Impegno e costanza: ce li insegna la danza!

Impegno e costanza: ce li insegna la danza!

Tre insegnanti ci raccontano come la danza ha dato loro la forza per continuare a sognare

Introduzione di Roberta Romagnoli

La danza è una tra le più straordinarie e complete espressioni creative e artistiche, perché coinvolge il corpo, la mente, le emozioni e lo spirito, mantenendo forti e stretti legami con tante altre attività.

Impegno, tenacia e senso di responsabilità hanno un ruolo fondamentale nel percorso di un danzatore, a maggior ragione quando l’amore per il movimento e la danza diviene una coraggiosa scelta di vita, come succede a chi decide di dedicarsi all’insegnamento.

Ho avuto l’occasione – e la fortuna –  di conoscere le tre insegnanti di danza che operano a Diegaro di Cesena, al Centro Le Vie del Dharma, e delle quali avevo già sentito parlare con entusiasmo da numerose allieve. Lascio a loro la parola per raccontarvi la passione e l’impegno che le ha portate ad essere portavoce di un’arte così gioiosa, che regala grazia e bellezza.

È proprio la danza che ha dato loro la forza di realizzare i propri sogni.

La Danza del Ventre: esprimi la tua bellezza interiore

di Claudia Turroni, insegnante di Danza del Ventre

Mi definisco un’insegnante appassionata e una danzatrice curiosa e umile, che non si stanca mai di imparare, approfondire e ricercare la propria via e il proprio stile personale. Desideravo sopra ogni cosa danzare ed essere libera, anche dai condizionamenti legati ai balli di sala, per i quali è necessario un partner. Così, un po’ per gioco e un po’ no, un pomeriggio di molti anni fa mi sono trovata a una lezione dimostrativa di danza del ventre.

Ricordo come fosse ieri la gioia e l’emozione condivisa con un gruppo di donne che non conoscevo, ma che istintivamente mi erano piaciute da subito, e il sorriso meraviglioso e accogliente di Teresa Gambuti, in arte Sahira, che sarebbe diventata la mia insegnante. Mai avrei creduto di potere insegnare a mia volta. È stato grazie alla sua generosità e ai suoi incoraggiamenti se, dopo alcuni anni e un percorso di formazione, ho trovato la fiducia in me stessa e ho deciso di darmi all’insegnamento, portando avanti un percorso di studi e ricerca che prosegue tuttora.

Lo studio e l’esercizio sono sempre stati i miei compagni. Da allieva, dopo ogni lezione tornavo a casa e iniziavo a provare da sola. Provavo e riprovavo per ore davanti allo specchio, in bagno al mattino, fuori casa, nelle pause, di notte, ogni volta che ne avevo occasione. All’inizio il corpo non si muoveva come avrei voluto, i sensi erano ottusi e rallentati.

Non mi sono scoraggiata e ho continuato a esercitarmi, perché sognavo di diventare come le danzatrici che volano aggraziate. Gradualmente le mie membra si sono liberate della corazza che le imprigionava e hanno cominciato a rispondere. Che scoperta dolcissima ed esaltante…

Con l’impegno, la tenacia e la pratica potevo riuscire. Più affinavo la tecnica, meglio potevo esprimere quel che avevo dentro. Credo che la tecnica sia proprio questo: lo strumento in grado di dar voce alla propria poesia interiore. Ecco perché raccomando sempre molto l’esercizio e costanza.

Bisogna recuperare la confidenza col proprio corpo e frequentarlo con assiduità, pazienza e gentilezza per poter danzare bene, a qualsiasi livello. Bisogna darsi il tempo di comprendere e maturare, coltivare uno spazio per se stessi, gioire dei propri progressi, cogliere il significato nascosto nel movimento e riconoscere la bellezza di un impegno che richiede serietà e senso di responsabilità, ma che è anche in grado di dispensare gioie inimmaginabili.

 

Claudia Turroni

In arte Amira, è danzatrice e insegnante di danza del ventre, di cui indaga le origini e gli aspetti filosofici con il suo metodo di lavoro personale. È ideatrice e coreografa di spettacoli che uniscono danza e linguaggio teatrale.


Nia: il movimento che ti cura e dona gioia, serenità, vitalità

di Letizia Accinelli, insegnante di Nia

Sono da sempre un’amante del movimento, da quello in acqua al movimento a terra. La danza che pratico, Nia, comprende elementi di arti marziali e di vari tipi di danza-jazz, moderna e danza Duncan. Ho iniziato a danzare Nia più di 20 anni fa, dopo un’operazione al ginocchio che ha posto fine ad alcune delle mie attività sportive preferite.

Questa limitazione fisica e alcune problematiche familiari mi stavano cambiando, stavo perdendo la voglia di muovermi e conoscermi: mi stavo allontanando dal mio corpo. Quando ho incontrato Nia ho avuto fin da subito la sensazione di riunione con me stessa, come se con un semplice gesto in sintonia con la musica riportassi collegamento tra corpo, mente, emozioni e spirito. Fin dalla prima lezione ho ripreso contatto con la mia parte gioiosa, azzerando pensieri e preoccupazioni, giudizi e ansia.

