L’amore è più forte della paura

L’amore è più forte della paura

Posso amarmi, puoi amarti, possiamo amarci, così come siamo e nessuno può impedircelo (neanche la peggiore delle pandemie e delle dittature)

Ho scelto di vivere in quest’epoca e, come gran parte di chi conosco, ho tutto ciò di cui ho bisogno e molto di più. La natura intorno a me è lo specchio di un mondo pieno di ogni ben di dio, un paradiso di abbondanza e prosperità, ricco di immensa vitalità e infinita varietà. Eppure scelgo di vivere con l’attitudine della scarsità.
Ho avuto e ho tuttora la piena possibilità di vivere infinite esperienze, una più interessante e bella dell’altra, e invece tendo a ripetere sempre le stesse cose, gli stessi pensieri, le stesse lamentele.
Ho potuto comprendere che tutto ciò che vivo è il risultato della mia intenzione, consapevole e inconsapevole, ma insisto a pensare che la mia vita dipende dagli altri, da ciò che è fuori di me, come se fossi ancora un neonato che dipende per la sopravvivenza e la sicurezza dai suoi genitori.

La società di cui faccio parte è il risultato delle mie intenzioni e dei pensieri miei e di chi mi vive accanto, eppure continuo a credere che sono altri che prendono le decisioni che mi riguardano.

Il risultato dei nostri pensieri

Le peggiori dittature potrebbero essere il risultato dei pensieri, dei desideri e delle intenzioni dei popoli che le subiscono? Le pandemie a livello sociale forse equivalgono alle malattie a livello personale?
Possiamo combattere le pandemie, così come facciamo con le malattie, come se fossero semplicemente causate da nemici esterni, virus o batteri cattivi, oppure possiamo riconoscerle come crisi necessarie, prodotte da quegli stessi virus e batteri che ogni attimo della nostra vita permettono il perfetto funzionamento del nostro straordinario organismo, e che tramite la malattia ci vogliono aiutare a superare un ostacolo che sta bloccando la nostra evoluzione.

Questa pandemia mi impedisce di amarmi e cioè di esprimere pienamente ciò che sono e voglio essere o diventare? Oppure è una straordinaria opportunità che l’universo mi offre per trovare nuove spinte e stimoli verso la piena realizzazione di ciò che sono?

E se cambiassimo prospettiva e iniziassimo a pensarla diversamente? In questo caso, la separazione obbligata dagli altri e dalla natura potrebbe aiutarmi a riconoscere che così come sono ho già tutto ciò di cui ho bisogno per realizzarmi. E i divieti diventerebbero occasioni per darmi nuova consapevolezza e rivolgermi all’altro e al mondo esterno con gioioso rispetto e amore per le loro caratteristiche così speciali e uniche.

Paura o opportunità?

Che attitudine voglio sviluppare verso il mondo e verso gli altri? Scelgo di vivere con la perenne paura che l’altro è un pericoloso veicolo di batteri e virus cattivi, oppure preferisco vedere in tutto ciò le occasioni e le opportunità che l’universo mi offre per arricchire la mia vita e le mie esperienze. Scelgo di separarmi dagli altri perché sono “brutti e cattivi”, oppure scelgo di amarli così come sono?
Decido di giudicarmi, di essere pieno di paure, ansie e preoccupazioni oppure stabilisco di sperimentare la vita a pieni polmoni senza nascondermi ma esprimendo al meglio le mie caratteristiche?

E se abbracciassimo percorsi che realizzano le nostre qualità e talenti, in armonia con l’ambiente naturale e chi ci vive accanto, in maniera consapevole e responsabile, gioiosa e felice, seguendo i messaggi di amore e di rispetto reciproco dei migliori insegnanti e filosofi, consci che nulla, nella vita, accade contro la nostra volontà personale e che i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni hanno un’influenza enorme, come cambierebbe il mondo? Come cambieremmo noi?

Il superamento della visione individualista e predatrice è indispensabile se vogliamo evolvere

Sostituiamola con una nuova concezione della vita: un’esistenza dove superare paure e limiti personali, rispettando chi ci è accanto, con amore e amicizia. Una scelta olistica e coerente, capace di cambiare il futuro. Sì, perché sono la mia famiglia e i miei antenati, insieme alla famiglia e agli antenati dei miei parenti, amici, compagni di scuola, colleghi di lavoro che hanno costruito il mondo che ho trovato e in cui vivo, o che hanno permesso che venisse costruito così com’è. E noi saremo gli antenati dei figli del futuro, e oggi, adesso, possiamo decidere di lasciargli un mondo migliore di quello che abbiamo ricevuto.

Possiamo essere il grandioso esempio di persone che vivono, ideano e costruiscono ogni giorno la vita straordinaria che vogliono per se stessi e per il futuro dell’umanità.

Una fine disumana per i nostri anziani

Che terribile destino morire isolati in ospedale, separati dalle persone che amiamo di più…
La vita su questo pianeta può essere un dono straordinario, in particolare per noi umani, dall’inizio alla fine. Ad esempio, il momento del concepimento può essere un attimo meraviglioso di unione tra due corpi e due anime per accoglierne una terza nella propria vita. Accarezzarci, abbracciarci, stringerci e baciarci sono azioni che rendono viva, felice e sorridente ogni nostra cellula.

Guardare negli occhi e tenere per mano la persona che amiamo sussurrando parole dolci e amorevoli è una delle cose più belle che la vita ci possa donare.

Eppure stiamo accettando che i nostri genitori, i nostri zii e nonni, i nostri anziani siano allontanati dalle famiglie come se fossero dei pericolosi appestati, per essere portati in ospedale, spesso mal nutriti e, di frequente, anche mal accuditi da estranei, come purtroppo hanno riportato le recenti cronache. Un destino terribile da non augurare al nostro peggior nemico. Ho sentito diversi racconti e testimonianze riguardanti tanti anziani che hanno vissuto questi giorni in forzata prigionia. Separati e isolati dai propri familiari o allontanati in maniera spesso ingiustificata dalle proprie abitudini, le loro condizioni sono peggiorate in breve tempo e si sono lasciati morire perché non hanno sopportato questa terribile esperienza.

Fai tutto il possibile per evitare di vivere e far vivere questa esperienza a chi ti è caro.

Se il ricovero ospedaliero viene valutato come assolutamente indispensabile, organizzati meglio che puoi per rendere il ricovero più breve e sicuro possibile.
E ricorda sempre di abbracciare e tenere vicino a te chi ami, senza paure.


Giorgio Gustavo Rosso
Editore e fondatore del Gruppo Editoriale Macro nel 1987, vive felicemente in Romagna da trent’anni. È l’ideatore del Giardino dei Libri e di Macrolibrarsi, che in questi decenni hanno diffuso milioni di libri rivolti a sviluppare maggior benessere e conoscenze. Si rende disponibile ed è molto lieto di dialogare con i lettori di Vivi Consapevole in Romagna.

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