Cosa vuol dire guardarsi dentro?

Cosa vuol dire guardarsi dentro?

Cercare all’interno ciò che già c’è

Fabio Cappelletti

Mi sono sentito particolarmente toccato quando ho letto il macro tema di questo numero della rivista: “Guardati dentro: abbi cura di te e avrai cura del mondo”. Questo tema mi rappresenta, mi rappresenta personalmente e rappresenta esattamente il periodo che sto vivendo ora. Da circa un anno ho intrapreso un percorso spirituale o meglio un percorso di risveglio interiore e anche se nemmeno io so esattamente che definizione dare a questo tipo di attività, so perfettamente che ha a che fare con il guardarsi dentro. Sono sempre stato un personaggio dalla mentalità molto aperta, ho sempre cercato di avere pochi pregiudizi, mi sembra più corretto e più efficace farsi un’idea propria, meglio se dopo aver toccato con mano (essersi fatto un’esperienza o aver visto con i propri occhi). Per questa attitudine non chiudo le porte a nuove esperienze o nuovi concetti soltanto perché la mia cultura o il mio bagaglio non conoscono, non sono abituati o sono portati a giudicare qualcosa come sbagliato.

Essere onnivori della vita

Un po’ come quando ero onnivoro, anzi un carnivoro quotidiano e uscivo con qualche amico che seguiva un’alimentazione vegetariana. Non ho mai avuto l’istinto di giudicare una scelta del genere (nemmeno quella di escludere dalle mie amicizie queste persone): l’unica cosa che non capivo era come facessero a rinunciare a quella soddisfazione data dal cibo. Godevano comunque della mia stima per la scelta fatta, scelta che fra l’altro condividevo per molti aspetti ma non riuscivo a farla mia per un concetto di abitudine alimentare. Inutile aggiungere che ora non mangio carne (industriale) se non raramente quella dei polli che alleviamo nell’orto di casa e che facciamo nascere dall’uovo delle nostre galline. Stessa cosa mi è successa con il “guardarsi dentro”. Ho sempre ammirato chi si avvicinava al mondo dello yoga, della meditazione, del buddismo. Non ho mai dato etichette e nemmeno snobbato questo tipo di attività: probabilmente non ero pronto ma stavo aspettando il mio momento!

Immergersi in un ambiente pulito: specchio interiore

È successo che durante i lavori di ristrutturazione del mio appartamento a Dovadola, vicino alla Rocca, ho conosciuta una persona, un architetto che stava lasciando o meglio trasformando la sua professione, per dedicarsi maggiormente alla pulizia e riequilibrio energetico degli ambienti. Dato che il mio appartamento è molto vecchio, ho pensato potesse essere utile per il benessere abitativo della mia famiglia nella nuova casa, fare un lavoro del genere. Da questa esperienza in avanti si è aperto un percorso per me nuovo e inaspettato. Questa persona ci ha fatto un lavoro meraviglioso di pulizia, purificazione, riequilibrio energetico degli Feng Shui, come mettere il letto in posizione più adatta al riposo, come organizzare la camera dei bambini. Ci ha dato anche dei consigli sui materiali da utilizzare per rendere la nostra casa il meno “inquinata possibile” visto che è risultato da diversi studi che spesso l’inquinamento all’interno degli ambienti casalinghi è superiore a quello esterno! In poco tempo ci siamo accorti che c’erano tanti aspetti in comune con questa persona e che condividevamo molto. Una parte del suo lavoro, soprattutto quello di pulizia e riequilibrio è stato fatto con l’aiuto dei cristalli. Io e Federica (la mia compagna) eravamo da poco venuti a conoscenza dell’utilizzo e delle proprietà di questo tipo di pietre, così, vista l’empatia e l’affinità sviluppate in poco tempo, io e Fede abbiamo deciso di seguire il suo piacevole invito a partecipare a una serata di meditazione assieme al gruppo che lei frequentava da un po’ di tempo.

Guardarsi dentro: infinite possibilità di guarigione

È stato un po’ come proseguire un percorso personale che già da tempo avevo intrapreso. All’inizio senza nemmeno rendermene conto, perché le mie scelte alimentari, il mio nuovo stile di vita, l’avere una famiglia e non essere più un ragazzino, il lavoro e soprattutto la passione con cui faccio e facciamo il nostro lavoro, le scelte lavorative, il partecipare a progetti come Vivi Consapevole in Romagna o il progetto del grano Virgo ( http://www.granovirgo.it/ ) fanno parte di questo percorso. Anche per questo, agli appuntamenti con il gruppo di meditazione mi sono sentito un po’ come se fossi a casa, come se fosse parte del mio ambiente, della mia aria, di ciò che stavo cercando, come se avessi capito che era parte del percorso che avevo intrapreso tempo fa. Questa nuova attività si è inserita immediatamente nelle mie abitudini, da quando ho cominciato non ho mai saltato un appuntamento, mi sono capitate o meglio ho avuto sensazioni che mai avevo avuto prima. Ho iniziato nel periodo in cui il gruppo si stava nuovamente formando e ho avuto la fortuna di partecipare a un progetto ben delineato, tipo quello di una scuola, che ti dà supporto e materiale molto utile per iniziare a praticare e soprattutto a conoscere meglio la meditazione.

