Le porte del rifugio Trappisa di Sotto sono di nuovo aperte

Le porte del rifugio Trappisa di Sotto sono di nuovo aperte

Immerso nei boschi di Bagno di Romagna, è il luogo perfetto per escursionisti, ciclisti e amanti della Natura

Intervista a Lamberto Bignami a cura della Redazione

Abbiamo conosciuto questo splendido gruppo di ragazzi di Bagno di Romagna e ne siamo subito rimasti colpiti. Nei loro occhi e nelle loro parole abbiamo trovato la voglia di fare esplosiva che contraddistingue i romagnoli, unita a una grande passione per la natura, un connubio perfetto per la splendida avventura che hanno scelto di vivere: trasformare la casa ormai abbandonata di Trappisa di Sotto, sita in quella che fu l’antica parrocchia di Strabatenza, in un rifugio polifunzionale per escursionisti, ciclisti, amanti della natura e chiunque voglia staccare dal turbinio della vita moderna e desideri ritornare alla natura.

Un’avventura “da copiare”, da replicare negli altri angoli ormai abbandonati di Romagna, ma non solo, da esportare ovunque ci sia bisogno di salvare il territorio.

Sì, perché salvare un luogo dall’abbandono e dal degrado, significa salvarne la storia, la tradizione, i ricordi, la bellezza.

Ciao Lamberto, partiamo subito dalla domanda più importante: perché avete deciso di prendere in mano le redini del rifugio?

L’idea si è accesa quando il rifugio Trappisa di Sotto ha chiuso i battenti ed era inesorabilmente destinato all’oblio. Una casa alla quale io e gli amici di trekking eravamo legati, come anche altri rifugi del Parco delle Foreste Casentinesi, poiché da molti anni solchiamo sentieri sperduti in mezzo alla natura fermandoci spesso a dormire in queste strutture. Quindi appena abbiamo saputo che sarebbe partito un bando pubblico di affidamento abbiamo creato un’associazione. Serviva un nome, l’abbiamo chiamata “Associazione Dos Dias”, nome che deriva dalle due giorni di trekking che un amico di origine argentina chiamava appunto “dos dias”. Serviva una squadra e il risultato è stato otto ragazzi provenienti dal Comune di Bagno di Romagna, di cui ciascuno, in base al proprio tempo e alle proprie capacità, si è adoperato prestandosi per la causa comune… E oggi, finalmente, il sogno si è realizzato e il rifugio è pronto.
Tutti noi dell’associazione, ma anche i nostri amici di trekking, siamo molto legati alla natura che ci circonda: fin da piccoli i genitori, gli zii, i nonni, ci hanno fatto conoscere queste remote plaghe appenniniche, incassate alla radice dell’Alpe, trasmettendoci quel senso identitario di appartenenza dal quale sgorgano naturali l’interesse ed il rispetto per il proprio territorio.
Spinti dall’amore per le proprie zone e dalla voglia di preservare la magnifica casa di Trappisa, il bando è stato vinto, e nel giugno 2020 ha finalmente riaperto il Rifugio Trappisa di Sotto.

Raccontami un po’ del Rifugio Trappisa di Sotto. Come è strutturato, quante camere, quanti posti letto? Dove si trova di preciso? So che è una struttura molto antica: ti va di parlarmi della sua storia?

Oggi il rifugio conta 21 posti letto, quattro bagni con docce, una cucina attrezzata, 2 camini, un forno a legna completamente restaurato, acqua di sorgente, una sala conferenze/aula didattica, una rimessa biciclette e un bivacco di emergenza sempre aperto. È situato in quel di Strabatenza, un tempo popolosa parrocchia del Comune di Bagno di Romagna, ora disabitata. Si trova ai confini del “Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi”, in un’ampia poggiata che declina nel Bidente di Pietrapazza. Il rifugio è raggiungibile in auto: proseguendo in macchina dopo appena 10 minuti superato l’abitato di Poggio Alla Lastra (Comune di Bagno di Romagna) avendo l’accortezza di svoltare a destra all’unico bivio che incontrerete in località Ponte del Faggio. Sul nostro sito www.trappisa.it alla sezione contatti è presente una mappa interattiva dove localizzarci e le coordinate GPS.

