Crescere… A testa in giù!

Crescere… A testa in giù!

Vivere e crescere nell’azione e nel pensiero, per preservare l’infanzia

Intervista a Valentina Fabbri e Andrea Vanzolini, a cura della Redazione

Durante una delle dirette organizzate dalla nostra associazione Vivi Consapevole in Romagna, ogni giovedì alle 13:00, abbiamo incontrato Valentina Fabbri e Andrea Vanzolini dell’associazione “A testa in giùdi Rimini, che ci hanno raccontato la loro esperienza diretta nell’aver creato una scuola “fatta a mano” (per chi volesse rivedere la diretta può trovarla sul nostro canale YouTube nella playlist “Noi siamo il cambiamento”). Ne siamo rimasti davvero colpiti e abbiamo voluto rincontrarli per approfondire il loro impegno, che è realmente tangibile, così come la voglia di migliorare sempre di più l’approccio educativo, per ricreare spazi e tempi a misura di bambino, che tengano conto della loro storia, della loro individualità e dei loro talenti.

Una scuola basata su esperienze manuali, artistiche e corporee, come canale preferenziale di apprendimento, a stretto contatto con la Natura, giochi e tanto altro, per costruire un mondo fatto a mano, dove resti integra l’infanzia e i suoi diritti.

Ciao Valentina, ciao Andrea, come e soprattutto perché avete creato l’associazione “A testa in giù” di Rimini?

Ciao! Grazie a voi di Vivi Consapevole in Romagna per questa intervista che ci dà l’opportunità di parlare di noi sul territorio. La nostra è un’associazione di promozione sociale, nata nel 2013 e formalmente costituita nel 2016, a sostegno delle famiglie che scelgono la strada dell’istruzione parentale, che vive e cresce, nell’azione e nel pensiero, grazie all’idea di preservare l’infanzia, i suoi diritti, la sua integrità, il suo bisogno di calma, benessere, poesia, bellezza e gioia, creando uno spazio e un tempo per apprendimenti a misura di bambino.

L’infanzia è per noi il fulcro di ricerca, riflessioni, trasformazione che il mondo è tenuto a considerare per restituire ai bambini e alle bambine di oggi lo spazio necessario perché possa manifestarsi l’umanità e questo può accadere attraverso la voce, il corpo e le mani, vivendo la relazione, fatta “semplicemente” da un io e un tu, nel rispetto della storia e dell’individualità di ogni singolo bambino.

Qual è la vostra idea di educazione e da dove ha origine?

La base del nostro agire educativo origina dall’unione di pensieri pedagogici che ridanno luce e valore all’unicità del bambino che abbiamo di fronte e che restituiscono all’adulto la responsabilità e la necessità di creare uno spazio di vita, libertà e rispetto per l’infanzia.
L’importanza dell’individualità del bambino non ci permette di sposare un’unica visione pedagogica poiché il nostro intento è rimanergli fedeli. Per questo scegliamo di vivere in ricerca, prendendo come riferimento un insieme di persone e pedagogisti, che hanno restituito all’infanzia la considerazione che merita, come Rudolf Steiner, Maria Montessori, Gianfranco Zavalloni, Janus Korczak, Henning Kohler, Alice Miller, M. Rosenberg, e tanti altri.
Da queste basi pedagogiche nasce prima di tutto il lavoro di autoeducazione e crescita dei maestri, che insieme creano, attraverso l’organizzazione degli spazi e la cura dei dettagli, l’atmosfera di quello che sarà luogo di apprendimento, relazione, gioco e crescita.
I bambini percepiscono sempre il nostro averli pensati, si sentono visti e riconosciuti, per questo la preparazione degli spazi fisici e di “pensiero” ha per noi un ruolo fondamentale: è un’azione tangibile di cura e amore.

Cos’è scuola per voi?

Scuola è il luogo dell’importanza di un gesto gentile, dove c’è spazio per le forze della fantasia, per il piacere di imparare e del raccontare per raccontarsi. La narrazione è uno dei fulcri del nostro fare educazione; e nella narrazione si fa esperienza di ascolto e così scuola diventa anche lo spazio dell’ascoltarsi per conoscersi, scoprire il nuovo in noi stessi e nell’altro e per fare esperienza di vera vicinanza.

