L’amore per il pane

L’amore per il pane

L’incontro nazionale tra contadini e fornai

Solo a ripensarci mi si riempie il cuore di gioia! Ho avuto il piacere di partecipare lo scorso anno all’incontro fra contadini e fornai, organizzato da Bernardetta Masini. È avvenuto in un posto incantevole, a pochi chilometri Forlì, fino a quel momento a me sconosciuto, “Villa Masini”.

Per capire la sua bellezza, bisogna passare per il suo viale d’ingresso, contornato da alberi giganteschi e cedri secolari che sorgono in un grande prato: qui gironzolano in libertà cavalli e la cosa migliore è assaporare gli odori, i colori e soprattutto l’energia del posto, che a me è risultata magica.

Spesso si dice che il posto in cui stai è lo specchio di chi sei nel profondo.

Conoscendo Bernardetta da qualche anno, credo che nel suo caso sia davvero così.

«Io faccio il pane che sono», come dice in alcune conferenze il maestro Nicolas Supiot che ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere proprio durante l’incontro a Villa Masini. Nicolas Supiot è considerato, da molti, il maggior esperto di panificazione di farine prodotte da grani “antichi”.

Per me, l’incontro con lui, è paragonabile a quello di una persona appassionata di corse di moto che si trova a incontrare Valentino Rossi.

L’incontro a Villa Masini

Tanti sono stati gli spunti, i progetti, le idee e gli argomenti trattati durante i tre giorni di incontro. Riporto qualcuno dei concetti che Nicolas condivide durante alcuni suoi interventi:

«Il grano è il fondamento della civiltà, delle tradizioni e delle religioni. In principio c’era la roccia madre (la silice) che possedeva la “pasta madre”, cioè gli archeobatteri che insieme ai vegetali contribuirono alla creazione del suolo. Lo vediamo anche nella microbiologia del suolo che si riflette sulla qualità microbiologica della pianta coltivata. Perciò prima di lavorare sui semi o sulla pianta bisognerebbe rispettare le qualità del suolo e la sua complessità. Al giorno d’oggi la cosa più importante è come non disturbarla, e in un secondo momento come dinamizzarla ed esaltarla.

La parte più importante e nutriente del chicco di grano per l’essere umano è il germe, anche il pericarpo ha un ruolo molto importante, sia per la germinazione che per la nutrizione perché al suo interno troviamo terpeni, flavonoidi e molte altre sostanze importanti. Nel momento della germinazione il pericarpo è ben idratato e inizia una fermentazione che invia al suolo delle informazioni: sono soprattutto flavonoidi. Uno di questi è la luteolina. Se il suolo è in buona salute, attira batteri simbiotici del grano, che accompagnano la germinazione per la crescita e la vita. Se invece il suolo è stato squilibrato dalle pratiche agricole oppure se il pericarpo del chicco è malato o non sufficientemente vitale, questo processo non avviene correttamente e altri batteri patogeni invaderanno il chicco. Questo è il momento in cui la carie invade il grano. Se la malattia invade il grano, vuol dire che quella relazione non avviene correttamente e una pianta che ha queste relazioni interrotte, è una pianta chiusa, schermata dal metallo. Non si ha quindi più un alimento vivo con tutte le qualità positive (o meglio dico io non si avrà un grano nel suo stato ottimale, ma si rischia di avere un raccolto malato o meno ricco di sostanze nutrienti).

Se la malattia invade il grano, vuol dire che quella relazione non avviene correttamente. Non si ha quindi più un alimento vivo con tutte le qualità positive

Per questo è fondamentale tornare verso la comprensione e il rispetto della vita del suolo e verso una coevoluzione delle sementi, in un contesto sano, ripartendo da piante che abbiano ancora quella capacità di andare a cercare il nutrimento nel suolo».

Oltre alle discussioni e allo scambio di informazioni, durante il corso dell’anno passato si è anche fatto il Pane, e non un pane qualunque, ma il pane fatto alla maniera dei fornai contadini, con pasta madre che Nicolas portava in piccola dose secca all’interno del suo portafoglio dalla Francia, e riattivata il primo giorno con acqua e farina. È stato uno dei miei momenti preferiti: ora anche noi quando chiudiamo per ferie facciamo seccare la nostra pasta madre e la riattiviamo due giorni prima di riprendere la panificazione. Il pane impastato a mano nella madia di legno con diversi tipi di farine di grani antichi fra cui anche il “miscuglio Ceccarelli” viene poi cotto in un vecchio forno a legna.

È stata una Poesia vedere ognuno dei partecipanti con le mani in pasta, all’aperto in mezzo ai campi, cercare di prendere più informazioni possibili da Nicolas (che dinamizza l’acqua utilizzata per il pane in una fiasca da vino e mentre lo fa pronuncia una sorta di preghiera o ringraziamento). Aggiungi farina, poi un po’ d’acqua, ancora un po’ di farina: è troppo morbido? Com’è l’impasto? Troppo duro? No così va bene! E il forno? Ci stavamo per dimenticare di accendere il forno! Niente paura, interviene mio padre che con i suoi anni di esperienza sull’accensione di forni a legna, ha dato il suo prezioso contributo. E torna la calma e si attende la lievitazione. Il risultato? Fantastico. Tantissime pagnotte tonde, profumate, buonissime e soprattutto genuine. Inutile dire che è stata la parte dell’incontro che mi è piaciuta.

