Il risveglio della Natura e i suoi tesori

Il risveglio della Natura e i suoi tesori

La potenza dei gemmoderivati per la salute

La Natura si risveglia e offre preziosi doni per la nostra salute.

Ce ne parlano tre esperti in materia che vivono a stretto contatto con il mondo naturale e da anni studiano i suoi tesori.

Hubert Bosch ci racconta il risveglio della Natura

La primavera è la stagione del rinnovamento in cui la Natura rinasce e si rigenera. Allo stesso modo oggi anche l’umanità, dopo un lungo periodo di carenza di luce, si sta avviando a una nuova primavera.

Questo vale in particolare per la cura della salute, dove si confrontano due modelli contrapposti. Da una parte la medicina ufficiale con la sua dottrina meccanicista dell’oggettività e ripetibilità, dall’altra un crescente numero di approcci che mettono al centro una visione olistica e l’unicità di ogni persona.

Sono stati Louis Pasteur e Samuel Hahnemann nell’Ottocento a segnare l’inizio alle due correnti. Da una parte l’uomo come macchina imperfetta alla mercé di germi di ogni tipo e bisognoso di vaccinazioni e farmaci, dall’altra la persona come essere vivente dotato di un meraviglioso sistema di autoregolazione che tiene conto dell’ambiente interiore ed esteriore. L’omeopatia interviene su questo, e ha sempre dato e sta dando risultati eccezionali a due condizioni: che i rimedi omeopatici siano fatti con la massima cura e che la scelta del rimedio corrisponda alle caratteristiche della persona. Se la medicina ufficiale si può ancora permettere di parlare male dell’omeopatia è perché difficilmente si verificano questi presupposti fondamentali.

Le gemme, questi occhietti sparsi lungo tutto il corpo dell’albero, mantengono un tesoro di cellule particolari, cellule che sono embrionali, indifferenziate, nuove.

In ogni caso la scoperta dell’omeopatia è stata solo l’inizio di un nuovo approccio alla salute, il quale si è evoluto e si sta evolvendo, grazie principalmente ad alcuni omeopati.

James Tylor Kent ha introdotto nell’omeopatia la scelta del rimedio secondo il carattere della persona, perciò non più un rimedio solo per guarire, ma che aiuti anche a mitigare squilibri caratteriali.

Edward Bach invece ha avuto il grandissimo merito di essere il primo a capire che in futuro la cura della salute non sarà più esclusivo compito del medico o guaritore. I suoi Fiori sono stati il primo passo verso una medicina che possono praticare tutti, dalle preparazioni fino alla cura.

Pol Henry ha introdotto i gemmoderivati, preparati capaci di prevenire l’insorgere di malattie, che intervengono con grande forza nei processi di regolazione dell’organismo. Inoltre rispetto al rimedio omeopatico sono più facili da prescrivere e si prestano anche all’autoprescrizione.

Mentre la medicina ufficiale si sta sempre di più indirizzando verso specializzazioni asettiche che tolgono alle persone la possibilità di occuparsi della propria salute, la medicina olistica propone con crescente forza di prendersi cura in prima persona della salute, sia preventivamente che in caso di disturbi.

Anche l’umanità, dopo un lungo periodo di carenza di luce, si sta avviando a una nuova primavera.

Le scoperte di Remedia

Anche a Remedia diamo da sempre la preferenza ai rimedi che aiutano a stare in salute e facilitano, ovviamente nel limite del possibile, un intervento autonomo. Sono in particolare i Gemmoderivati e i Fiori di Bach.