Scuola è movimento e metamorfosi, è ricerca di soluzioni, è uno spazio di possibilità, è un luogo di vita che brulica e si espande. Scuola è il porto di un villaggio di mare, dove i bambini possono fermarsi, partire e ritornare. Noi siamo lì per i bambini.

Scuola è anche lo spazio di una regola che possiamo costruire insieme per vivere a pieno lo stare insieme; è anche il luogo della perfezione dell’errore “benvenuto e tanto atteso”, poiché opportunità vera di comprendere, costruire la conoscenza e crescere.
Scuola è muoversi dentro un ritmo fatto di piccoli riti su cui potersi appoggiare e di cui potersi ricordare, un luogo dove possiamo respirare bene.
Scuola è costruirsi il proprio libro di studio e ricerca, imparare con il corpo conte e tabelline, superare i propri limiti costruendo un berretto che ci scalderà nel freddo inverno.
Scuola è fatto bene e con cura, per generare memorie a cui potere attingere nei passi futuri.

Perché una scuola fatta a mano?

Nel fare a mano c’è l’importanza del fare esperienza viva, attraverso la voce, il corpo e le mani.
Con i bambini è importante parlare poco e bene, curare il linguaggio come espressione artistica dell’uomo, non banalizzarlo, non svilirlo come accade sempre più spesso nella società, dare piuttosto onore alla capacità umana di comunicare, perché possano, parlando, sentire la possibilità di generare poesia.

Noi desideriamo che i bambini sentano profondamente il loro potere creativo e che conservino sempre il loro diritto di nascita di esser artisti, di portare il nuovo e bello nel mondo, maturando la consapevolezza che il loro contributo potrà rendere questo mondo ancora più “Grande”.

Usare la voce come strumento per recitare e creare armonia attraverso il canto è una grande esperienza sociale. Cantiamo con i bambini perché la musica ha un valore inestimabile.
Con il corpo, grande alleato e “organo” di memoria, possono integrare le esperienze vissute: se imparano le tabelline attraverso il movimento, cantando o recitando conte e filastrocche, difficilmente le dimenticheranno. Nel corpo abitano le emozioni e la loro storia e avere l’opportunità di viverlo in modo sensibile gli permette di vivere se stessi.
Le mani, per finire, insieme al linguaggio, in quanto strumento distintivo dell’essere umano, sono la possibilità di modificare il mondo intorno a noi e, attraverso il nostro fare con le mani, costruiamo, come diceva Steiner, il nostro modo di pensare; integriamo la possibilità di trovare soluzioni a problemi pratici e teorici, il concetto di tridimensionalità e di geometria attraverso il cucito, il valore del moltiplicare o dividere attraverso il macramè o il lavoro a maglia, ma soprattutto viviamo la magia di trasformare un’idea in azione tangibile.

Nel fare a mano abitano la cura e il tempo necessario e richiesto perché i bambini e le bambine possano riconoscere e vivere uno spazio di luce e calore, custodito e pensato per loro e in questo spazio di amore i bambini e le bambine possono abitare se stessi.

I bambini hanno bisogno di tanto calore e di tanta luce e noi adulti che li circondiamo spesso siamo pieni di ombre e dobbiamo autoeducarci, maturare in noi l’intenzione di preservare e custodire questo spazio, specialmente in questo momento storico.
Perché i bambini possano abitare se stessi – e non incorrere in un falso sé per appagare il mondo adulto – devono poter fare queste piccole grandi esperienze, dove accresce e si conserva l’autostima, dove, nell’aiutarsi, si sviluppa la socialità, dove il superamento della difficoltà fa sentire loro: “io ce la faccio, io posso farlo!”.

Una curiosità: quali sono le domande più frequenti da parte dei genitori che si avvicinano al vostro progetto?

