Il “domani” che vorrei

Il “domani” che vorrei

Genitori e bambini: cosa hanno capito da una situazione di difficoltà come quella appena vissuta? E come costruire insieme un domani migliore?

Marcella Ortali

Quando la Redazione di “ Vivi Consapevole in Romagna“ mi ha contattata per questo articolo e mi ha detto l’argomento, la prima – e istintiva – reazione è stata quella di pensare che fosse un argomento estremamente difficile. Il “dopo”. Il “ritorno”. Ritorno a cosa? E come?
Facendo queste riflessioni tra me e me mi è venuto in mente l’insegnamento del maestro Buddhista Shantideva che dice: «Se il problema ha una soluzione perché preoccuparsi e perché preoccuparsi se il problema non ha soluzione?».

Il nucleo di questo prezioso insegnamento non ruota certamente attorno al menefreghismo o all’essere superficiali, quanto piuttosto al fatto che preoccuparsi non è funzionale alla risoluzione o meno del problema.

La preoccupazione fine a se stessa non ci è utile. Adesso più che mai.
Quindi? Davanti alla tastiera del computer mi guardo dentro, mentre cerco le parole da condividere per questo articolo, e mi rendo conto di essere molto fortuna perché ho la possibilità di avere preziosi strumenti, sia personali che professionali, che mi aiuteranno a pensare al dopo senza crogiolarmi nella preoccupazione e rimanerne invischiata.

Sono Pedagogista, Psicomotricista, pratico da anni la Mindfulness e sono formata per insegnarla a bambini, adolescenti e ai loro genitori. Questi studi uniti ai miei studi personali di Buddhismo Tibetano mi danno la possibilità di osservare la situazione da un punto di vista che prova a stare al di fuori della preoccupazione che potrebbe tenerci relegati ad uno stato di paura anche dopo che le limitazioni oggettive saranno concluse.

Come sarà il “dopo”?

Proverò ora a riflettere, insieme a voi, partendo da una premessa: se vogliamo davvero far sì che il domani, per i nostri bambini, sia pensato nel migliore dei modi possibili non dobbiamo prescindere dall’oggi. Cosa voglio dire?

Voglio dire che non potremo certamente pensare di alzarci una mattina e fingere che nulla sia accaduto, anzi, proprio grazie a quello che è avvenuto in noi e nelle nostre famiglie avremo modo di pensare a un domani migliore.

Chi mi conosce sa che non do “soluzioni a problemi”, perché non esistono soluzioni standardizzabili. Non esiste una regola che sia uguale per tutti, bisogna partire dalle singole situazioni che sono sempre differenti tra di loro. Quando mi viene chiesto di aiutare nel trovare strategie porto sempre le persone a “lavorare” per trovare le strategie più utili per loro ed è proprio quello che farò anche attraverso questo articolo.

Vi chiedo quindi di prendere carta e penna perché vi farò scrivere.

Mi sento di partire dal presupposto che questo periodo ha certamente insegnato qualche cosa a ciascuno di noi. Anche a voi e alla vostra famiglia avrà portato degli insegnamenti, alcuni saranno stati piacevoli sorprese, altri probabilmente più difficili.

Proviamo ora a farne una lista perché è proprio da lì che dovremo partire. Comincio io dandovi qualche spunto, poi potrete continuare voi. Secondo le famiglie che lavorano con me, questo periodo ha portato alla luce alcune difficoltà:

