2 emesse in un anno.

Si stabilì che nel 2012 le tonnellate sarebbero dovute diventare 21 (protocollo di Kyoto – gli USA non aderirono)

Nel 2016 sono 36 i miliardi di tonnellate di Co2 nell’ambiente.

Questa è la testimonianza di un enorme fallimento.

Su scala planetaria, l’Europa è l’unica ad aver fatto qualcosa per ostacolare la Co2.

Il 2000 è l’anno della strategia di Lisbona.

L’Europa è sempre stata grande produttrice di energia ma intorno a quegli anni è iniziata a “calare”. Questo l’ha portata a cambiare strada – i giacimenti del mare del nord non bastavano più – per rimanere competitiva.

Nel 2008 è partita la normativa 20 20 20 (da rispettare entro il 2020):

– 20% delle emissioni di Co2

+ 20 % dell’utilizzo della rinnovabile

– 20 % dell’utilizzo del combustibile fossile.

Nel 2014 hanno posticipato la scadenza (dal 2020 al 2030) e cambiato alcune percentuali:

– 40% di emissioni di Co2

+ 27 % di energia rinnovabile

– 27% dell’utilizzo del fossile

Per gli interessi di pochi, ci stiamo rimettendo tutti.

Come dare a ogni persona la possibilità di trasformare la plastica in risorsa, anche a casa?

Ciò che facciamo a Cesena, o in ogni altro paese della Romagna, influisce non solo sulla propria cittadina, ma sul mondo intero.

Dobbiamo agire velocemente e agire dal basso.

 Se l’era 1.0 è stata l’era dell’uomo che addomestica il fuoco, la 2.0 quella dove l’uomo scopre l’agricoltura, la 3.0 quella dove scopre l’industria e il petrolio (trasporti), la prossima era è la 4.0. L’era dove l’uomo non è più predatore ma bensì custode del pianeta e della vita.

Ognuno di noi è portatore di qualsiasi cosa, comprese le buone azioni.

Le proposte del TAVOLO ECOLOGIA

Il gruppo operativo  ha proposto il seguente obiettivo, da portare avanti:

Promuovere la trasformazione dei rifiuti in risorsa, tramite incontri informativi su:

  • Come fare la raccolta differenziata
  • Come autoprodurre in casa per diminuire il consumo di plastica
  • Come scegliere e utilizzare un packaging alternativo

Se anche tu vuoi aiutarci, scrivi a info@viviconsapevoleinromagna.it e partecipa ai prossimi incontri.

Ti invito anche a iscriverti al gruppo Facebook che abbiamo creato -> CAMBIAMO LA ROMAGNA così puoi rimanere sempre aggiornato.


Il prossimo incontro del TAVOLO ECOLOGIA è stato posticipato a Venerdì 19 gennaio alle 20.30 a Cesena, presso il Macrolibrarsi Store in Via Emilia 1705.

Nell’attesa, ti invitiamo a conservare i tappi delle bottiglie e tutta la plastica che ha questo simbolosimboloplastica2, per portarli quel giorno.

Ti aspettiamo!

 

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.