Dal progetto all’oggetto

Dal progetto all’oggetto

Athanor, la nuova frontiera dell’invenzione per ottenere acqua pura con le stampanti 3D

Scritto da Massimo Moretti e Team Wasp 

C’è una immagine che mi è rimasta nella mente. Racconta di un mondo felice, dove l’acqua scorre pura e l’aria è fresca, ci sono immensi prati fioriti dove i bambini giocano a rincorrersi, c’è cibo per tutti, le opere dell’uomo si stagliano all’orizzonte mostrando mondi evoluti dove il sapere dà forma alla materia per dare a tutti di che vivere decorosamente: cibo, salute, energia, casa, lavoro, educazione, in quel mondo tutto quanto serve all’uomo è a sua disposizione per diritto di nascita e ogni uomo ha quel che gli è dovuto.

L’acqua è la base della vita, acqua pura, acqua fresca, acqua viva di torrente. Diritto di nascita per ogni uomo. Eppure milioni di persone ogni giorno lottano per la poca acqua che gli spetta.

Tecnicamente sarebbe semplice risolvere il problema ma stranamente poche sono le proposte per avere acqua buona a prezzi bassi. La tecnologia tende a rendere dipendenti: ricariche di stampanti, costi di assistenza programmata, tecnologie chiuse, tutto all’insegna della dipendenza e non dell’indipendenza.

Forse, però, le prime crepe del sistema si iniziano a vedere, qualcosa si sta trasformando.

Il sapere, oggi, è accessibile a tutti, e per noi di WASP questo è il punto di partenza.

Il sapere collettivo e l’auto produzione

Pensando all’acqua, allora, ci chiediamo: come possiamo intervenire per cambiare la situazione? Se solo utilizzassimo il sapere collettivo per garantire l’accesso all’acqua agli uomini di tutto il mondo, faremmo qualcosa per cui vale la pena vivere.

Così, se l’acqua è un diritto, possiamo usare i mezzi di fabbricazione digitale per costruire un depuratore che funzioni con il sole o con il vento. Detto fatto: i pensieri prendono forma depositandosi tramite i mezzi di fabbricazione digitale.

Noi abbiamo alcune certezze: i pensieri prendono forma (le stampanti 3D lo dimostrano) e di fronte a Dio quello
che conta è la motivazione delle azioni.

Una sorgente in ogni casa

Noi potremmo adesso progettare, costruire e produrre un depuratore ideale, affrontare e risolvere uno dei problemi del mondo e creare lavoro e benessere, grazie al sapere collettivo e alle tecniche di fabbricazione digitale.

Basta scrivere “depurazione acqua” su un qualsiasi motore di ricerca e innumerevoli progetti compaiono magicamente: magnifico, millenni di sapere a portata di mano. A questo punto qualcuno potrebbe obiettare: “Ma allora l’hanno già fatto, lasciamo perdere”. In realtà questa frase non significa nulla: anche il pane è già stato fatto, eppure esistono milioni di fornai. Dunque andiamo avanti.

Iniziamo a costruire nella mente una sorgente d’acqua pura che troverà posto in ogni casa, darà lavoro a noi, farà girare l’economia buona e garantirà benessere collettivo. Scegliamo un contenitore che non rilasci sostanze nocive: la plastica no, perché sappiamo che i polimeri rilasciano monomeri, e noi tendiamo alla purezza. Il vetro va bene, una semplice damigiana costa poco e si trova ovunque.

Ma possiamo fare di meglio: porcellana. È bella, si può stampare con la stampante 3D che abbiamo progettato, dunque si può auto produrre: bastano argilla e fuoco. Inoltre, restando sul territorio, a Faenza si utilizzano smalti ceramici alimentari a base di oro. E dato che noi puntiamo costantemente al meglio, la rivestiamo internamente in oro!

Facciamo un gioco, progettiamo un nuovo prodotto!

Così nasce Athanor.

