La Romagna della Terra, del Vino e delle Persone

La Romagna della Terra, del Vino e delle Persone

Dentro a ogni bottiglia prima c’è un cuore, poi c’è il vino

Davide Fabbri

Territorio di passioni e di tradizione agricola il nostro, dove il profumo della terra, dei prodotti e dei raccolti ci narra di cultura contadina tramandata da generazioni. Passeggiando per i nostri meravigliosi colli troviamo realtà in cui si riesce ancora a sentirsi accolti come a casa e dove si vive con le mani intrise di lavoro nei campi e autoproduzione, il futuro per non estinguersi.

Tra i filari delle vigne si trovano cuori che battono per il loro credo e vivono di passione per il prodotto delle loro viti, così caratteristico ed emozionale, cesellato e scolpito a immagine e somiglianza di chi lo produce

Da appassionato, prima di tutto, e da modesto conoscitore poi, mi sono addentrato in punta di piedi e con rispetto tra le case di costoro che il nome Romagna nel vino lo portano alto, perché in questo nettare vivo ci sono loro.
La premessa, prima di raccontare qualcosa sui cuori del vino di Romagna, va fatta: oggi questo mondo è ampiamente concorrenziale e povero di spazi per chi vuole premiare determinati standard di produzione. È un mondo complesso fatto da mille difficoltà e per nulla semplice da decifrare a priori, se poi ci aggiungiamo il fattore “cambiamenti climatici” abbiamo reso l’idea di quanta passione e sacrificio necessitino per essere con le mani in “mosto” (penso sia più consono).

I vini di Romagna

La Romagna è spesso identificata nel mondo del vino come Sangiovese ma in pochi sanno che la prima DOCG italiana è romagnola e non si tratta di quest’ultimo, che vanta solo la DOC, ma bensì dell’Albana. Come non spendere alcune parole su questo vitigno che sta rivivendo una nuova primavera per le sue peculiarità uniche, tra queste una su tutte: è uno dei pochissimi bianchi ad avere tannino. Le nuove tendenze di vinificazione ne fanno un vitigno offerto in diverse tipologie ma le tradizionali sono: Albana Passito, Albana Secco, Albana Dolce. Parlo sempre molto volentieri di questo vitigno perché è uno di quelli che creano confronto, uno di quelli che lo ami o lo odi, un vitigno che secondo la mia visione, rispecchia molto la nostra terra e le nostre tradizioni.

Io lo ricordo con piacevole malinconia, perché legato a questo vino ci sono le cene domenicali a casa dei nonni, con gli zii e i cugini, il trebbo come si dice qui, era a tavola e il vino aiutava la goliardia che non manca mai in una famiglia Romagnola DOC. Mio zio Italo portava a cena i suoi vini ricercati in cantine “tradizionali” dei nostri colli e li esibiva per un confronto. Il risultato spesso era il delirio più totale ma si rideva e si godeva di tutto quello che oggi non si trova più così facilmente.

Il vino è cambiato molto, si è raffinato ed è stato “ripulito”, “sterilizzato” andando incontro, un po’ come tutto, alle esigenze di mercato. Nelle mie infinite riflessioni non posso far altro che chiedermi e chiedervi: ma sto mercato perché deve sempre rovinare tutto?

Non volendo intrattenermi sul solito Sangiovese, continuerò con un altro vitigno che fu scoperto sui nostri
colli giusto in tempo, prima che si estinguesse: il Famoso, che viene citato sulla tabella del dazio comunale della città di Lugo di Romagna già nel 1437, vicino all’estinzione e riscoperto a Mercato Saraceno nei primi anni 2000.
Il vino ottenuto dalle sue uve è “beverino” per dirlo con parole semplici e le caratteristiche di aromaticità che l’avevano portato alla sua fine negli anni Novanta, oggi costituiscono i suoi punti di forza.

