IL CIBO DEL FUTURO, IL FUTURO DEL CIBO

IL CIBO DEL FUTURO, IL FUTURO DEL CIBO

Il cibo, il primo dei bisogni, il più ancestrale, come cambierà nel futuro?

Autore: Massimo Moretti

Da quando i primi uomini sulla terra erano raccoglitori e cacciatori, passando per l’agricoltura fino ad arrivare ad oggi, il cibo ha condizionato l’evoluzione della specie umana. Per un lunghissimo lasso di tempo che abbraccia tutti i periodi paleolitici, l’umanità ebbe una nutrizione basata esclusivamente sulla caccia, sulla pesca e sulla raccolta dei prodotti spontanei del mondo vegetale. Sembra che vi sia stata una fase iniziale in cui probabilmente i primi Ominidi furono essenzialmente predatori di carcasse di animali abbattuti da grandi carnivori della savana. Accanto agli alimenti ottenuti per mezzo della caccia e della pesca un ruolo importante ebbero quelli provenienti dalla raccolta dei prodotti spontanei. Soprattutto i frutti selvatici, le bacche, i tuberi, i rizomi, i bulbi, le radici, i germogli e forse anche fiori e foglie commestibili.
Ciò che rivoluzionò però l’alimentazione dell’uomo preistorico, come pure tutta la sua economia e il suo modo di vivere, fu la coltivazione delle piante (cereali) nonché l’allevamento del bestiame, da cui trasse da un lato farine e vegetali commestibili e dall’altro carne, grassi, latte. L’uomo ha saputo sfruttare la sua capacità ideativa e creativa, così non si è estinto ma si è evoluto.

La ricerca di nuovi cibi

WASP – World’s Advanced Saving Project – si impegna al fine di sviluppare tecnologie per rispondere a uno dei principali bisogni dell’uomo nel mondo: IL CIBO. A noi di WASP interessano i processi e ci impegniamo affinché questi possano cambiare la filiera produttiva a favore di una economia circolare e sostenibile.
Produrre cibo ovunque, consumando poca acqua, oppure coltivare dove non c’è terra fertile, è possibile grazie alle nuove tecnologie.
La coltivazione delle microalghe è un tema di grande attualità, una fonte di proteine per un’umanità affamata dove l’acqua e la terra fertile scarseggiano.
L’agricoltura idroponica o quella acquaponica non devono essere considerate un sistema di produzione industriale di cibo, tutt’altro, possono essere la risposta ai bisogni del mondo.

La coltivazione di alghe o nuove piante, la nutraceutica, devono integrarsi alla macrobiotica, alla probiotica, per sviluppare e selezionare processi che rispondono ai bisogni dei 4 miliardi di persone che nei prossimi 30 anni nasceranno sul pianeta Terra portando da 7 a 11 miliardi il numero di abitanti.

La ricerca di nuovi cibi, supercibi, nutraceutica, sono i campi d’azione che chiamano a raccolta tutti i saperi dell’uomo. Il futuro sarà migliore del passato.

Si tratta di prendere tutto il meglio del passato e tutto il meglio del presente senza preconcetti né pregiudizi.

Food 3D printing: il cibo come cura

Attualmente in WASP stiamo sviluppando sistemi per depositare paste alimentari con precisione millimetrica, perché spesso la forma determina la commestibilità di un cibo. Fino ad oggi l’uomo ha usato i lieviti per modificare la porosità dei cibi. È chiaro che un seme di frumento non è commestibile, ma lo diventa se tritato e cucinato adeguatamente. Oggi stiamo sviluppando una tecnologia chiamata FOOD 3D printing che è costituita da una stampante 3D che possa depositare in maniera controllata reticoli di paste a base di proteine vegetali che in futuro potranno sostituire la carne.
Provate ad immaginare una stampante 3D che attraverso un ugello del diametro di un mezzo millimetro, deposita una base fluidodensa composta da un reticolo di pasta di ceci e sopra questa base, deposita altri strati reticolari stratificati amalgamati da varie sostanze con forma e consistenza diverse attraverso una composizione programmata.

