La Fattoria dell’Autosufficienza…Perché?

La Fattoria dell’Autosufficienza…Perché?

Un giorno ti svegli e decidi di realizzare il più grande progetto di autosufficienza.

Acquisti 68 ettari di terreno e poi… E poi è un casino. A livello burocratico tutto è difficile, i finanziamenti pubblici che sembravano ci fossero per i giovani che si insediano in agricoltura per te non ci sono, non sai fare nulla, neanche sai cos’è e come funziona la presa di forza di un trattore. Ma sei Capricorno e allora, a testa bassa, tiri dritto contro tutto e tutti. Fai formazione sull’ecologia applicata, inizi a districarti nel casino della burocrazia e inizi a chiederti veramente come raggiungerai l’autosufficienza.

Ma poi perché tutta questa fatica per l’autosufficienza?

Perché non c’è altra risposta che ti viene in mente ai problemi del mondo.

Per quanto potremo continuare a distruggere tutto ciò che ci circonda senza essere distrutti noi stessi?

Da chi stiamo dipendendo per il nostro cibo, per la nostra energia, per il nostro divertimento?

Perché queste persone da cui dipendiamo ci stanno portando all’autodistruzione?

Difficile rispondere, ma l’autosufficienza può essere una risposta.

Se siamo autosufficienti siamo liberi, siamo responsabili delle nostre vite e delle nostre scelte. E poi continuando a studiare ti accorgi che con l’autosufficienza diventi più felice, il tuo corpo entra in un’altra dimensione, si ricarica e scopri che se pensavi di diventare autosufficiente su qualcosa invece dovresti esserlo su tutto perché nel sistema poco funziona come dovrebbe. Fai un po’ di piantine di pomodoro da seme e vengono meglio di quelle che hai comprato dal vivaio. Ma se poi i semi li hai comprati, i risultati sono molto peggiori di quelli invece che ti sei raccolto perché le piante hanno una memoria. Come è possibile?

Ce lo racconta Pascal Poot:

Il principio base è di mettere le piante nelle condizioni in cui vogliamo che crescano. L’abbiamo dimenticato ma da molto tempo fa parte del buon senso contadino, oggi si chiama ereditarietà dei caratteri acquisiti. In altre parole c’è una trasmissione dello stress e dei caratteri positivi delle piante per più generazioni. Bisogna comprendere che il DNA è un supporto di memorizzazione plastico, non è solo la mutazione genetica che causa il cambiamento, c’è anche l’adattamento, con geni che sono dormienti, ma che possono risvegliarsi. La pianta produce dei semi dopo aver vissuto il suo ciclo, e conserva memoria di alcuni aspetti acquisiti.

E come puoi ottenere questo fantastico risultato se non sei autosufficiente con i semi?

Lo stesso succede con l’allevamento: compri sei conigli e ti fissi che vuoi fare un allevamento naturale. E tutti i vicini ti dicono che i conigli senza il mangime muoiono. E in effetti hanno ragione. I conigli non sanno più digerire il loro cibo, ossia l’erba. Uno però ce la fa. Tira avanti. Crea una nuova stirpe di conigli che riescono a digerire l’erba ma molti muoiono per un’altra malattia. E continui a non intervenire così i più forti si salvano e creano una nuova stirpe resistente anche alle malattie e nuovamente esistono conigli che mangiano erba e che non sono costretti a prendere schifezze varie per non essere malati. Durante questo percorso ti accorgi che anche il tuo corpo è autosufficiente.

E così inizi a non andare più da nessun medico, neanche omeopata, perché il tuo corpo ha già tutto per guarirsi da solo e, se sei bravo, il tuo corpo proprio non si ammala perché siamo nati per essere sani, anche se vogliono farci credere che siamo tutti malati o finiremo per ammalarci. Di conseguenza un giorno decidi che vorresti avere tanto terriccio per il tuo orto perché non c’è tanta vita. E scopri che Hera ha un impianto a km0 che produce terriccio biologico a 20 euro la tonnellata. Fantastico. Ne prendi 7 tonnellate per poi scoprire che ti forniscono quello che per te è un rifiuto speciale.

Un misto di compost, plastica, vetro e altre schifezze. Non vuoi inquinare i tuoi terreni incontaminati così comunichi ad Hera di venire a prendersi il suo compost che per te è tutt’altro che biologico. Loro dicono che sotto lo 0,5%, per legge, può contenere anche rifiuti e che tutti i terricci in commercio, anche quelli bio, contengono questo tipo di materia prima. Ma sarà follia? Capisci allora che devi essere autosufficiente proprio in tutto e inizi a compostare di brutto per produrre ciò che ti serve.

Ma puoi veramente riuscire a farti tutto? No, ti serve una comunità!

No, la risposta è che da solo non puoi. Devi far parte di una comunità. Serve che ci siano tante persone che la pensano come te, che decidano di scambiarsi conoscenze e prodotti. Non puoi essere autosufficiente su tutto a meno che non decidi di andare a vivere in un clima tropicale, come un nativo che non vede alcuna differenza fra lui e la foresta. Lui è la foresta. E allora? Creiamo la comunità di chi Vive Consapevole in Romagna!

Che cos’è la Fattoria dell’Autosufficienza?

È un centro di ecologia applicata che si pone gli obiettivi di:

1) Autosufficienza alimentare

Autoprodurre gran parte del cibo necessario per far funzionare “il centro” utilizzando il meno possibile combustibili fossili e senza l’utilizzo di concimi chimici, pesticidi o altro che non possa essere prodotto naturalmente in Fattoria.

2) Autosufficienza energetica e bioedilizia

Essere indipendenti dalla rete nazionale grazie alla produzione di energia tramite il sole, l’acqua, il vento e la biomassa.
Costruire in maniera intelligente e naturale per ridurre al minimo il consumo energetico, l’impatto ambientale e offrire ospitalità in strutture sane e confortevoli.

3) Formazione ecologica ed olistica

Offrire un luogo adatto e un’importante visibilità ai migliori esperti nazionali e internazionali per insegnare come rendere sostenibile un insediamento umano, dalla piccola casa a un’intera città grazie alle esperienze della permacultura, delle transition town, della decrescita felice, dell’agricoltura naturale, dell’agricoltura sinergica, grazie alle tecniche di costruzione in biodilizia, all’autosufficienza energetica, alle tecniche olistiche, alla cucina naturale.

4) Ecoturismo e salute

Dare la possibilità di dormire in un luogo sano e naturale, respirare aria buona, bere acqua di sorgente, alimentarsi con succhi o con cibi biologici e naturali, camminare fra i boschi incantati del Parco delle Foreste Casentinesi, riposarsi su un’amaca ai piedi di un grande albero, fare massaggi e terme a Bagno di Romagna, recuperare l’armonia di corpo, mente e spirito attraverso le tecniche olistiche.

Per maggiori informazioni: Fattoria dell’Autosufficienza

A cura di Francesco Angelo Rosso

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.