  • I bambini in casa non sapevano come passare il tempo (a parte, ovviamente, il momento dei compiti per i bambini più grandi). Il risultato era chiamare continuamente in aiuto la madre o il padre, oppure una sovraesposizione a televisione e/o congegni elettronici che, come immagino avrete notato, portavano a un ulteriore aumento dei livelli tonico energetici del bambino, fino a raggiungere livelli di simil astinenza da fruizione.
  • Per sopperire alla difficoltà della gestione del tempo i bambini, così come gli adulti, si sono ritrovati ad avere ogni tipo di attività e proposta online (musica, inglese, ginnastica, giochi, baby dance, ecc.) fino a riempirsi con video lezioni che si accavallavano le une sulle altre e che andavano seguite in una sorta di bulimia, senza valutare la possibilità di scelta e di eliminazione piuttosto che di accumulo.
  • Ai bambini è mancato profondamente stare all’aria aperta. Avrete notato un forte aumento di energie e di emozioni esplosive che attraversavano il corpo senza avere possibilità di essere scaricate.
  • Ai bambini sono mancati gli amici, le relazioni tra pari e soprattutto il gioco (noi psicomotricisti diremmo che ai bambini è mancata la “libertà del corpo in gioco”). Però sono certa che avete avuto modo di scoprire anche altro di non meno importante!
  • Bambini e genitori hanno riscoperto il gioco in famiglia, le risate condivise e soprattutto il benessere fisiologico ed emotivo che questi momenti sono in grado di donare. Ho visto immagini di genitori che, seguendo alcuni dei giochi che consiglio nel mio libro “Emozioni in movimento. Storie in gioco per genitori, operatori e insegnanti”, si divertivano come (i) bambini a lottare con i cuscini, strisciare al buio sotto al tavolo, organizzare cacce al tesoro. Lo so che sapete bene di cosa parlo, parlo di condivisione emotiva! E quando questa sintonizzazione emotiva riguarda la gioia pura, è potente. È un tocca sana anche per la salute.

Ora vi chiedo di continuare a scrivere nel vostro foglio, la vostra esperienza, cosa avete imparato, compreso, osservato durante questa quarantena perché è da qui che dobbiamo partire per pensare al dopo. In base alle riflessioni che ho scritto io, mi sento di proporvi un semplice vademecum per un domani, perché no, migliore.

Facciamo in modo che questa esperienza non sia stata vana, rendiamola utile al cambiamento che vogliamo portare nella nostra famiglia, nel nostro essere genitori. Facciamo che possa diventare un dono per i nostri bambini e per farlo dobbiamo riconoscere l’importanza degli insegnamenti che abbiamo ricevuto.

Vademecum per un domani migliore

  1. Considerare le attività all’aria aperta come un dono di valore. Non dimentichiamoci quanto i bimbi (e non solo) l’hanno anelata, facciamo che diventi una priorità magari, perché no, non solo d’estate! Fate più pic nic, andate al parco o in giardino ogni giorno per almeno un’ora. Ogni stagione ha il suo valore aggiunto nell’attività all’aria aperta, sfruttiamolo sempre.
  2. Agevolate il più possibile la relazione tra pari. Organizzate pomeriggi tra amici, anche con solo un amichetto se non avete gli spazi per accoglierne di più. Lasciate che tutti i bambini, anche quelli in difficoltà, si allenino a muoversi nell’intricato mondo delle relazioni.
  3. I bambini vi hanno dimostrato di avere difficoltà ad organizzarsi da soli, questo perché inconsciamente siamo noi che organizziamo tutto per loro. Lasciate loro almeno due pomeriggi a settimana senza impegni e lasciate che in quei pomeriggi siano loro ad organizzarsi il tempo da soli. Lasciateli giocare da soli ad ogni età! Prima per tempi più brevi poi mano a mano più lunghi.
  4. Giocate con loro! Ritrovate il tempo per fermarvi, ma fermarvi per davvero, e giocate insieme a loro. Ritrovate la gioia del gioco condiviso per scelta e non per dovere. Ci sono momenti in cui si gioca da soli altri in cui lo si fa insieme, ma sono entrambi momenti profondamente importanti nello sviluppo emotivo ed organizzativo del bambino.
  5. Lasciate che si allenino al vuoto, togliete impegni piuttosto che aggiungerli. Se non siamo abituati al vuoto, quando ce lo troviamo difronte ci spaventa perché non lo conosciamo. Non avere niente da fare può essere destabilizzante e mandarci in crisi oppure può donarci un mondo di possibilità nuove da creare, la differenza è data da come noi percepiamo la cosa.

Ora riprendete il foglio che avete scritto, osservate i vostri punti e in base a quelli aggiunge altri consigli al vademecum.


Lasciate che questa esperienza sia la saggia maestra del domani che vorrete per i vostri figli!


Marcella Ortali

Psicomotricista, Pedagogista, Esperta nella gestione dei gruppi, Formatrice. Lavora in ambito educativo e preventivo attraverso la Psicomotricità alla quale integra il lavoro con le fiabe e pratiche di Mindfulness. Si occupa di consulenza e formazione a genitori e insegnanti. Pubblica nel 2019 con Erickson il suo libro: Emozioni in movimento. Storie in gioco per genitori, operatori e insegnanti.
Per contattarla: www.marcellaortali.itortalimarcella@gmail.com

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.