In decenni di contatto stretto con fiori e alberi per la preparazione di svariati rimedi, abbiamo potuto imparare a comunicare con loro, conoscere i loro segreti e abbiamo trovato lo stimolo e la forza per andare avanti con le ricerche. Grazie al contatto diretto con le persone che cercano aiuto dalle piante, siamo riusciti a leggere meglio il bisogno profondo dell’umanità nel suo cammino evolutivo e sono nate nuove tipologie di preparazioni. Per esempio il gemmoderivato floripotenziato, cioè con l’aggiunta del rimedio floreale della stessa pianta, migliora la già ottima efficacia dei gemmoderivati perché permette all’organismo di comprendere meglio il messaggio della pianta. L’ultima scoperta è quella dello Spirito degli Alberi, preparati che raccolgono le caratteristiche e la qualità di una specie di albero e accompagnano le persone nell’acquisire e rafforzare capacità di cui sono carenti, permettendo di progredire così nel cammino evolutivo, evitando blocchi che possono essere causa di problemi di salute.

Lucilla Satanassi e l’incarnazione della rinascita

«L’albero è l’identità vegetale più potente, la più grande e possente conosciuta in natura, dove l’energia vitale si esprime ogni anno con un grande rinnovamento cellulare. Tutti i suoi tessuti allo stato nascente […] sono i più indicati per rigenerare e curare le cellule e i tessuti umani».

Questo e altro ancora troviamo nei compendi e nei trattati di gemmoterapia dell’illustre medico Fernando Piterà.

Ma cosa conosciamo delle gemme? Molti di noi non le hanno forse neanche mai considerate, mai avvicinate od osservate. Eppure ad ogni primavera, incalzate dalla luna crescente e dall’acqua che sale dalle radici, si gonfiano e si aprono per riportare la manifestazione del vivente vegetale. Le gemme, questi occhietti sparsi lungo tutto il corpo dell’albero, mantengono un tesoro di cellule particolari, cellule che sono embrionali, indifferenziate, nuove, paragonabili alle staminali degli animali. L’ albero le prepara per tempo e ne custodisce di vari tipi. Tutte sono ben protette da foglioline modificate che sono dei veri e propri scudi che difendono dal freddo, dal troppo caldo, dagli attacchi.

Ad ogni albero la sua gemma

Ogni albero ha gemme diverse.

Quelle del Faggio, lunghe e appuntite, si aprono in modo insolito partendo da quelle più in basso.

Quelle dell’Olmo si aprono solo dopo che i semi sono volati e hanno abbandonato i rami.

Ogni gemma comunque racchiude umori, sapori e un insieme di nobili sostanze che rappresentano un fitocomplesso ricchissimo e unico.

Provate ad assaggiare una Gemma di Pioppo e capirete perché le api raccolgono le sue resine che la rendono lucida ed appiccicosa. Quel ben di Dio racchiuso nella Gemma è un progetto di grande intelligenza. Nella Gemma sono presenti cellule che non si differenzieranno mai, cioè non diventeranno mai adulte. Queste cellule hanno in sé solo il potenziale di poter diventare un organo del corpo/albero: un ramo, una radice, un fiore. Si dice per questo che sono cellule totipotenti. Sono pure ancestrali, nel senso che non essendosi mai differenziate, e quindi cresciute, sono antichissime, sono la traccia di come la vita sia iniziata su questo pianeta e quindi sono anche precursori delle cellule sessuali degli animali. Dentro la gemma molte cellule embrionali decideranno di crescere, di specializzarsi o differenziarsi per manifestarsi in una vita fatta di tessuti, organi e quindi funzioni. Questo lo possiamo vedere anche a occhio nudo nelle grandi gemme del comune Ippocastano. Se le apriamo nella fase in cui si gonfiano e paiono uova, vediamo all’interno descritto tutto il progetto che quella Gemma ha deciso di divenire. Anche alberi velenosi come il Bosso o l’Agrifoglio non contengono veleni nella gemma.

Un tesoro nascosto: le gemme

L’azione indiretta del gemmoderivato è potente perché permette all’organismo di fare da solo ciò che a volte si pretenderebbe immediatamente da un farmaco e lentamente un po’ alla volta il gemmoderivato permette dei recuperi inaspettati.