Ho scelto di seguire il corso di formazione, che in Nia si chiama Cintura Bianca, per approfondire la disciplina che mi stava cambiando la vita. È stato un passo fondamentale e da allora pratico e vivo con una consapevolezza diversa. Completata la formazione mi hanno chiesto di fare una sostituzione: l’esperienza mi ha riempito il cuore, ho scoperto che la gioia che provavo nel muovermi può essere trasmessa agli altri e da allora non ho più smesso di insegnare.

Nia invita a una continua ricerca personale, a trovare la piacevolezza e la gioia del movimento. è un’attività sostenibile, non richiede fatica fisica fine a se stessa e non è ripetitiva: ogni lezione è una sorpresa sia dal punto di vista fisico che per la varietà della musica e questo suscita curiosità e continuità.

Sono molto grata alla disciplina che Nia mi richiede. Ha fatto in modo che ritagliassi sempre uno spazio per me all’interno di una vita piena di impegni e lavoro.

Quando mi chiedevano come potessi conciliare la vita di madre single con un lavoro a tempo pieno e Nia, rispondevo che era proprio la danza a darmi energia e a mantenermi sana fisicamente, mentalmente ed emotivamente. Ho imparato che costanza e impegno sono fondamentali per ottenere risultati e credo nella filosofia di Nia: il movimento cura.

A volte tendiamo a pensare che se abbiamo un dolorino da qualche parte sia meglio non muoversi per non peggiorare le cose; evitiamo di fare lezione se abbiamo il morale a terra; pensiamo che dopo una giornata pesante sia meglio buttarsi sul divano e guardare Netflix. In realtà so per esperienza personale che proprio questi (i dolorini, il cattivo umore, lo stress) sono ottimi motivi per muovermi.

 

Letizia Accinelli

è insegnante di Nia, trainer e formatrice di questa disciplina in Italia, Slovenia e Gran Bretagna. Nel 2014 è stata nominata Trainer dell’anno. Ogni giorno è grata di avere scelto questa strada per la salute e il benessere.


La Danza Contemporanea: un’arte che agisce a livello fisico, emotivo, mentale e spirituale

di Barbara Zanoni, insegnante di Danza Contemporanea

Sono una danzatrice e coreografa contemporanea di ricerca. La danza contemporanea di ricerca si rifà a diversi codici, tra cui la danza classica, ma anche lo yoga e le arti marziali. La ricerca di ogni artista di danza contemporanea si muove nell’ambito del movimento stesso, della qualità del movimento e del gesto. Oltre alla danza ho esplorato l’ambito della performance e del canto. Per quanto riguarda le attività didattiche, mi dedico esclusivamente alla danza contemporanea e allo yoga.

Per me insegnare è diventato necessario quando ho sentito il desiderio di condividere ciò che avevo, di spiegare in modo diretto e dettagliato cos’è un movimento a un’altra persona che avesse il mio stesso desiderio di danza. Quando si è attivi a livello performativo è importante insegnare e trasmettere agli allievi in formazione ciò che si ha da dire a tutti come artista. Viceversa ciò che accade in classe, le domande, gli stimoli e le sfide che affronti come insegnante gettano luce sul tuo lavoro e sulla tua arte. Lo scambio fra l’ambito didattico e l’ambito performativo affascina e nutre.

Impegno, tenacia e senso di responsabilità sono i cardini dell’apprendimento quando si lavora sul corpo.

Il corpo restituisce tutto quello che riceve, ma ha bisogno di tempo e il lavoro richiede una costanza e una tenacia che non si possono negoziare, se pratico per essere una danzatrice professionista.

Se danzo per passione e per hobby, posso anche studiare una sola volta a settimana, ma non posso in ogni caso permettermi di farlo ogni tanto, perché sarebbe una dispersione di energie: praticare ogni tanto è un assaggio, non un percorso.

Avviare questo percorso in giovane età, con una visione a lungo termine e con costanza è un modo molto educativo di incanalare le energie dell’età evolutiva, abbondanti ma a volte confuse. In età matura e avanzata questo impegno può avere un effetto stimolante: a volte le persone di una certa età perdono interesse e si sentono prive di stimoli, in questi casi lavorare su corpo-anima-mente attraverso l’espressione artistica e la danza è un modo prezioso per ritrovare interesse e bellezza. Il mio consiglio per impegnarsi con costanza è ascoltare se stessi, capire le proprie priorità e di conseguenza prendere una decisione.

Se la mia priorità è lavorare su me stessa, la danza è uno strumento grandioso per farlo, perché agisce su tutti i livelli: fisico, emotivo, mentale e spirituale.

Quando devo andare a lezione e magari non ho voglia di fare lo zaino, prendere i vestiti, interrompere ciò che sto facendo per prepararmi, devo ricordare a me stessa che non è una seccatura, ma un impegno che ho preso con me stessa e per me stessa.

 

Barbara Zanoni

è danzatrice, coreografa e performer contemporanea, cantante e yogini. Nella sua ricerca artistica le diverse forme d’arte sono vie di conoscenza di sé stessi e del mondo, mezzi per esprimere e liberare l’anima.

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