Intervista all’esperto

Intervista all’esperto

Per quale motivo è preferibile assumere grani antichi rispetto a quelli “moderni” e quali effetti hanno questi ultimi sulla nostra salute?

Ne parliamo con il dottor Marco Brancaleoni, cardiologo fitoterapeuta ed esperto in medicine complementari.

Dottor Brancaleoni per quale motivo prediligere i Grani Antichi?

Considerando l’incredibile incremento di incidenza della celiachia, e della intolleranza-allergia ad alimenti derivati dai grani, come prima cosa mi sembra logico valutare se vi sia qualcosa di cambiato nella composizione dei grani che oggi utilizziamo e di cui maggiormente ci nutriamo. Il grano ha sempre avuto tra i suoi costituenti una componente tossica: il glutine, formato da due proteine, la gliadina e la gluteina, che hanno la funzione di riserva per la crescita del germe e conferiscono al seme un alto grado di collosità favorendo l’aggregazione e l’elasticità nell’impasto delle farine.

La gliadina facilmente solubile in ambiente alcalino non lo è più quando il ph intestinale vira verso l’acido e non è più metabolizzabile.

Fino agli anni ’60 veniva coltivato una varietà di grano, il Senatore Cappelli, con alto fusto e bassa produttività. Nel 1974, in seguito a incroci ed esposizione a raggi gamma del seme di grano duro “cappelli”, si ottenne un grano nano, ad alta produttività. Si valutava la produttività ma non si consideravano le eventuali modifiche interne derivate dal trattamento del grano originale con radiazioni gamma. Studi successivi hanno dimostrato che la gliadina non subisce modificazioni ma la glutenina è fortemente sensibile alle radiazioni divenendo eccessivamente insolubile e quindi non metabolizzabile.

Il 95% degli alimenti, quali pane e pasta sono fatti con questo tipo di grano perché rende di più ed è più resistente.

Ma dal punto di vista della composizione proteica, il glutine viene alterato determinando reazioni di tipo infiammatorio nei soggetti che presentano una predisposizione genetica, pur non essendo celiaci.

Quali disturbi si possono riscontrare con l’assunzione di grani moderni?

I disturbi possono essere sia a livello intestinale sia a livello sistemico coinvolgendo il sistema immunitario. Visto l’elevato consumo di prodotti ottenuti con farine di grano è preferibile consumare quelli ottenuti da vecchi grani perché più poveri dal punto di vista del patrimonio genetico. Non hanno subito irradiazioni e non hanno modifiche della glutenina.

In conclusione cosa consiglia ai nostri lettori?

Dovremmo tornare ai vecchi grani, anche se meno produttivi, rispettare la loro integralità sia nella macinatura che nel successivo uso, dovremmo consumarne in quantità moderate. Tutto questo ci permetterebbe di perseguire la salute e prevenire le malattie croniche così fortemente in aumento negli ultimi anni.


Intervista a Marco Brancaleoni, a cura di Beatrice Piva


Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.