Le parole giuste per i tuoi bambini

Le parole giuste per i tuoi bambini

Occorre prestare attenzione a ciò che, come adulti, con parole e azioni insegniamo loro

Arianna Monaldi

I bambini sono come i marinai: dovunque si posano i loro occhi, è l’immenso

Christian BoBin

Nella mia esperienza personale e lavorativa entro in contatto con bambini e adulti che portano nel cuore e nella mente i segni profondi delle credenze e dei retaggi delle loro famiglie. Infatti non solo i genitori ma anche i nonni spesso hanno un notevole impatto nella vita dei più piccoli. Iniziare a riflettere su quanto le credenze degli altri
ci condizionino
è un passo fondamentale per iniziare a cambiare.
Se noi adulti iniziamo a osservare attentamente le nostre credenze ci accorgiamo che la maggior parte di esse ci è stata trasmessa da qualcuno di cui ci fidavano e più grande di noi. Le credenze sono infatti pensieri che non corrispondono necessariamente alla realtà, tuttavia noi scegliamo, consapevolmente o meno, di dar loro credito e farle diventare la nostra realtà. Ci ritroviamo così a vivere una vita limitata, a precluderci possibilità, incontri, occasioni, per le paure di qualcun altro. Assurdo vero?
Eppure succede quotidianamente. Nessuno ne ha colpa, infatti i nostri genitori e nonni hanno sicuramente fatto il meglio secondo le loro possibilità e la consapevolezza che possedevano. Ora che gli adulti siamo noi abbiamo però, fortunatamente, un sacco di strumenti in più rispetto alle generazioni passate, per rapportarci con i bambini in un
modo nuovo
. Ai genitori che vengono da me faccio sempre notare come i bambini siano un fantastico e straordinario mezzo per guardarci dentro, curare le nostre ferite, guarirle, cambiare e migliorare ogni giorno. Chi infatti non desidera il meglio per i propri fgli? È importante tuttavia analizzare che all’interno di ciò che crediamo essere “il meglio” non vi siano nascoste nostre paure e credenze che appartengono a generazioni passate, che non servono più.
C’è infatti un bagaglio di amore e tradizioni che è bene vengano trasmesse ai più piccoli e c’è poi un enorme carico depotenziante e disfunzionale che non ha più ragione di esistere. Ti faccio un esempio: nella nostra tradizione per generazioni il fglio di un medico diventava solitamente medico e il fglio di un contadino era destinato a fare il lavoro del padre. Magari starai pensando che questa sia una credenza antica e sepolta. Tuttavia ancora oggi il lavoro dei genitori rappresenta per molti figli un bagaglio pesante dal quale è difcile separarsi. Lavorando anche con gli adolescenti e giovani adulti mi sento spesso raccontare di come si scelga una scuola o un lavoro per far felici i propri genitori.

Dietro ad ogni adulto di successo c’è stato qualcuno che ha creduto in lui

Il risultato è un’insoddisfazione perenne e crescente che con il tempo sfocia in disagi e malesseri. Come può un ragazzo che ad esempio sogna di viaggiare e conoscere il mondo vivere facendo un lavoro statico e prestabilito? Può sopravvivere, tuttavia non si sentirà vivo e finir prima o poi per sentirsi sopraffatto.
Essere genitori è un mestiere difficile tuttavia sei perfettamente in grado di farlo e i tuoi figli credono in te molto più di quanto tu stesso creda. Per loro
sei un modello, un esempio, la tua voce ha un suono diverso da quella di chiunque altro, un tuo sguardo signifca per lui moltissimo, può portarlo al settimo cielo o ferirlo. Per questo occorre prestare attenzione a ciò che, come adulti, con parole ed azioni insegniamo loro.


Quali parole usare con i bambini?


Il “non” ad esempio è una parola che i bambini faticano a comprendere. Anche per noi adulti è lo stesso.
L’inconscio infatti non legge il “non”. I bambini della frase “non alzare le mani” comprendono e registrano “alzare le mani” e quindi di conseguenza lo fanno. È molto più utile dire loro “mani a posto!” invece di dire “non si urla” meglio dire “parliamo piano!” Inizia a togliere i “non” e osserva come
l’approccio con i tuoi figli cambia. In generale è utile spiegare ai bambini il perché vogliamo facciano una determinata cosa.

Infatti tu faresti qualcosa senza sapere il perché? Saresti disposto a partecipare a una noiosa riunione di ufficio se non ne capissi l’utilità? Immagino di no. Per i bambini è lo stesso. Dire loro “metti via i giochi” di
solito non funziona. Prova a dire loro: “Mettiamo i giochi a dormire perché è tardi e sono stanchi, vogliono
riposare!”. E mostragli tu come metterli a dormire.
Parla ai tuoi figli guardandoli sempre negli occhi e facendo loro sentire la tua vicinanza. Sono piccoli esempi di comunicazione efficace.

Come crescere bambini felici con una sana autostima?


Separando la loro persona dal loro comportamento. Dire a tuo fglio “hai fatto il maleducato” fa molti meno danni di “sei un maleducato”. Puoi iniziare sostituendo “essere” con “fare”. Con un po’ di allenamento è semplicissimo.
Fa una differenza enorme ed è alla base di una sana autostima. È bene infatti che i bambini si sentano amati
indipendentemente da ciò che fanno. Inoltre
evita il ricatto d’amore. Che cosa significa? Il famoso “ti amo se…”, “Ti voglio bene se…”. Ad esempio “la mamma ti vuole bene se abbracci tua sorella”, “papà ti vuole bene se prendi bei voti a scuola” “fai il bravo se no non ti voglio più bene!”. La persona in sé, spogliata dei suoi comportamenti non è sbagliata. I tuoi fgli non sono mai sbagliati, possono avere comportamenti sbagliati.

I bambini ci rendono migliori e per rendere loro il favore la cosa migliore da fare è amarli incondizionatamente e credere in loro.

Ogni persona merita amore semplicemente perché esiste, indipendentemente dalle sue azioni e comportamenti


Arianna Monaldi
Life Coach, è una degli unici 33 Coach italiani del metodo “HealYour Life®”, Coach TUAV®, Coach SSNOW®, Master Practitioner PNL e Neurosemantica. Conduce sessioni individuali a Rimini o via Skype e corsi di gruppo.
Per contatta
rla: info@ariannamonaldi.it o 338-6810945. www.ariannamonaldi.it

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