Un nome che rimanda al sapere più antico, Athanor, il contenitore dove avviene la trasformazione alchemica. Utilizziamo una pompetta da acquario, di quelle che spingono aria. Non è una scelta casuale, in questo modo si può muovere l’acqua senza toccarla; sarebbe difficilissimo costruire una pompa che permetta di muovere l’acqua senza contaminarla, con l’aria invece è possibile. Si comprime aria nella base dorata della sorgente, aria filtrata e ionizzata con un elevatore di tensione che emette ioni negativi: bastano un paio di diodi raddrizzatori e di condensatori, ogni buon “smanettone romagnolo” sa come farlo con pochi euro.

Alla base della sorgente c’è un led all’ultravioletto che grazie al potere della luce sterilizza l’acqua e carica di energia dell’ultra violetto. A questo punto facendo passare l’aria pura attraverso l’acqua, la pressione aumenta all’interno della bottiglia. L’aria spinge l’acqua attraverso un tubo di argento puro immerso nel liquido. Parliamo dell’argento colloidale: una sorta di antibiotico naturale, una medicina per l’uomo e gli animali, che si ottiene applicando una carica al tubo di argento.

Ecco che la nostra sorgente zampilla, spinta in alto dalla pressione dell’aria.

Se l’acqua di partenza è già potabile non serve altro; se invece partiamo da acqua impura faremo in modo che ricada su carboni attivi, come una piccola cascata. Poi la pompa si ferma e la pressione all’interno dell’Athanor cala; l’acqua ricade nella bottiglia d’oro in un moto continuo, come tutto sulla Terra, circola caricandosi di energia e depurandosi.

Dal brevetto all’open source

Abbiamo appena progettato una sorgente per ottenere acqua pura, ora con i mezzi di fabbricazione digitale, stampanti 3D e macchine a controllo numerico, possiamo passare alla prototipazione e alla produzione.

Questa idea in un’ottica vecchia avremmo dovuto brevettarla, ma oramai questa illusione è caduta, i brevetti vanno bene principalmente per gli uffici brevetti, che spillano gli ultimi risparmi ai malcapitati inventori. Oggi con la fabbricazione digitale, utilizzando i soldi necessari a brevettare, possiamo costruire il prodotto.

Per quanto riguarda WASP, nel caso qualcuno volesse realizzare la nostra idea ne saremo onorati, ci basta la citazione.

La proprietà è superata dalla paternità che resta necessaria per far girare l’economia dell’open source.

Per realizzare il progetto serviranno ricerca e ore di lavoro, sapere, volontà, focalizzazione e fiducia in un futuro migliore.

Se fra i lettori ci fosse qualche ingegnere in cerca di lavoro, direi che ce n’è in abbondanza. E per tutta la vita, basta una buona dose di fiducia e il passare dal cercare lavoro al fare, per il bene collettivo.


Chi è Massimo Moretti

Massimo Moretti è un sognatore, ma con i piedi ben piantati in terra. Nato a Massa Lombarda nel 1959, appassionato di tecnologia, si occupa di ricerca e sviluppo prodotti da più di vent’anni. Dopo avere attraversato il mondo dell’elettronica negli ultimi 10 anni si è dedicato alla progettazione 3D, alla costruzione di stampanti solide e di macchine a controllo numerico. Nel 2003 fonda il CSP (Centro Sviluppo Progetti), a partire dalle precedenti esperienze nel mondo dell’elettronica e della meccanica. È un’azienda che si occupa dello sviluppo di progetti innovativi: la continua ricerca e l’avanguardia sono i cardini di un lavoro che si fonda sulla volontà di lasciare un mondo migliore di quello che si è trovato e sulla fiducia nella tecnologia come base di un progresso sostenibile. Nel 2012 dà vita a WASP (World’s Advanced Saving Project): un progetto incentrato sullo sviluppo della stampa 3D con l’intento di finanziare la creazione di una mega-stampante 3D che possa costruire abitazioni in terra cruda.

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.