Cos’è la meditazione? Non è altro che un nome come un altro per definire qualcosa, un’etichetta che dietro racchiude molto ma molto di più: in mezzo a tutto questo di più, c’è anche e soprattutto il guardarsi dentro

Guardarsi dentro ti dà la possibilità di conoscerti meglio, di ascoltarti (cosa che non facciamo più da molto tempo), capire le proprie emozioni. Questa è una parte degli ingredienti fondamentali per conoscere i propri limiti e i propri pregi o talenti. Lo scopo è quello di poterci lavorare sopra per essere un individuo migliore. Tra i benefici più importanti che ho riscontrato personalmente c’è in maniera stabile il benessere, lo stato di pace ed equilibrio che si ha dopo ogni meditazione, anche la più semplice, ogni volta che ti colleghi con la tua parte interiore, la tua anima, o ti guardi dentro. Dopo si percepiscono benefici sotto diversi aspetti: mi è anche capitato più volte di stare meglio a livello fisico. Mi è successo di partecipare a una meditazione in condizioni non buone di salute e uscirne nettamente migliorato.

Chi l’ha detto che l’evoluzione è semplice?

Partiamo dal presupposto che io credo (a seguito di esperienze e letture) che noi non siamo solamente un corpo di carne e ossa ma molto di più. Penso che tutto sia energia, materia compresa, e non sono cose che penso io e basta, ci sono fior fior di studi scientifici che dimostrano questo (mi riferisco alla fisica quantistica). È chiaro che ci troviamo in un periodo storico in cui questi concetti sono da poco affiorati e stiamo vivendo la fase di transizione, ma sono certo che presto questi concetti saranno la normalità e la base su cui costruiremo un mondo diverso, un mondo migliore, un mondo nuovo, quel mondo che ognuno di noi nel suo profondo desidera. Guardarsi dentro non è sempre facile, anzi è una operazione anche complessa, soprattutto emotivamente, è un po’ come rimettersi in gioco dopo che si è stati campioni del mondo e ricominciare da zero, è non dare per scontato niente, è guardarsi con i propri occhi senza alcun preconcetto o pregiudizio, è guardare oltre, è sentire che non siamo soli, sentire che siamo parte di qualcosa di più grande, che siamo parte del tutto, è riconoscersi, è riscoprirsi nuovi, a volte un po’ bambini. Spesso accade di emozionarsi e di uscirne più forti e soprattutto più consapevoli.

Maria Grazia Rava: seguire il filtro del cuore

Ho chiesto a Maria Grazia, la guida del percorso “spirituale” che sto seguendo, se aveva piacere di scrivere qualche riga sull’argomento. Riporto ciò che ha scritto: L’invito di Fabio (mastro fornaio in quel di Dovadola), praticante del percorso di Risveglio dell’anima, a scrivere qualche riga sul “guardarsi dentro” mi permette di raccontare un pezzetto di me. Ho preso carta e penna e ho esaminato il titolo: guardarsi dentro? Avere cura di sé? Avere cura del mondo? Ora mi pongo una domanda: vi parlo del guardarsi dentro con il sapere della mente o con il sentire del CUORE/ANIMA? Preferisco discorrere del sentire del Cuore e Anima perché è questo che ho riscoperto negli ultimi anni. Ho 55 anni, a 35 il mio corpo fisico e il mio corpo emotivo mi portarono a iniziare un percorso di conoscenza e guarigione. Iniziai il mio Risveglio interiore cercando aiuto all’esterno e incontrai di tutto. In mezzo “al tutto” alcune anime risvegliate mi insegnarono a guardarmi dentro… Era tutto dentro di me?? Sì! Era tutto dentro di me! All’inizio non è stato facile, dentro era pieno di concetti, convinzioni, traumi, dolori, ego, conoscenza limitata. Avrei voluto eliminare tutto con una pillola o con una bacchetta magica. Il mio corpo non accoglieva il farmaco né la dipendenza da pillole, così mi rimase l’alternativa: la bacchetta magica! Iniziai una serie di esperienze che comprendevano la meditazione. Accadde la magia quando entrai in connessione con la mia Anima attraverso il Cuore/Amore. Guardarmi dentro e prendermi cura di me ha significato conoscermi in profondità, lavorare tanto per togliere ciò che non mi apparteneva e che mi aveva allontano dalla mia “banca dati”. Il sapere era in me dalla nascita, depositato nell’Anima/Cuore. Attraverso il centro del Cuore possiamo aver cura di noi ed entrare in armonia con Madre Terra e i suoi abitanti (o se preferite “il Mondo”). Facciamo attenzione alla nostra mente che non ha raggiunto il sentire dal Cuore, perché potremmo non accorgerci di manipolare o giudicare il mondo invece che averne cura.

Guardarci dentro con Amore ci porterà al vivere noi stessi e il mondo con Amore. L’Amore per noi, per la Madre Terra e per l’Universo produce e diffonde luce divina.

Per contatti con Maria Grazia Rava telefonare al 347 3108567.

Si occupa di:

  • Corsi di Cristalloterapia intuitiva energetica pratica
  • Gruppi di menditazione – con gli Angeli dei Cristalli
  • Percorso di Risveglio Interiore e conoscenza del Sé
  • Angeli e Maestri ascesi
  • 7 raggi di luce
  • Nutrizione consapevole e cucina consapevole

Fabio Cappelletti

E’ nato e risiede a Dovadola (FC), nelle prime colline dell’Appennino tosco-romagnolo. Da sempre è appassionato di boschi, fiumi, piante e tutto ciò che la natura crea. Le sue esperienze lavorative nel settore dell’allevamento industriale e in campo farmaceutico gli hanno dato la possibilità di capire di persona come funzionano certe tematiche, al giorno d’oggi. Di conseguenza, il suo processo naturale di crescita personale lo ha portato a cambiare il suo stile di vita. Fabio crede nel cambiamento e quotidianamente si impegna per realizzarlo. Da sette anni gestisce il Forno Biologico Cappelletti e Bongiovanni, l’attività di famiglia da due generazioni, panificando a pasta madre e utilizzando farine locali di grani antichi macinati. Ha una grande passione che è quella di andare a cercare tartufi nelle nostre colline.

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.