La casa è molto antica e la parrocchia di cui fa parte San Donato a Strabatenza è ricordata fin dal XIV secolo. Nel sito abbiamo inserito i nomi di varie famiglie che sono documentate come abitanti della casa sin dal 1630. Gente che viveva di sacrifici e di rinunce, in balia di una natura spesso parca di doni, ma dalla quale i villici sapevano trarre quanto loro abbisognava ed alla quale erano gelosamente attaccati ed avvinghiati, in una sorta di “ideale dell’ostrica” di verghiana memoria. Inoltre abbiamo inserito una storia di Resistenza in cui si narra che durante la seconda guerra mondiale proprio in questa casa un generale inglese fu ospite per 90 giorni. L’episodio è commovente e dimostra grande dedizione da parte della popolazione: durante i rastrellamenti, mentre era nascosto in soffitta, arrivarono i tedeschi e i fascisti e la donna di casa fece piangere il bambino dandogli i pizzicotti per farlo urlare e distrarli, così non salirono e il generale non fu scoperto.

Abbiamo raccolto queste storie con lo scopo di far capire alla gente che il rifugio che li ospita non sono “quattro semplici mura”. Si tratta di pietre che possono vantare una storia secolare che invitiamo a conoscere per comprendere e poter così rispettare coscientemente.

Offrite diverse tipologie di servizio al rifugio, mi dai qualche dettaglio in più? Quali sono i gruppi che solitamente si fermano da voi? Come fare per prenotare?

Il rifugio è prenotabile tramite il sito www.trappisa.it e offre più opzioni: può essere affittato l’intero edificio, oppure la singola camera in modalità ostello, condividendo gli spazi comuni con gli altri ospiti. Vi è inoltre la possibilità di affittare la cucina per pranzi o merende e di prendere in gestione l’aula didattica per conferenze o altro. Il rifugio è adatto a chiunque ami la natura e voglia immergersi in essa, riscoprendone i benefici. Di notte si può osservare un cielo del tutto privo di inquinamento luminoso, di giorno silenzio e tranquillità accompagnano i sentieri che solcano i boschi che raggiungono i fiumi in cui ci si può refrigerare nelle calde giornate estive. Questi luoghi si possono percorrere a piedi, in mountain bike e in ebike.

Organizzate anche voi attività o incontri al rifugio?

Sì, il progetto è quello di organizzare saltuariamente attività, per esempio ad agosto abbiamo presentato il secondo volume della rivista «Alpe Appennina», una rivista che ospita storie e sezioni dedicate alle immagini fotografiche – storiche e recenti – del nostro Appennino. In autunno poi abbiamo in programma di organizzare trekking, conferenze naturalistiche, rappresentazioni teatrali della storia del luogo.

È vero che volete collaborare con le scuole? In che modo avevate pensato di coinvolgerle?

Certamente, siamo già stati contattati dalle scuole di Rimini che per anni hanno accompagnato gli studenti a Trappisa, per un progetto di sensibilizzazione verso la natura. L’idea è quella di far ripartire, appena possibile, queste uscite nel verde e di offrire il servizio a qualsiasi scuola voglia intraprendere un percorso del genere con i suoi studenti.

Un’ultima domanda: qual è il sogno nel cassetto per il futuro?

Il nostro sogno attualmente è di riuscire a mantenere in vita questo rifugio nel migliore dei modi. Tra qualche anno magari di riuscire a rifare il tetto di pietra che via via si degraderà.
Ma anche quello di sensibilizzare e trasmettere ai nostri ospiti, di oggi e futuri, lo stesso rispetto che la gente che abitava questa casa aveva per la terra dei propri avi

In fondo anche noi saremo gli avi di qualcuno un giorno.

Abbiamo intervistato Lamberto Bignami
Mi chiamo Lamberto Bignami, sono un fotografo e web designer. Abito a Riccione, ma nel cuore e nel sangue ho la terra di Bagno di Romagna, il trekking, la natura e attualmente il rifugio Trappisa di Sotto. Progetto siti internet da oltre 10 anni, ne ho realizzati per aziende di ogni settore, sia all’interno delle agenzie con cui ho collaborato sia dalla scrivania di casa. Scatto per passione e per mestiere, a volte senza distinguere le due cose. Nel progetto Trappisa mi occupo di comunicazione.
Nel gruppo, oltre alla guida naturalistica Aigae Davide Prati dei “Trekkabbestia”, sono presenti Daniele Spignoli, ingegnere edile, e Luca Ruscelli, che sono state le menti che hanno coinvolto tutti nel progetto e formato il gruppo. Andrea Pondini il nostro presidente, Lucio Beoni, Davide Dogana e Luca Giovannini che hanno saputo destreggiarsi su tutti i fronti lavorativi, dall’imbianchino all’ elettricista, dall’idraulico al muratore, dal falegname al fabbro.

Per maggiori informazioni: www.trappisa.itinfo@trappisa.it

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.