Il coraggio di essere donna

Il coraggio di essere donna

Donne, sorelle, esseri umani dalle potenzialità immense: e se ci unissimo per comprendere ed esprimere l’immensità del nostro femminile, senza più sentirci sole?

Intervista a Beatrice Pacchioni, a cura di Valentina Balestri

Ho conosciuto Beatrice da poco, ma è subito entrata nel mio cuore. Una Donna brillante, sorridente, bellissima, con occhi celesti e luminosi, che racchiudono tanta saggezza, come se avessero visto molte più cose di quelle che la sua giovane età può averle permesso di scoprire. E invece è proprio vero che non conta quanti anni hai, ma come li hai vissuti. Ho scelto di intervistarla perché credo che donne come lei possano veramente fare la differenza: sanno dare la forza, il coraggio di esprimere al meglio il meraviglioso potenziale femminile che risiede in ognuna di noi.

Ogni giorno affrontiamo cambiamenti e responsabilità, amori e dolori, sogni e compromessi, paure e speranze, insicurezze e passioni. E dobbiamo ricordarci che non siamo sole. Io sono orgogliosa, come donna e come persona, di ciò che Beatrice porta avanti, della passione che mette nel condividere ogni giorno il suo sapere, la sua gentilezza, la sua tenacia. Le sue parole mi sono state di grande ispirazione e spero lo siano anche per voi.

Partiamo subito raccontando di te: Beatrice, chi sei e cosa ti ha condotto dove sei ora?

Io sono una Donna, e in questa consapevolezza misi radici il giorno della mia Nascita. Mamma Sandra, infatti, quando mi vide per la prima volta, osservando la mia forma a clessidra, disse «Questa bimba è proprio una femmina». Con questa frase venni iniziata a una vera e propria missione, che divenne più chiara il giorno del mio Menarca, a 10 anni. Ricordo quel sentimento di vivido orgoglio e ancestrale potenza che riuscivo ad esprimere dicendo «ora anche io faccio parte del mondo delle donne». Dalla magica soglia del Menarca il mio cammino è stato ritmato dal mio ciclo mestruale, che mi ha condotta qui, a custodire la bellezza dell’essere Donna in cammino verso un Femminile Cosciente.

Oggi sei un’ostetrica. In che modo ti approcci a questo mestiere così importante e determinante per noi donne?

Letteralmente la vocazione dell’ostetrica è quella di Ob-stare, ovvero stare di fronte.

Mi piace pensare all’ostetrica come a colei che supporta se stessa e coloro che ha accanto a stare, in presenza, a contemplare, vivere e onorare la sacralità dei momenti che la vita dona. Lei, custode delle soglie: della vita, della morte, del dolore, dell’estasi. Lei, specchio e guida in tutte le fasi della donna: fanciulla, madre, incantatrice e saggia “crona” ovvero colei che non si vergogna di invecchiare, anzi rivendica le sue rughe e impara a distillare la saggezza accumulata negli anni.

Per me essere ostetrica oggi è prima di tutto prendermi cura del mio percorso di guarigione e bellezza e sapere fare spazio, per ob-stare, o meglio stare accanto alle donne che desiderino essere supportate e custodite in qualsiasi punto del cammino vengano benedette dai doni della vita. Oggi mi dedico principalmente alla Mestrualità e al sostegno post partum, essendomi formata come Educatrice Mestruale in UK, come IBCLC (consulente internazionale in allattamento) e come specialista in Medicina Placentare in UK e in Sud America.

C’è un’esperienza che vorresti condividere, qualcosa che ti è rimasto nel cuore, che spiega l’importanza del tuo “ruolo”?

Onoro, nella mente o nel cuore, ogni donna alla quale sono stata accanto e di cui ho incontrato la voce e lo sguardo: dalle sale parto di Cesena, di Modena, del King’s College Hospital di Londra, alle piccole casette diroccate alle pendici dell’Himalaya dove le donne travagliano davanti al fuoco, dalle stanze essenziali di Vanuatu agli ospedali curati dalle suore, a Flores, dalla natura selvaggia della Costa Rica a Yayasan Bumi Sehat a Bali, culla del parto gentile.

Tutti questi sguardi, che vedo scorrere di fronte a me come un fiume in piena, mi portano a notare il fil rouge che li accomuna: si illuminano quando sostenuti, compresi, visti e amati da altre donne.

Il mistero sacro del Femminile si disvela e manifesta nella biologia della donna di qualunque parte del mondo, una lunazione dopo l’altra. C’è come un linguaggio, un codice universale che è insito nella natura femminile e che va compreso per vivere in pienezza e scoprire la propria chiamata.

Perché ognuna di noi è speciale, ognuna di noi ha senso di esistere, di essere. E nostro compito è provare a capire perché siamo qui, manifestando le potenzialità e l’incredibile e potentissima energia che ci rappresenta e scorre in noi. Nessuna donna dovrebbe essere sola.

