I bambini vaccinati sono più malati?

I bambini vaccinati sono più malati?

Uno studio indipendente mette a confronto la salute dei bambini vaccinati con quelli che non hanno sostenuto nessun ciclo di vaccinazione

Scritto da Giorgio Gustavo Rosso

 

Come è stato pianificato lo studio indipendente


Per attuare lo studio sugli effetti a lungo termine, è stata costituita un’associazione con l’Istituto Nazionale di Ricerca per l’Educazione Nazionale (NHERI), un’organizzazione che da anni è coinvolta nella ricerca didattica riguardo alla formazione scolastica in casa, che ha contatti ampi con la comunità “Homeschool” (Scuola a casa) in tutto il paese. Lo studio Protocollo è stato approvato dal consiglio di revisione istituzionale della Jackson State University.
 Lo studio suddetto è stato progettato come un “Sondaggio Trasversale” (nel senso che i rispondenti non sono i diretti interessati) diretto alle madri (biologiche) di bambini (6-12 anni) vaccinati e non vaccinati che frequentavano gli studi in “Homeschool”.

L’ obiettivo di questa parte di studio pilota non è stato quello di ottenere un campione rappresentativo bensì quello di ottenere un campione di bambini non vaccinati sufficientemente ampio per verificare le differenze tra i gruppi.

I ricercatori hanno proceduto selezionando 4 stati (Florida, Louisiana, Mississippi e Oregon) per l’indagine (fase 1).

NHERI ha compilato un elenco di organizzazioni di istituti scolastici a livello nazionale e locale, per un totale di 84 in Florida, 18 in Louisiana, 12 in Mississippi e 17 in Oregon. I contatti iniziali sono stati fatti nel giugno 2012. NHERI ha contattato i dirigenti di ogni organizzazione statale via email per richiedere il loro sostegno e la compilazione del questionario.

I gruppi sono stati classificati come:

  •  Non vaccinato (nessuna vaccinazione ricevuta);
  •  Parzialmente vaccinato (ha ricevuto alcune ma non tutte le vaccinazioni raccomandate);
  •  Vaccinato (ha ricevuto tutte le vaccinazioni raccomandate). 
Le madri sono state invitate a utilizzare i registri di vaccinazione del loro bambino per indicare i vaccini raccomandati e le dosi ricevute dal loro bambino. Inizialmente sono state usate delle analisi bi-variate (Test Chi-quadro) per valutare la presenza o l’assenza di associazione tra lo stato vaccinale e gli eventi avversi (cioè le malattie acute e croniche diagnosticate dal medico, i farmaci e l’uso dei servizi sanitari o di ricoveri ospedalieri). Nella maggior parte delle analisi i bambini parzialmente vaccinati e i bambini completamente vaccinati sono stati raggruppati in un unico gruppo. Ecco i risultati dello studio rappresentati attraverso un grafico di facile lettura.

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La fase 2 dello studio indipendente

La seconda parte dello studio è stata progettata per determinare se la vaccinazione è associata a disturbi NDD e, in caso affermativo, se l’associazione è rimasta significativa dopo la regolazione di alcuni fattori misurati. A causa del numero relativamente basso di bambini con diagnosi specifiche, è stato ritenuto opportuno utilizzare una variabile derivata che comprendesse più disturbi legati al sistema nervoso (difficoltà di apprendimento + ADHD + ASD).

La stretta associazione e la sovrapposizione di queste diagnosi nello studio sono mostrate nella figura sottostante.

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Le conclusioni dello studio

Questo studio ha avuto origine in seguito ad una raccomandazione dell’Istituto di Medicina [(2013) The childhood immunization schedule and safety: Stakeholder concerns, scientific evidence, and future studies. The National Academies Press, Washington, DC] relativo alla necessità di effettuare studi che confrontassero i risultati della salute dei bambini vaccinati con quelli non vaccinati. I partecipanti sono stati principalmente donne bianche, sposate e universitarie, con reddito medio alto, invitate a partecipare allo studio dai dirigenti delle loro organizzazioni “Homeschool”.

È risultato evidente che per quanto riguarda le condizioni acute e croniche, i bambini vaccinati avevano significativamente meno probabilità di avere la pertosse e la varicella (è stata riscontrata anche una differenza rispetto alla Rosolia ma non in maniera significativa), ma contrariamente avevano significativamente maggiori probabilità di ricevere diagnosi da Otite, Polmonite, Rinite Allergica, Eczema e NDD.

Inoltre è emerso che i vaccinati hanno fatto più ricorso a uso di farmaci antibiotici, farmaci per allergie e febbre, visite mediche e ricoveri ospedalieri.


La ragione dell’ospedalizzazione e l’età del bambino non è stata rilevata, ma questa indicazione (il maggior riscorso alle strutture ospedaliere) appare coerente con uno studio di 38.801 relazioni del VAERS (Farmacovigilanza USA) di neonati ricoverati in ospedale o deceduti dopo aver ricevuto le vaccinazioni. Questo studio ha riportato una relazione lineare tra il numero di dosi vaccinali somministrati in una sola volta e il tasso di ospedalizzazione o di morte; più è giovane il bambino al momento della vaccinazione e più è alto il tasso di ospedalizzazione e/o di morte [Goldman GS, Miller NZ (2012) Relative trends in hospitalizations and mortality among infants by the number of vaccine doses and age, based on the Vaccine Adverse Event Reporting System (VA- ERS), 1990-2010. Hum ExpToxicol 31:1012-1021].

Più sono vaccinati e più sono malati

Il tasso di ospedalizzazione è aumentato dall’11% per 2 dosi di vacino al 23,5% per 8 dosi (più che raddoppiato), mentre il tasso di mortalità è aumentato significativamente dal 3,6% per quelli che hanno ricevuto da 1 a 4 dosaggi fino al 5,4% per quelli che hanno ricevuto 5-8 dosi. A sostegno della possibilità che il numero delle vaccinazioni ricevute possano essere implicate nell’associazione ai rischi di contrarre malattie croniche, vi sono i risultati del presente studio dove si evince che i parzialmente vaccinati e i vaccinati completi avevano maggiori possibilità di contrarre malattie croniche e nello specifico rinite allergica, ADHD, Eczema, disturbi di apprendimento e in generale disturbi neocomportamentali.

Lo studio pilota ha fatto emergere che sono state trovate ridotte possibilità da parte dei bambini vaccinati di contrarre varicella e pertosse (come previsto), ma inaspettatamente si è riscontrato una maggiore probabilità di avere numerose malattie croniche.

Anche se la progettazione trasversale dello studio limita l’interpretazione causale, la forza e la coerenza dei risultati potrebbe implicare che il programma vaccinale può contribuire ad aumentare le malattie croniche nei bambini. Tuttavia i risultati dello studio devono essere interpretati con cautela. In primo luogo sono necessarie altre ricerche, per replicare i risultati dello studio, con campioni più grandi e progetti di ricerca più forti.
In secondo luogo, i fattori potenzialmente dannosi associati al programma di vaccinazione, dovrebbero essere identificati e trattati per comprenderli al meglio.

Tali studi sono essenziali per ottimizzare l’impatto della vaccinazione sulla salute dei bambini e dovrebbero essere prioritari a livello medico-scientifico.

Questa è una delle principali richieste (insieme a programmi vaccinali personalizzati, controlli sulla sicurezza dei farmaci e farmacovigilanza che funzioni) dei genitori che si oppongono al nuovo “Decreto Lorenzin” in Italia.

Fonte e bibliografia originale: http://bit.ly/studio-comparativo

 

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.