Grotte e castelli, tutti da scoprire

Grotte e castelli, tutti da scoprire

I misteri della tradizione romagnola fra fantasmi e leggende

Scritto da Francesca Rifici

 

Le notti calde d’estate fanno salire la voglia di esplorare e vivere le ore notturne, in compagnia o da soli. Sono le notti in cui un buon bicchiere di sangiovese e un gruppo di amici sono tutto ciò che serve per vivere bene. La Romagna, terra di incontri, offre tante possibilità di stare insieme e ritrovarsi. La tradizione ci accompagna, lasciandoci liberi di scoprire ogni sera un paese nuovo, una piazza nuova, un nuovo paesaggio. Questa calorosa terra ci dona il mare, le colline e le pianure, il tutto costellato da molti piccoli paesi, ricchi di storie da raccontare. La tradizione narra di molti luoghi, in Romagna, in cui in tempi antichi, si sono verificate strane e improvvise sparizioni. Persone facoltose o gente semplice, ognuna delle quali è tornata per rivendicare il posto perduto.

La tradizione medioevale ha consegnato alla Romagna il racconto di miti ancorati a luoghi tutti da visitare: castelli in cui si aggirano fantasmi, mura vigilate da spiriti e grotte naturali ricche di suggestioni…

La rocca di Montefiore Conca

La rocca di Montefiore Conca è stata costruita nel 1357 da Malatesta Guastafamiglia. È riconosciuta come la rocca imprendibile, dai muri possenti e dall’aspetto fiero che domina la valle circostante. Nel 1458 passò in mano a Federico da Montefeltro e fu allora che iniziarono a tramandarsi le prime fosche leggende.

Si narra che nelle sue fondamenta fu nascosto un ingente tesoro, accumulato dall’uomo che attirò i fulmini scagliati da potenze superiori invidiose. Di questa fortezza, particolarmente colpita fu la torre denominata “torre del diavolo” su cui si abbatterono con violenza tempeste e fulmini. Non è l’unica leggenda legata a questo luogo. Nella zona in cui sorgeva il maniero, sono stati uditi, per molti anni, i lamenti notturni di una donna e di un uomo che la leggenda riconosce nelle figure di Giacomo da Raibana e Donna Costanza, madre della famosa Azzurrina, bambina scomparsa nel castello di Montebello.

Il castello di Montebello

Tutti i romagnoli hanno sentito parlare di Azzurrina, la bambina con i capelli azzurri che sparì, in circostanze misteriose, tra le mura del suo castello. Si narra che questa bimba, probabilmente di natura albina (capelli bianchi e occhi tendenti al rosso) fu uccisa proprio per il suo aspetto non considerato normale. I segni caratteristici erano visti come malevoli e legati al maligno. In una sera d’estate, Azzurrina scompare nei sotterranei del castello di Montebello, senza lasciare traccia. Il suo spirito vagherebbe tra quelle mura, lasciando nel tempo segni della sua presenza.

Santarcangelo e i suoi misteri

Anche a Santarcangelo, splendida cittadina romagnola, sono insorte leggende legate alle sue principali costruzioni. Si dice che la rocca, rinforzata dalla famiglia Malatesta che la possedette a lungo, sia abitata dallo spirito di una donna, la moglie di Giovanni Lo Zoppo, un personaggio d’epoca locale e che lo spirito si aggiri sulle mura della rocca munita. Non è l’unico mistero a Santarcangelo. In questo affascinante paese, troviamo un centinaio di grotte sotterranee, utilizzate dai cristiani e dai monaci orientali come sedi di riti misterici. Uno dei miti legati a queste grotte tramanda che erano abitate dal popolo degli adoratori del Sole: chiunque appoggi l’orecchio ai muri, può ancora sentire il suono degli strumenti metallici impiegati dagli abitanti della città sepolta.

Le grotte di Onferno e i miti di Mondaino

Nell’entroterra riccionese, si trovano le grotte di Onferno, in antico chiamate Inferno e identificate con le profondità dell’oltretomba.
Si tratta di rocce di gesso selenico, molto profonde, abitate ad oggi da molti pipistrelli. In passato si pensava che chi vi facesse ingresso, non fosse più in grado di ritrovare la strada verso la superficie. Mondaino, piccolo paese medievale di confine tra la Romagna e le Marche, racchiude miti e storie. La tradizione narra che tra le sue mura si aggiri il fantasma del poeta mantovano Giovanni Muzzarelli, noto con lo pseudonimo di Giano Maurizio Aurelio. La sua sparizione improvvisa fu attribuita alla presunta tresca amorosa in atto con la duchessa, Elisabetta Gonzaga, moglie di Guidobaldo da Montefeltro. La storia popolare racconta che il fantasma del poeta fu visto allontanarsi a cavallo dalle mura della città.


Francesca Rifici

Studiosa e appassionata di discipline naturali da anni, ha conseguito una
laurea specialistica in Sociologia e successivamente il certificato di avvenuta formazione in Naturopatia presso l’istituto di Medicina Naturale di Rimini. Scrive articoli per il web e collabora con la rivista «Scienza e Conoscenza» e «Vivi Consapevole in Romagna». Attualmente pratica la libera professione di Naturopata nella provincia di Cesena, occupandosi di Medicina Tradizionale Cinese e Alimentazione bioenergetica.

 

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.