Le domande sono tante ma la più frequente è: “Come si troverà mio figlio quando dovrà inserirsi in un’esperienza tradizionale o “nella vita vera”?.
Preservare l’infanzia per noi significa lasciare ai bambini la possibilità di vivere il loro tempo, perché ancora troppo spesso i bambini vengono derubati della loro possibilità di vivere l’incanto e le forze della fantasia, quelle vere intendiamo, non quelle che nascono dall’esubero di stimoli esterni. I bambini vogliono stare in questo incanto, anche se apparentemente sono inghiottiti nella voragine dell’accumulo e della velocità.
Non è facile, inizialmente, cogliere l’importanza della globalità del nostro approccio. Normalmente quella che vi abbiamo appena descritto è la premessa che mettiamo in campo con i genitori; difficilmente parliamo di programmi, così come comunemente intesi, poiché vogliamo che i genitori comprendano e interiorizzino questi impulsi di partenza. I genitori dei bambini in età elementare hanno maggior bisogno di sapere cosa faremo con loro: allora spieghiamo il lavoro ad epoche, ripreso dalla pedagogia steineriana, e quelli che saranno gli argomenti trattati nelle varie discipline.
Le persone sono come formattate al sistema dominante e credono che apprendere sia principalmente imparare tutto ciò che ci viene indicato nei programmi della scuola pubblica e che siano quelli gli unici programmi possibili.
La preoccupazione più grande è sempre che i figli possano essere indietro rispetto ad altri e, nel pensare questo, non si tiene quasi mai conto dell’aspetto di volontà insito nell’essere umano. È la volontà, esercitata con gioia, che fa la differenza nella vita di un essere umano.
Allora insieme ai genitori proviamo ad immaginare la vita come un grande viaggio che il bambino e la bambina si apprestano a fare. I genitori, in qualità di custodi, li aiutano e li sostengono nel preparare il bagaglio che porteranno con sé nelle loro svariate, impreviste, a volte complesse avventure. E spesso chiediamo: «Quali sono gli strumenti che vorreste avessero in questo grande zaino?». Lo zaino è grande, ma non abbastanza, per sostenere la quantità, ma è abbastanza capiente per portare in sé la qualità delle esperienze vissute, esperienze impresse attraverso l’emozione, a cui i bambini crescendo potranno attingere.

Questo è il motivo per cui sconsigliamo questo percorso a chi ama accumulare il sapere, perché nel nostro progetto si vive il sapere, buono e bello, non si collezionano date, ma si vivono le storie degli uomini nelle diverse epoche dell’umanità.
Noi adulti a volte siamo degli accumulatori seriali, vogliamo troppe cose, tutte le possibili, in questo zaino, tanto che a volte diviene così pesante da bloccare il cammino di questi bambini.

Quali sono i sogni e i progetti per il futuro?

Il nostro bosco è un contenitore di sogni: il primo desiderio è che il nostro progetto “Nella tana del picchio rosso” possa crescere. Dal 2021 partirà anche l’esperienza per i bambini della scuola media, incrementeremo i nostri laboratori pomeridiani di falegnameria e lavori manuali “Con le mani” perché diventino una possibilità per tutti i bambini che non seguono il nostro progetto e riproporremo le nostre formazioni per adulti in ricerca.
Vorremmo anche che A testa in giù” diventi sempre più un luogo di incontro, scambio, studio: un vero e proprio polo di ricerca educativa per riportare alla luce l’importanza delle nostre mani e degli antichi mestieri.
Sarebbe bellissimo creare sempre più lo spazio e la possibilità di documentare, di generare confronti da cui far nascere possibilità, come piccole linee editoriali, tracce visibili di percorsi, pensieri e azioni. Insomma, ci sono tante cose in cantiere e per realizzarle abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti coloro che credono che un cambiamento sia possibile.

La sopravvivenza di realtà associative come la nostra dipende dalle donazioni di sostenitori e dall’impegno volontario e gratuito di tante, tantissime persone e chiunque voglia aiutarci e sostenere il nostro agire è benvenuto, donando il suo 5×1000 (A testa in giù, C.F. 91163020406) o contribuendo con azioni volontarie.

È l’intenzione di conoscere i nostri limiti e di superarli che costruisce il futuro nostro, dei bambini, della Terra.


Valentina Fabbri e Andrea Vanzolini
Persone in ricerca e studio, che camminano con i bambini e le bambine, che provano ogni giorno a fermarsi ed ascoltarli, che credono nelle loro idee e possibilità. Promuovono apprendimenti a misura di bambino, le arti e i mestieri per un’educazione umana che porti libertà di pensiero e azione nel mondo.

Per info, prenotazioni colloqui e open day: atestaingiurimini@gmail.com
Facebook: a_testa_in_giù

Guarda l’intervista a Valentina Fabbri e Andrea Vanzolini

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.