Un celiaco per esempio non può entrare in contatto con amidi derivati dal grano e la sua patologia richiede alimenti non contaminati da farina. La soluzione a questa richiesta umana è una macchina che deposita solo la tipologia di alimento che serve e nelle quantità necessarie. Grazie alla tecnologia FOOD 3D printing si possono stratificare vari composti alimentari a seconda dei gusti e dei bisogni di ogni singolo uomo, usando impasti dolci o salati, creme o formaggi, uova, proteine vegetali e microalghe o tutto ciò che l’uomo può creare per il benessere e la salute.

La tecnologia più avanzata e la nutraceutica aprono nuovi orizzonti e nuovi futuri

Immagino che gli amanti della tagliatella al ragù storceranno il naso ma si tratta di qualcosa di molto simile. La spirulina, la clorella e migliaia di alghe e microalghe potranno acquisire una forma e un sapore declinato sulle varie culture gastronomiche. Ecco che una stampante 3D depositando strati reticolari a cadenza programmata di piselli, fagioli, ceci, soia, mais, spirulina, formaggio, uova, patate, costruirà delle porzioni di alimenti: bistecche nutrienti calibrate in base ai bisogni di ogni singolo consumatore.

Potremmo presto certificare quel cibo con un tasso di sofferenza tendente allo 0. Ogni cibo genera sofferenza, il movimento vegano conosce bene questi argomenti e certificare la sofferenza causata dalla produzione di un cibo è un’azione doverosa. Probabilmente se un consumatore sapesse quanta sofferenza è contenuta in una porzione di fegato d’oca quel prodotto scomparirebbe dagli scaffali dei supermercati del mondo.

Inserire in etichetta il tasso di sofferenza contenuto in un cibo sarà un passo importante per l’umanità e sarà ancor più importante del marchio di prodotto biologico.
La tecnologia FOOD 3D printing ci permetterà di creare un cibo nutriente, sano, frutto del sapere e dell’intenzione di evitare sofferenza. Una bistecca con tasso di sofferenza che tende a 0 è uno degli obiettivi di WASP con il progetto FOOD 3D printing.

Dalla nascita di WASP ad oggi abbiamo sviluppato processi per costruire case con terra cruda a basso impatto ad alta tecnologia. Serviranno probabilmente altri anni per vedere il risultato del nostro lavoro ma la buona notizia è che stiamo installando proprio ora il nuovo firmware per la gestione della stampante 3D che stampa il cibo.

Per dare una reale risposta ai bisogni di cibo di ogni uomo, ai diritti degli animali di vivere, di non subire torture, i passi da compiere sono ancora tanti, a volte sembrano troppi, ma facciamo tesoro degli insegnamenti di un Maestro Monaco del 1300 fondatore della mistica renana che diceva: «ciò che avresti voluto fare e ciò che sei riuscito a fare, hanno di fronte a Dio, lo stesso valore».
Mantenere chiaro nella mente questo concetto è la garanzia del senso della vita.

Massimo Moretti

È nato a Lugo nel 1959. Il padre era un contadino appassionato di meccanica e motociclette, la madre bracciante agricola. Maker e smanettone dalla tenera età di 6 anni, a 20 anni assieme a un amico fonda la prima società che si occupa di progettazione elettronica. Dopo avere sviluppato progetti per 30 anni, nel 2012 Massimo fonda WASP (World’s advanced saving project) con un gruppo di neolaureati in design del prodotto. Finanziando la ricerca tramite la vendita dei prodotti derivati dalla ricerca stessa, Wasproject sviluppa processi replicabili dal basso, collaborando con centri di ricerca in tutto il mondo per dare risposte ai bisogni di base dell’umanità.

Leggi di più

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.