Ma cosa rintraccia la chimica di così buono dentro alle gemme per considerarlo un tesoro? Poiché il miracolo che l’albero compie non ci basta per attestare la sua bontà, studi recenti su ogni fronte ci confermano che il tessuto meristematico è ricco di sostanze nucleari e citoplasmatiche, riconoscibili dal nostro sistema cellulare. Si tratta di acidi nucleici, vitamine e vitaminoidi, fitormoni, oligoelementi, enzimi, polipeptidi, aminoacidi. Tutte queste caratteristiche vitali e biochimiche della gemma o più esattamente delle cellule meristematiche, sono in grado di promuovere la rigenerazione, la rinascita o la sostituzione di quelli danneggiati anche nel miracoloso corpo degli animali tutti, umano compreso.

Salvatore Satanassi: consigli pratici in Primavera

Prendiamo in esame il gemmoderivato di Prunus spinosa gemme, ricavato da un arbusto spinoso molto rustico, che cresce ai margini dei campi e strade, chiamato Prugnolo. Di base, esso riattiva l’asse ipotalamo-ipofiso-surrenalico e stimola il sistema immunitario. Diciamo che sul piano generale Prunus spinosa gemmoderivato funge da tonico, stimolante e antinfiammatorio ed è indicato quando l’organismo è spossato da malattie, inquinamento e stress ed è per questo che è particolarmente attuale agendo anche sulle cause che portano alla depressione. Importante da considerare è l’azione antispasmodica su cuore, sistema respiratorio, muscoli facciali, occhio, sistema urinario, intestino e ancora l’azione diuretica sui reni o antinfiammatoria per l’acne giovanile. Un mondo racchiuso in una gemma, dunque, e ci sarebbe tanto altro da dire se si volessero elencare tutti gli aspetti specifici che può trattare. I gemmoderivati vanno assunti per almeno qualche settimana e tuttavia, non essendo dei sintomatici, completato un ciclo riescono a dare dei benefici solidi che permangono anche dopo la sospensione dell’assunzione.

L’azione indiretta del gemmoderivato è potente perché permette all’organismo di fare da solo ciò che a volte si pretenderebbe immediatamente da un farmaco e lentamente un po’ alla volta il gemmoderivato permette dei recuperi inaspettati. Ad esempio, questo indiretto e lento rimettere in funzione è eccezionale anche in problemi che a volte sembrano solo risolvibili chirurgicamente; si potrebbe parlare ad esempio della litiasi renale o di quella biliare che nella nostra esperienza vengono “risolte” in maniera non invasiva mentre a livello medico, per evitare recidive, si interviene con la colecistectomia che certamente eviterà calcoli, ma procurerà altri problemi a carico del tratto digestivo e del sistema nervoso.

I risultati delle ricerche

Abbiamo registrato ottimi risultati con assunzioni che vanno dai 2 ai 6 mesi di media con i gemmoderivati di Citrus limonum, Berberis vulgaris e Rosmarinus (per la cistifellea) o Betula verrucosa linfa (per i reni), per far riassorbire in diversi casi le litiasi, e fornendo comunque uno strumento di prevenzione che può avere cadenze certamente diverse da qualcosa da assumere a vita.

Ora non stiamo parlando di chissà quale molecola sperimentale ma del semplice estratto di gemme di Limone, Crespino, linfa di Betulla o giovani getti di Rosmarino che, per azione indiretta aiuta reni o cistifellea nel recuperare un loro equilibrio, in maniera dolce e tanto sana.

I gemmoderivati sono praticamente privi di effetti collaterali da tossicità e non a caso sono compatibili alla gravidanza o adatti a neonati.

Forse ancora la scienza medica, impegnata nel cercare molecole innovative da monopolizzare, non ha avuto l’accortezza di volgere l’attenzione delle sue ricerche a cose semplici, più alla mano e meno esose di quello che l’industria medica sta cercando.

Chissà che queste gemme non possano essere uno dei tanti substrati per rigenerare o far rinascere un modo più sano di affrontare i disagi delle singole persone.

Scritto da Hubert Bösch Lucilla Satanassi e Salvatore Satanassi


Hubert Bösch Lucilla Satanassi e Salvatore Satanassi

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