Dal contadino al fornaio

Ho conosciuto tante belle persone che stimo, e che hanno una caratteristica fondamentale in comune: tutti quanti hanno una grandissima passione per quello che fanno. Un incontro costruttivo, fra agricoltori (di grani antichi e/o ortaggi), panificatori, mugnai, ricercatori, professori universitari, tutti con la passione nel cuore. Il desiderio era quello di condividere informazioni per la crescita reciproca, per trovare assieme soluzioni e ideare progetti che vanno verso il bene della comunità e non solo per fama, successo, interessi politici o economici. Questo è l’aspetto maggiormente degno di nota: al giorno d’oggi, trovare persone che si riuniscono “semplicemente” per questo è una cosa che mi riempie e mi dà la forza di sperare in un futuro migliore, più sostenibile e a misura d’uomo.

Dall’incontro fra tutte queste figure, nascono collaborazioni, nuovi progetti, nuove idee, nuove speranze e anche qualche esperimento, infatti abbiamo cercato di dare il via ad una nuova miscela di farine da grani antichi, dalle provenienze più inaspettate perché ognuno di noi era libero di portare semi di qualsiasi tipo purché non modificati, questa miscela di grani è poi stata seminata e da poco trebbiata a mano, chiaramente si parla di poca quantità, ma credo che ne verrà una farina speciale.

Quando ho saputo che l’evento si sarebbe svolto anche quest’anno, sono stato entusiasta e con grande spontaneità ho deciso di collaborare alla sua realizzazione: per questo mi trovo a scrivere questo articolo. Quest’anno l’evento è ulteriormente “lievitato” (a proposito di pane) e arricchito.

Infatti domenica 1° ottobre si allestirà un piccolo mercatino dove sarà possibile acquistare il pane prodotto durante l’evento e altri prodotti locali. Non mancate!


EVENTO

Come nutrire il terreno e come radicarsi nel territorio

(III edizione)

 

Si terrà a Villa Masini il 28-29-30 settembre.

Parteciperanno:

  • Salvatore Ceccarelli: genetista di fama mondiale, da 30 anni lavora con gli agricoltori per promuovere l’uso della biodiversità in molti Paesi (Africa, Asia e recentemente in Europa), specialista in miglioramento genetico, parlerà di agricoltura, cibo, salute con un focus sui “Semi del Futuro”.
  • Nicolas Supiot: contadino fornaio francese, parlerà della sua azienda Les Jardins de Siloè, dove coltiva grani antichi e panifica. Condividerà con noi i documenti dell’incontro avvenuto sulla stessa tematica in Francia.
  • Stefano Benedettelli: professore associato all’università di Agraria a Firenze, pioniere della sperimentazione e ricerca degli effetti/benefici che il consumo e la produzione di cereali hanno sulla salute dell’uomo e sul territorio in cui viviamo.
  • Claudio Pozzi: rappresentante della Rete Semi Rurali italiana, si occupa di preservare e rafforzare la consapevolezza che la biodiversità agricola va conservata, valorizzata e sviluppata nelle campagne di tutto il mondo e dagli agricoltori prima di tutto.
  • Parleranno dell’importanza del radicamento sul territorio tra i contadini, Lucilla Satanassi e Hubert Bosch dell’azienda Remedia, erboristi e ricercatori nelle pratiche vibrazionali in agricoltura, approfondiranno il tema dello Spirito degli Alberi.
  • Giovanni Dinelli: docente ordinario dell’università di Bologna, direttore del corso di agricoltura biologica e creatore del progetto Virgo (da cui è nata la miscela dei cinque grani), parlerà di cosa significa coltivare la salute.
  • Francesca Gatti: euritmista affermata, curerà l’euritmia giornalmente con il gruppo dei partecipanti.

Durante il corso si svolgerà in contemporanea L’amore per il pane, l’incontro nazionale fra contadini e fornai italiani, che panificheranno tutti insieme nella giornata di sabato: i partecipanti al corso potranno assistere ed essere coinvolti.

Domenica si finirà con una grande festa celebrativa, un concerto di musica popolare dell’Orchestrona di Forlimpopoli, che accompagnerà la vendita dei pani prodotti dai contadini-fornai con le farine e la pasta madre di ciascuno.

Chiediamo a tutti coloro che fanno mercati e che potrebbero aiutarci a vendere il pane prodotto, di contattare Bernardetta.

Tutti coloro che vogliono avere maggiori informazioni sui costi e info sulle prenotazioni, possono chiamare Bernardetta al 3388161694 o scrivere a detta.masini@gmail.com

Conosci l’Orchestrona di Forlimpopoli?

L’Orchestrona della Scuola di Musica Popolare è un progetto che nasce circa 20 anni fa, dall’idea di Davide Castiglia, oggi direttore del gruppo, che ha voluto realizzare una formazione assolutamente atipica, una commistione ben riuscita tra una banda e un’orchestra.

Una formazione che vede, fianco a fianco, allievi e musicisti già esperti, capace di coinvolgere e accompagnare il pubblico, grazie a melodie popolari di Italia, Francia, Germania, Irlanda, capaci di raccontare la eterogenea ricchezza e la trascinante bellezza delle musiche di tradizione.

A partire dal 2009, l’Orchestrona presenta un concerto dedicato alle musiche tradizionali da ballo e non solo, e ancora oggi può essere considerata un ensemble unico nel suo genere, una straordinaria macchina da ballo folk.

Oltre 20 elementi, tra cui organetti, fisarmoniche, violini, violoncelli, cornamuse, flauti, chitarre, arpe, contrabbassi e percussioni, tutti insieme appassionatamente per offrire ai ballerini popolari un repertorio di danze che smuovono i piedi e il cuore!

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.