Falegnameria Rubboli: un futuro a colori tutto naturale

Falegnameria Rubboli: un futuro a colori tutto naturale

Cosa accade quando il nuovo si proietta in avanti con lo sguardo legato alle tradizioni?

Arriviamo con il camper dell’Italia che Cambia presso la falegnameria Rubboli – San Zaccaria – un po’ perplessi. Cosa mai potrà avere una falegnameria di speciale e di meritevole da comparire all’interno della Romagna che Cambia, della Romagna che vive consapevolmente?

Il tempo di salutare Stefano, che con la moglie porta avanti l’attività di famiglia, creata dal padre sessantacinque anni fa, e i motivi per cui questa storia si caratterizza come importante e peculiare cominciano a palesarsi di fronte ai nostri occhi affascinati.

Stefano e la falegnameria Rubboli

Falegnameria Rubboli è una piccola bottega in grado di utilizzare solo vernici naturali, che basa la sua attività sull’importanza delle relazioni e sul rispetto della natura. «I nostri prodotti sono realizzati esclusivamente con prodotti naturali, sostenibili, rispettosi dell’ambiente» ci spiega Stefano. «Un giorno venne qui un signore che vendeva vernici naturali. Sul suo giubbotto c’era un disegno di un sole che ride – ci dice sorridendo – e quando iniziò a parlare di queste tematiche legate alla sostenibilità, ci sembrò una cosa strana. Nel giro di qualche mese quei discorsi, che fino ad allora sembravano insensati, presero forma e concretezza. Capimmo che si poteva vivere senza distruggere il mondo». Tutto ciò accadde nel 1988.

La falegnameria utilizza solo vernici naturali, e la differenza rispetto a quelle tradizionali è altissima. «Con la vernice tradizionale plastifichi il legno – continua l’artigiano romagnolo – lo impermeabilizzi e lo rendi quasi un inerte; con la vernice naturale il legno rimane vivo, per cui avrà sempre le sue dilatazioni, i suoi movimenti».

Vernici naturali: un approccio nuovo

Il costo delle vernici naturali è competitivo, a differenza di quanto si possa pensare. «Cinque litri di vernice naturale possono costarti 250 €, mentre lo stesso quantitativo di vernice tradizionale costa circa 30 €. Però esiste una differenza: per verniciare un tavolo usando il prodotto naturale si usano 3 hg di vernice, con un prodotto chimico tradizionale si usano 5-10 kg di prodotto, e buona parte di questi vanno in atmosfera».

Inoltre ne guadagna la salute del pianeta, con meno risorse utilizzate e di migliore qualità, senza trascurare la salubrità degli operatori che quotidianamente respirano un prodotto più naturale. «Nel lavoro tradizionale hai un consumo di energie e materie prime, di ferramenta e vernici di un certo tipo. Se invece lavori in un’altra maniera, produci molto meno. Mentre prima quando usavi le altre vernici ti sentivi rintronato per tre giorni, con questo tipo di vernici non hai questo problema. Hai un miglioramento enorme nella tua qualità di vita lavorativa». Da uno studio specifico fatto sulle vernici naturali si è dimostrato che «non provocano danni all’ambiente e agli operatori; il residuo secco può essere utilizzato per fare compostaggio, e non comportano danni all’utilizzatore finale, salvo che esso abbia delle patologie pregresse».

Punto forza: la relazione con le persone!

Una delle componenti principali dell’attività di Stefano è la relazione. «Capita che un cliente che non viene da vent’anni, se passa da San Zaccaria si fermi a salutarmi». I suoi clienti «sono persone normali, tendenzialmente votate al volontariato e più sensibili rispetto alla media. Mi riconosco in molti di loro, sono persone semplici». Tant’è che quando gli chiediamo qual è la sua più grande soddisfazione, ci dice che è proprio il rapporto con le persone, mentre la più grande difficoltà è il non essere capito da istituzioni ed enti pubblici.

Un’altra immensa soddisfazione per Stefano è stata quella d’installare un impianto fotovoltaico, in grado di mettere in rete un terzo dell’energia generata. È stato l’ultimo progetto studiato e realizzato insieme al padre prima che – tre anni fa – andasse in pensione. «Ma viene ancora a dare un’occhiata, lo posso chiamare quando ho bisogno di un consiglio, cerco di coinvolgerlo quando devo andare a comprare il legno, ad esempio».

Il legname utilizzato è esclusivamente di provenienza europea o nord americana. Non proviene dall’Africa, dal Sud America o dal Sud est asiatico proveniente perciò da deforestazione. «In Europa o in Nord America tutte le foreste sono a taglio controllato: vengono sempre ripiantate e non sono foreste vergini».

Uno sguardo al nuovo con il cuore legato alle tradizioni

L’amore e la passione per il suo lavoro gli danno la determinazione per continuare sempre con lo stesso entusiasmo.

«Non è un lavoro che puoi fare se non ti piace, se pensi ai soldi. La testa è qui: pensi a quel che devi fare».

Più di cinquant’anni di storia e non sentirli. Anzi, ad ascoltare le parole di Stefano, ci si accorge di come egli sia proiettato nel futuro, pur tenendo in piena considerazione il passato e le tradizioni familiari.

«È un continuo rinnovamento», – ci spiega Stefano – «con mio padre abbiamo sempre condiviso le scelte eppure, pur nella tradizione, è stato fondamentale continuare a rinnovarci, a ripartire. Le vernici naturali, l’attenzione alle foreste, gli impianti fotovoltaici, vanno in questa direzione. Un continuo oscillare tra tradizione e modernità».

Per maggiori informazioni sulla Falegnameria Rubboli scrivi a ecomobrubboli@virgilio.it o chiama il numero 0544 55445


A cura di Daniel Tarozzi

Chi è Daniel Tarozzi?

Mi chiamo Daniel Tarozzi, sono laureato in Scienze della Comunicazione, ho lavorato come autore televisivo, regista di documentari, videomaker e soprattutto giornalista.

Nel 2004 ho fondato (con Francesca Giomo) un giornale web, «Terranauta», che ho diretto fino al giugno 2010 e nel settembre 2010 ho fondato (con Paolo Ermani) «Il Cambiamento» che ho diretto fino al novembre 2013. Ora sono giornalista e direttore editoriale di “Italia che Cambia”. In tutti questi anni di giornalismo sono venuto a contatto con la maggior parte delle esperienze di “cambiamento” reale che popolano l’Italia ma che non trovano spazio nei media.

Ho capito che “tocca a me” raccontarle, riunirle, confrontarle. Ed ecco che è nato il progetto di “Viaggio nell’Italia che cambia”: sette mesi in camper per incontrare “chi ha preso la propria vita in mano senza aspettare che qualcuno lo faccia al suo posto”.

Dal viaggio è nato un libro edito da Chiarelettere: Io Faccio così – Viaggio in camper nellItalia che Cambia un documentario, un e-book con i diari dei nostri viaggi (scritto con Andrea Degl’Innocenti) e soprattutto un progetto di racconto, mappatura, valorizzazione e messa in Rete dell’Italia che cambia. Nel frattempo curo anche un blog sul «Fatto Quotidiano».

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.