Dalle radici di un sogno, un nuovo germoglio ancora più forte

Dalle radici di un sogno, un nuovo germoglio ancora più forte

Siamo tanti a volere un mondo migliore, ma questo si realizzerà solo se ci uniamo e mettiamo da parte le piccole differenze e le diffidenze. È ora di farlo!

Quando quasi 5 anni fa Francesco Rosso mi parlò dell’idea di fondare una rivista con lo scopo di trasformare la Romagna in un territorio che diventasse un esempio per una vita più felice e più sana in armonia con la Natura e con tutti i coinquilini della terra, ne fui subito entusiasta. La rivista aveva l’obiettivo di diffondere conoscenze, esperienze e consigli atti a creare una comunità diffusa di persone che vivessero in armonia con la Natura. Una comunità che sarebbe diventata un esempio per la regione e non solo.

Le nostre aspettative erano alte e pensavamo di poter coinvolgere numerose altre attività e persone per formare un nucleo che sarebbe diventato un punto di riferimento. Noi fondatori avevamo una visione chiara e un piano su come realizzarla, che comprendeva una serie di iniziative organizzate dalla nostra associazione, come la Camminata per l’Acqua. Però le cose non sono andate in questo modo.

L’esperienza di una vita da pioniere mi ha insegnato che bisogna rimanere flessibili nella realizzazione dei progetti, ascoltare i segni che arrivano e aggiustare il percorso scelto. Da testardo che ero – da più giovane – diverse volte mi sono arrivate delle belle mazzate perché continuavo a seguire il percorso scelto, anche se i segni che dovevo cambiare strada giungevano sempre più forti.

Questi segni sono arrivati anche nell’attività della nostra associazione. Siamo riusciti a coinvolgere stabilmente solo poche persone e i progetti studiati fin nei dettagli, come i mercatini con la garanzia partecipata e la moneta complementare, non sono andati in porto per mancanza di partecipazione. Abbiamo cambiato organizzazione, strategie di finanziamento e tanto altro, ma senza grossi risultati.

Certo, la rivista è stata apprezzata molto, anche da persone che potevano sembrare lontane dalle nostre visioni. Per questo è stata molto importante e sicuramente ha contribuito a un cambiamento di cui vedremo gli effetti solo nei prossimi anni.

Probabilmente pochi si sono resi conto dello sforzo enorme che abbiamo fatto per pubblicare e distribuire la rivista, in particolare delle ingenti somme spese in questi anni che sono state offerte da alcune aziende, in buona parte da Macrolibrarsi, che merita un ringraziamento speciale. Visto che non siamo riusciti a raggiungere nemmeno minimamente quella che ci sembrava una base necessaria per indurre un cambiamento diffuso, abbiamo deciso di terminare la pubblicazione con questo numero. Progetto finito? No, tutt’altro!

Il futuro possibile

Con il senno di poi direi che tutto è andato per il meglio. Le difficoltà incontrate hanno portato alla selezione di un nucleo molto coeso di persone convinte e attive, che mettono il bene comune davanti agli interessi personali, non solo all’interno dell’associazione, ma in generale nelle loro vita. Se avessimo avuto tante adesioni e partecipazioni questo non sarebbe successo.

Una parte di questo nucleo ha cominciato a incontrarsi una volta alla settimana per stare insieme, sognare e realizzare nel concreto la nuova era che ci attende, a partire dalla Valle del Savio (nomen est omen).

Abbiamo iniziato a percorrere strade nuove che non sappiamo esattamente dove ci porteranno, e ci facciamo guidare da intuizioni, coincidenze, eventi e dalla sinergia che si crea quando il maschile e il femminile agiscono insieme.

Dando il giusto spazio alle modalità femminili ci capita di frequente di riuscire a descrivere le nostre visioni meglio in parabole che in ragionamenti.

Noi “Custodi della Terra” ci sentiamo come la compagnia dell’anello, un piccolo gruppo di persone che si mette in marcia per contrastare le forze oscure che cercano di impadronirsi del mondo e di sottomettere tutti a un unico pensiero governato da dominio, potere e sfruttamento.

Partiti dalla Contea la compagnia riesce a unire i popoli che resistono, far mettere loro da parte le differenze e diffidenze e sconfiggere così il potere oscuro. Siamo tanti a volere un mondo migliore, ma questo si realizzerà solo se ci uniamo e mettiamo da parte le piccole differenze e le diffidenze. È ora di farlo!

Come la pasta madre

Per la nostra battaglia abbiamo scelto armi nuove, che sono quelle del mondo che verrà. Armi che non distruggono, ma creano.
Creano il nuovo mondo in cui si vive in armonia con gli altri, con la Natura e con l’universo. Un’arma potente che fa vedere che questo è possibile e bello. Vogliamo essere un esempio per le persone che sono pronte a cambiare e a mettersi in marcia per il nuovo mondo. Abbiamo deciso di partire dalla realizzazione della Contea del Savio, cioè dalla creazione di una comunità diffusa nella nostra valle.

