La Salute di Dio, dell’uomo e della Natura

La Salute di Dio, dell’uomo e della Natura

 

La Salute dell’uomo inizia quando comprende che non c’è separazione fra lui e la Natura che gli dà nutrimento


Il Dio che incontrai faccia a faccia era il verde degli alberi,

bagnato di rugiada e scintillante nella luce del sole.

Potei sentire la voce di Dio nel canto degli uccellini all’alba.

Non vidi un Dio fuori dal verde degli alberi,

e nemmeno percepii lo spirito o l’anima della vegetazione nascosto dagli alberi.

Dio era, di fatto, le montagne e i fiumi, l’erba e gli alberi.

Gli uccelli erano Dio.

Quando guardai la natura con la mente vuota,

potei sentire che il mondo naturale davanti a me era la vera forma di Dio.

Quando guardai con mente vuota tutta la natura era Dio.

Masanobu Fukuoka


Nella società moderna occidentale siamo abituati a vedere Dio, l’Uomo e la Natura come qualcosa di separato.

Dio è un essere, a immagine e somiglianza dell’uomo, che nascosto fra le nuvole, osserva tutto quello che facciamo valutando se è giusto o sbagliato e decretando di conseguenza il paradiso e l’inferno oltre morte.

La Natura, invece, subordinata agli esseri umani, nella migliore delle ipotesi è trasformata in un idolo da venerare o fatta oggetto di protezione naturale per il beneficio dell’Uomo e per il suo apprezzamento “artistico”.

Contro la violenza umana Dio è inerme e non oppone resistenza. Approfittandosi di questo, l’Uomo usa e uccide la Natura con la massima facilità e indifferenza.

Ma dopo aver distrutto la Natura, su cosa faremo affidamento per continuare a esistere?

Come scrive l’antropologo Gregory Bateson, «un organismo che distrugge il proprio ambiente distrugge se stesso».

L’Uomo sta insudiciando il proprio nido, il che è segno sicuro di follia o di malattia quando viene osservato in altre specie animali. Biologicamente parlando oggi appariamo come un cancro per l’organismo Terra. Delle cellule impazzite che stanno intaccando l’organismo stesso che le tiene in vita, proliferando e distruggendo senza limiti ciò che le circonda. E così il macrocosmo si riflette nel microcosmo, portando milioni di persone ad affrontare chemioterapie e radioterapie, nella convinzione di combattere un male di cui non comprendono l’origine. È logico che per ottenere equilibrio nel sistema più grande bisogna che ci sia equilibrio all’interno di ogni sistema minore.

Curiamo noi stessi per curare il mondo intero

Curare noi stessi dovrebbe essere la prima strada per curare il pianeta. Curare noi stessi e il pianeta è imprescindibile dal prendere coscienza che Dio, l’Uomo e la Natura sono la stessa cosa.

Sulla Terra ci sono insetti, virus, batteri… Ma nessun danno proviene da loro. L’origine di ogni malattia comincia quando l’uomo si separa dalla Natura. Le malattie sono fatte per riportarci a uno stato di equilibrio naturale, siano esse malattie dell’uomo, degli animali o delle piante.

Nella medicina occidentale moderna, non curanti dell’equilibrio generale del corpo e della mente, viene analizzata ogni singola parte del paziente per determinare eventuali zone anomale. Una volta individuata la zona malata si comincia il trattamento localizzato dei sintomi. Si ottiene così una finta guarigione, ossia viene eliminato il sintomo ma la persona non ritorna in salute per lungo tempo perché non si è risolta la causa. Nella maggior parte dei casi neanche si indaga per conoscere la causa, quasi a pensare che il nostro organismo, così perfetto, abbia fatto un errore.

L’equilibrio precario dell’uomo e della natura in cui vive

Lo stesso approccio avviene anche per le coltivazioni. In Italia fino a 200 anni fa si diceva che uno scoiattolo avrebbe potuto muoversi dalla Calabria alla Valle D’Aosta senza mai scendere dagli alberi. L’equilibrio naturale dell’Italia è il bosco ed effettivamente, se non ci fosse l’uomo, tutta l’Italia sarebbe ricoperta da alberi che non avrebbero bisogno di concimi, di pesticidi o altro apporto esterno perché si autoregolerebbero e prospererebbero mantenendosi in equilibrio.

Nel momento in cui tagliamo il bosco e facciamo una monocultura intensiva la natura si muoverà per riportare il bosco tramite i suoi mezzi fino a che l’ecosistema non tornerà all’equilibrio.

La ricerca dell’equilibrio naturale normalmente viene vista come un patogeno che va contrastato violentemente piuttosto che trovare la strada per coltivare in armonia con l’ecosistema. Si perpetua quindi il modello uomo contro natura.

Dove stiamo andando?

Grazie alla scienza e alla chimica oggi presumiamo di fare meglio di Dio, sia per l’uomo che per la natura. Ma come possiamo decantare il progresso della medicina quando il numero dei malati aumenta? Come possiamo definire progresso in medicina ciò che si pone l’obiettivo di prolungare la vita il più possibile senza tener conto del peggioramento* della qualità della stessa, della sofferenza e dei costi ambientali?

Come possiamo definire il progresso dell’agricoltura se i terreni sono sempre più poveri, le malattie delle piante sempre più numerose e i prodotti della terra sempre meno nutritivi?

Il progresso ci sta portando verso una crisi economica, ambientale, alimentare e ovviamente umanitaria.

È evidente che l’uomo nonostante disponga oggi di tanta conoscenza sia un animale molto stupido che sta utilizzando il proprio sapere per distruggere se stesso, come nessun altro animale o vegetale fa sulla Terra.


«C’è una, e solo una soluzione, e non abbiamo quasi più tempo per provarla.

Dobbiamo spostare tutte le nostre ricerche per riparare

il mondo naturale ed educare tutti i giovani a ricrearlo.

Loro lo vogliono; dobbiamo dare loro l’ultima chance di creare foreste, suolo fertile,

acqua pulita, energia pulita, comunità sicure, terreni stabili,

e dargli l’esperienza pratica per farlo».

Bill Mollison (1928-2016)


 

Leggi anche La fattoria dell’autosufficienza: perchè?

Nell’articolo “La fattoria dell’autosufficienza: perché?, apparso su Vivi Consapevole in Romagna n. 0 (pp. 44-45) si valuta l’aspettativa di vita sana che, a partire dal 2004 in Italia è diminuita di 7-10 anni (dati Eurostat: http://ec.europa.eu/health/indicators/healthy_life_years/index_it.htm).

 

Scritto da Francesco Angelo Rosso

Chi è Angelo Francesco Rosso?

Nato in casa nel 1985, ha sempre vissuto in mezzo ai libri e alla natura, e ha potuto apprezzare per tutta la sua vita modelli di comportamento e di formazione completamente diversi da quello che si può definire uno stile di vita “normale”.

Fin dalla nascita ha seguìto un’alimentazione sana e naturale, ha utilizzato terapie dolci senza farmaci e vaccini, e senza dogmi religiosi.

È amministratore delegato e coordinatore dell’azienda Macrolibrarsi, direttore generale di Gruppo Editoriale Macro, ideatore e proprietario de La fattoria dell’Autosufficienza. Promuove l’informazione indipendente e le pratiche ecologiche di autosufficienza e permacultura attraverso le riviste Vivi Consapevole e Vivi Consapevole in Romagna, distribuite gratuitamente su tutto il territorio Nazionale anche on line.

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