Nel mio ruolo, oggi, vedo fondamentale creare cerchi di donne e custodire l’energia creativa che ciascuna genera e dona affinché sia di ispirazione e specchio per le altre. Una donna sorella è al sicuro, culla il suo sentire, ha fede nel suo intuito, dialoga con la linearità e la rettitudine del maschile in modo sano e fiducioso.

La donna sorella vive il menarca, la sessualità, la gravidanza, la maternità, il post parto, la ciclicità, la menopausa in pienezza e senza paura.

Hai un consiglio “speciale” che dai a chi ha deciso di scoprire e onorare il proprio femminile?

Più che un consiglio mi piacerebbe donare uno strumento concreto, che per me è stato ed è tuttora fondamentale per il mio cammino verso la coscienza femminile e l’abc della Sorellanza: il Moondala.

Lo potete ricevere gratuitamente, insieme alle istruzioni, scrivendo a beatrice.pacchioni@gmail.com. Il Moondala è una ruota, che ci connette al ciclo lunare e al ciclo di tutte le donne del mondo. Nel nostro ciclo mestruale, come in natura, sono presenti 4 fasi o stagioni.

L’inverno interiore è la mestruazione, la luna nuova, tempo di silenzio e introspezione, di intuizioni e potenza. È il tempo della Crona o della Saggia. Il primo giorno di sanguinamento è il giorno 1 del ciclo.

In un ciclo di 28 giorni, intorno al giorno 6 è tempo di uscire dal letargo; si sveglia la primavera interiore: siamo prese da mille idee e possibilità, siamo frizzanti, giocose, sognanti. È tempo di dire di Sì alla vita. Luna crescente e tempo della Fanciulla.

L’estate interiore, intorno al giorno 12, porta in sé calore e bisogno di manifestarsi e celebrarsi. È tempo di essere wonder woman, nell’abbondanza e fecondità. Luna Piena e tempo della Madre.

L’autunno interiore, dal giorno 19, è una stagione densa di opportunità evolutive e sfide. È tempo di verità e chiarezza, vulnerabilità e critica, tempo di dire di no quando lo sentiamo. Luna calante e tempo dell’incantatrice.

Il Moondala ci porta alla coscienza del ciclo mestruale e ad accogliere tutte le donne che si manifestano e coesistono in noi fisiologicamente.

Ascoltare il cuore, il corpo e la mente ogni giorno significa vivere in presenza e attivamente la propria quotidianità, onorando la propria unicità, senza giudizio. Questo ci dona libertà, chiarezza, desiderio di scoprire i nostri talenti, fiducia nelle nostre manifestazioni e intuizioni e amore per noi stesse e per il mondo.

Torniamo a parlare di te. Quali progetti stai portando avanti al momento e cosa hai in serbo per il futuro?

Sono fortemente convinta che il mondo evolverà in bellezza, una donna cosciente alla volta. La mia chiamata è custodire questo, in Sorellanza, seminando consapevolezza per le prossime sette generazioni. La mia forza e i miei talenti, per fare ciò, sono sostenuti da tante Sorelle, le Donne Coscienti e le Custodi della Terra, nei cui sguardi riconosco la fierezza di chi sa essere portatrice di cambiamento nel mondo.

Amiamo collaborare tra noi per creare rete e arricchire le nostre esperienze. Con Lucilla e Vera, ad esempio, è nato “Sono donna”, un piccolo manuale in cui le manifestazioni corporee ed emotive, nelle fasi della vita femminile, comunicano messaggi che le piante possono accogliere e sostenere.

Qui c’è una piccola presentazione: www.bit.ly/sono-donna.

Inoltre, insieme al mio compagno di vita Stefano e a Giulia, guido con passione “Femminile Cosciente”, un workshop rivolto a tutte le donne che vogliano iniziare il percorso di consapevolezza ciclica e il processo creativo a essa sincronico.
E poi chissà, la creatività di una donna innamorata porta lontano, ma quello di un cerchio di Sorelle appassionate e coraggiose nessuno ancora lo sa.


Beatrice Pacchioni
“Salute come Bene comune, procedendo dalla Coscienza alla Cura”, questo è il filo rosso che sta timbrando il mio cammino di spiritualità e guarigione accanto al femminile. Sono Beatrice: Madre, Moglie, Sorella, Ostetrica… Donna. Accompagno percorsi di terapia mestruale, sostegno nell’allattamento e post partum, e custodisco cerchi di coscienza femminile accanto al mio compagno di strada, per benedire il dono della Sorellanza che evolve e si specchia nell’insostituibile sguardo virile.

Per maggiori informazioni: beatrice.pacchioni@gmail.com
www.cambiodimarea.com

Guarda l’intervista a Beatrice Pacchioni


Leggi anche:

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.