Ci consideriamo la pasta madre di questo progetto che ormai è pronta a lievitare il pane e a essere portata in altre case. La pasta madre dà l’impulso e l’indirizzo alla pasta per il pane.
Ma può essere portata anche in altre case dove darà inizio a un nuovo nucleo. E come sa bene chi usa la pasta madre fatta in casa, questa si adegua alla nuova situazione e il pane diventa leggermente diverso da quello della casa originale, ma è sempre pane fatto con la pasta madre.
Questa parabola descrive bene come noi vediamo la diffusione del progetto.

La carta dei valori della comunità “I Custodi della Terra”

Questo nuovo grande progetto, che può portare alla realizzazione del sogno, lo immaginiamo senza troppe regole e senza controllo, ma abbiamo voluto scrivere una carta dei valori che descriva comunque in modo più universale possibile cosa distingue i membri della comunità diffusa.

La carta è composta da sette punti:

  1. Realizzazione spirituale come principale scopo della vita.
  2. Fiducia come base della comunità e della vita.
  3. Reciprocità di maschile e femminile e valorizzazione dei propri talenti.
  4. Bellezza che si esprime dove c’è armonia e coerenza.
  5. Sette generazioni come misura dell’effetto delle proprie azioni.
  6. Nutrizione come processo integrativo fra pianeta, corpo e anima.
  7. Bene comune come il più alto bene individuale.

Immaginiamo una comunità che troverà soluzioni alternative ai vari problemi che oggi affliggono il mondo, soluzioni in armonia con l’universo. Lo possiamo fare se riconosciamo i talenti di ciascuno e li mettiamo insieme al servizio di un nuovo mondo.

Autosufficienza: un passo fondamentale

L’autosufficienza è un passo importante per diventare indipendenti da questo sistema economico e sociale che non condividiamo. Dovrebbe riguardare tutti gli aspetti della vita di cui non possiamo fare a meno. Perciò non riguarda solo l’alimentazione, ma anche la salute, l’educazione e ogni altra cosa necessaria per vivere. È impensabile che possa farlo una famiglia da sola, e nemmeno un piccolo gruppo di persone può riuscirci, perché ci vogliano tante competenze specifiche.

Consideriamo per esempio la salute, che è un bene prezioso. Il Covid ci ha fatto capire quanto è importante, ma ha anche portato alla luce il fallimento della medicina ufficiale che ha dimostrato di non avere i mezzi per affrontare una situazione di emergenza. Il problema sta nell’approccio meccanicistico alla salute il quale ignora che il corpo umano è un organismo molto complesso con un’infinità di circuiti autoregolanti che interagiscono tra loro. Modificarne uno modifica inevitabilmente anche gli altri. Perciò intervenire meccanicamente senza considerare l’insieme è molto rischioso e spesso causa danni peggiori di quelli che intendeva curare.

Perché in un bambino e in generale in un organismo in salute il Sars-CoV-2 non causa alcun sintomo? Perché questi organismi sono sani e funzionano a sufficienza per neutralizzare un virus. E in realtà non ci vuole molto, basta curare alimentazione, stile di vita, ambiente, energia vitale, emozioni, traumi, pensieri e, non per ultimo, la propria realizzazione. Per questo sono necessarie persone che conoscono e insegnano questi valori, aiutando a ritrovare un equilibrio quando è stato perso. Sono tante le competenze coinvolte per mantenere in salute le persone e affiancarle quando ci sono problemi seri.

Nella comunità diffusa si possono trovare queste e tante altre competenze e raggiungere un buon livello di autosufficienza nei vari settori, perché ognuno contribuisce secondo i propri talenti e le proprie risorse. Si scambiano merci e servizi, anche grazie all’uso di una moneta complementare. Questo rende la comunità resiliente verso qualsiasi cosa che succederà nei prossimi anni o decenni di transizione verso un nuovo mondo.

Ci immaginiamo che nasceranno comunità diffuse in tante bioregioni, cioè territori omogenei, non troppo estesi, dove ognuno conosce gli altri membri. Tante “contee” che collaborano insieme, ognuna con le proprie peculiarità, formando una rete forte e resiliente. Comunità in cui regna amore, collaborazione, sostegno reciproco, coerenza e dove la vita sociale è più importante del denaro.


Hubert Bösch
Fondatore della casa editrice Humusedizioni, con Lucilla Satanassi ha dato vita all’azienda agricola REMEDIA. Due realtà con uno scopo comune: diffondere uno stile di vita in armonia con la natura. Appassionato ricercatore di pratiche di autosufficienza e vita naturale, il suo impegno è indirizzato al cambiamento verso il bene di tutti. Esperto di omeopatia e del suo utilizzo in agricoltura, approfondisce le sue conoscenze nell’ambito delle energie sottili per l’armonizzazione di luoghi, persone, animali, piante, fiumi. Da queste ricerche nascono l’AGRICOLTURA BIOENERGETICA, praticata a Remedia, e la linea di supporti COSMOONDA.
Per contattarlo scrivi a hubert@remediaerbe.it

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.