Le cantine di Romagna

A Mercato Saraceno c’è una cantina che produce il Famoso in una versione spumantizzata metodo classico, da citare per le sue suntuose qualità: Tenuta Santa Lucia. Questa azienda Biologica e Biodinamica lavora nel rispetto dell’ambiente e della natura, ottenendo una produzione di vini certificata Bio e di qualità eccelse e producendo non solo Famoso, ma anche Albana, Centesimino e Sangiovese. Sempre a Mercato Saraceno troviamo un’altra realtà
importante nel mondo del vino di Romagna: Tenuta Casali, azienda sempre attenta al rispetto dell’ambiente con parte dei vigneti in conversione biologica e con l’utilizzo dell’agricoltura integrata e sostenibile. Dalla loro passione e dalla loro ricerca nascono vini d’eccellenza nel panorama vinicolo romagnolo, tra tutti, come più rappresentativi a mio modesto parere, il Baruccia (Romagna Sangiovese DOC) e il Quartosole (Romagna Sangiovese Riserva). Parlando di Centesimino, altro vitigno autoctono riscoperto e coltivato nelle prime colline di Faenza, nella zona di Oriolo dei Fichi dove c’è la maggiore produzione, non posso fare a meno di nominare l’Agriturismo Azienda Agricola La Sabbiona, che ha fatto di questo vino e non solo uno dei suoi cavalli di battaglia, facendone due versioni: Centesimino e Rifugio.

La poesia del vino è una parola comune che ci deve unire e non dividere. Una parola comprensibile a tutti e non solo a pochi, che non rappresenti un élite ma la comunità, raccontando le emozioni che la terra con questo nettare riesce a trasmettere attraverso le persone che ci sono dentro. Perché in ogni bottiglia prima c’è un Cuore poi c’è il Vino

Il mio sogno per la Romagna

Nella mia mente si sta formulando un’idea di vino, vite e agricoltura che sia il più possibile integrata e in sintonia con la natura. Leggendo e studiando la permacultura mi piacerebbe si riuscisse presto a ottenere vini da produzioni integrate di viti all’interno di foodforest. Nel mio piccolo, quest’anno, ho portato avanti questo tipo di esperimento, raccogliendo uva da viti lasciate crescere “maritate” ad alberi di pero, melo senza alcun tipo di cure o veleni.

È stata un’annata molto torrida e con non pochi problemi irrigui, ma la mia piccola vigna protetta dal bosco in cui è integrata ha comunque prodotto, con ottimi risultati.

Credo profondamente che il futuro stia nel tornare indietro e distaccarsi da tutto ciò che il “mercato” ci impone, per produrre in sistemi perfettamente integrati con la natura, utilizzando e non distruggendo ciò che questa ci fornisce e rispettando l’equilibrio che già esiste

Live&Wine

L’emozione del vino a suon di musica
Oltre alla passione per il vino, sin da ragazzino, mi diletto a suonare la chitarra e ultimamente anche nel canto. Girando locali ed esibendomi in concerti live, è nato un altro progetto che ho denominato “Live&Wine”. Partendo dall’idea che il vino è emozione ho deciso di abbinare alle degustazioni la musica, ampliando le sfumature sensoriali che possono essere vissute da chi volesse sposarle in una di queste serate.


Davide Fabbri

Nato a Bologna nel 1981, si è diplomato all’Istituto Tecnico Agrario di Ravenna, dove vive, per poi proseguire gli studi nella Facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche nel corso di laurea in Scienze Ambientali. Ha conseguito il diploma di sommelier Ais nel 2012 e successivamente il master di servizio, rendendosi sommelier indipendente per scelta etica negli anni avvenire. Studioso, appassionato di permacultura ed ecologia ha come progetto futuro la creazione di una agriforesta come modello per l’autoproduzione e il sostentamento in sinergia con l’ambiente che ci circonda sposando la linea della decrescita felice e del bene comune.
Per contattarlo: davide.fabbri16@gmail.com – Cell: 3355689376

 

 

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.