L’importanza di essere donna

L’importanza di essere donna

La donna deve avere il coraggio di conoscersi e apprezzarsi

Essere donna non è semplice!

Ogni donna lo sa… E ogni uomo lo sospetta.

Abbiamo intervistato Catia Massari, presidente dell’associazione Il Richiamo di Savignano sul Rubicone che, oltre ad essere una donna con la D maiuscola, vuole ricordare a tutti noi quanto è fondamentale il ruolo della figura femminile, sottolineando il perché va rispettato.

Il benessere fisico e soprattutto psicologico della persona in generale è, per la sua associazione e per tutti coloro che lavorano all’interno, la priorità assoluta.

Claudia coordina un gruppo di persone tutte con il medesimo scopo: diffondere e insegnare la pratica delle discipline olistiche bio e naturali.

Essere donna

Numerosi sono i programmi proposti dal centro olistico, tante le idee e le attività.

Chiediamo subito a Catia qual è il progetto a cui è più legata, tra tutti i percorsi che la sua associazione propone.

Catia non esita neppure un secondo e ci spiega che l’idea che sente più sua è il percorso tutto al femminile “Essere Donna”.

Ha investito energia e tempo in questo progetto e il suo sogno è diffonderlo, un giorno, anche nelle scuole, dove avviene la parte basilare della formazione di ognuno di noi.

Perché “Essere Donna” è importante

Catia ci racconta che fin da bambina ha sentito la necessità di approfondire la condizione dell’essere donna. Ci confida: «Le spiegazioni di mia madre non mi bastavano, le sentivo superflue, inappropriate e a volte addirittura ottuse. Ciò che studiavo nei libri di scuola era basato solo su storie di grandi uomini, dove la figura femminile era marginata al ruolo di santa oppure di donna dai facili costumi. Mi sembrava impossibile che le donne non avessero una reale importanza agli occhi della storia e del mondo. Ho deciso così di approfondire l’argomento. Grazie alla lettura, allo studio e attraverso la mia esperienza personale ho compreso che gli insegnamenti ricevuti erano di stampo prettamente patriarcale e non lasciavano il dovuto spazio alla donna».

Il rispetto per la donna

Le donne non sono mai state rispettate come dovrebbero.

Neanche le espressioni fisiche femminili sono considerate nel giusto modo.

Si pensi al ciclo mestruale, ad esempio, vissuto spesso come una tribolazione e un limite che, in alcune culture del mondo deve essere addirittura tenuto nascosto, perché reca vergogna. Anche l’interpretazione del parto, inteso prettamente come funzione sociale è da sempre sbagliata o la sessualità, legata a un solo uomo al quale donare la verginità o ancora l’autoerotismo, vissuto come qualcosa di sporco e peccaminoso, dove la bellezza della donna sessualmente attiva viene recepita come qualcosa di poco serio, di non puro.

L’idea del progetto “Essere Donna”

«Tutto è cominciato da me» continua Catia «dal mio bisogno di esprimermi liberamente e con gioia. Quando ho capito che è la Regina che fa il Re, sono giunta alla consapevolezza che il mio posto nel mondo non è sotto qualcun altro, ma al suo fianco e soprattutto al suo pari.

Ho un compagno con cui ho messo in pratica tutto quello che ho imparato, per me giusto e sacro, e i risultati mi hanno dato ragione. Quando ho iniziato a confrontarmi con le amiche ho intuito che i miei disagi iniziali erano comuni: anche loro soffrivano per la loro condizione di essere donna. È così che, dopo aver sentito storie di dolore e sottomissione ma anche tanta voglia di riscatto, l’idea del progetto “Essere Donna” ha iniziato a farsi spazio nella mia mente, fin tanto che ora è divenuta una vera e propria realtà di confronto, aiuto e cura che sono fiera di essere riuscita a creare».

Scopri di più sul progetto “Essere Donna“, contatta il centro Il Richiamo e chiedi di Catia Massari.


Intervista a Catia Massari, a cura di Valentina Balestri

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.