Cosa significa essere un’operatrice olistica?

Cosa significa essere un’operatrice olistica?

Operatrice olistica a Cesena, Rimini, Pesaro e Riccione: Silvia Abati si racconta a Vivi Consapevole in Romagna

Sempre di più se ne sente parlare… Ma cosa significa davvero essere un’operatrice olistica a tutti gli effetti?

Abbiamo intervistato Silvia Abati, che si occupa di discipline olistiche e Bio-naturali (tecnico CSEN), è istruttrice di Yoga e meditazione e opera a Cesena, Rimini, Pesaro e Riccione.

Con gentilezza e professionalità ci ha raccontato la sua esperienza e l’importanza del suo lavoro.

Perché sono diventata operatrice olistica

«Il mio percorso personale è partito con studi di Naturopatia e la pratica della meditazione, che tuttora consiglio come pratica quotidiana» ci racconta Silvia.

«Sono diventata operatrice olistica perché era l’unico modo per operare in modo completo, osservando ogni cosa, persona, situazione, da più angolature e con prospettive diverse. Purtroppo, al giorno d’oggi, è ampiamente usato come termine e probabilmente ha disperso il suo significato, ma essere operatrice olistica significa per me osservare l’essere umano non solo per ciò che è visibile agli occhi.”

Un viaggio infinito

La volontà di Silvia è far conoscere e condividere l’importanza di sviluppare una visione globale di corpo, mente e spirito.

Attraverso il suo lavoro e gli eventi formativi che organizza, pone la considerazione dell’essere umano in tutte le sue sfaccettature al centro dell’attenzione.

Comprendersi a fondo è sinonimo di benessere, sia fisico che spirituale, necessità di tutti noi.

«L’anno scorso erano previsti numerosi eventi. Per il 2016 ne sono previsti altrettanti, ma diversi: ho in programma seminari di Pranayama e lavori attraverso lo strumento dello Yoga in una direzione più introspettiva (riconoscere l’io, riconoscere l’ego, ritrovare radicamento e aprirsi alla vita, entrando in un viaggio interiore attraverso lo strumento delle yoga sana). Incontrarsi è l’occasione di poter trasmettere qualcosa che per me è stato importante e mi ha permesso di comprendere e accettare chi ero, per permettermi poi di diventare chi sono realmente, e questo mi riempie di gioia. È un viaggio infinito, mio e vostro, dove possiamo conoscerci, sentire se abbiamo qualcosa da raccontarci e se possiamo crescere insieme per una parte del viaggio. Ci si sceglie sempre!».


Espressività che cambia forma

Silvia Abati non è sempre stata operatrice olistica.

La sua espressività prima si manifestava nell’arte dello scrivere. Ora ha subito un’ulteriore evoluzione e si è trasformata in qualcosa di diverso ma di certo non meno appagante. Ecco le sue parole: «Quando ero ragazza scrivevo in continuazione, ho girato per quasi dieci anni con una moleskine sempre con me. Da lì sono nate le mie due raccolte di poesie. Quando ho iniziato a lavorare con i massaggi e con lo Yoga, discipline che prediligo, è come se la mia “espressività” avesse cambiato forma. Sono anni infatti, che scrivo pochissimo, ma la sensazione di creatività è rimasta “completa”».

Intervista a Silvia Abati, cura della Redazione

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.