Lo yoga, quello vero, può mostrarci chi siamo veramente?

Lo yoga, quello vero, può mostrarci chi siamo veramente?

Yoga per l’anima: intervista a Uberto Bellini

A cura di Balestri Valentina

Non so se ognuno nasce con un destino già scritto di fronte a sé. So che ci sono persone che sentono dal profondo qual è la propria strada, la propria vocazione.

Lo so perché ne ho conosciute molte di persone così che, nonostante il fato, hanno deciso di prendere in mano le redini della propria vita. Si sono impegnate per costruire una via, la loro via, che poi le ha portate proprio dove volevano andare.

Ne ho incontrata un’altra di persona così, proprio poco tempo fa. Parlo di Uberto Bellini, ideatore del progetto Anga Yoga, che da oltre 30 anni si dedica a portare avanti la propria passione e il proprio amore per lo Yoga, impegnandosi a condividerlo, proprio come si fa con un consiglio giusto. Vivi Consapevole in Romagna, a sua volta, vuole aiutarlo in questo.  Lascio la parola a Uberto, così può spiegare qual è la sua storia e perché il progetto Anga Yoga è così importante per lui e per tutti noi.  

Lo Yoga, per scoprire chi sono

«Il progetto “Anga Yogaè il frutto di un seme inconscio che ha iniziato a germogliare nella mia prima infanzia. Indicatori di un karma remoto furono gli asana, che spontaneamente eseguivo nel salotto di casa nei pomeriggi delle estati soleggiate, quando incominciavo anche a percepire quelle prime espressioni luminose, ancora non catalogate come aure, e quando sperimentavo quel rilascio profondo del corpo, più tardi conosciuto come yoga-nidra.

Il mio percorso di crescita, vissuto lontano dal pensiero di globalizzazione attuale, creò al tempo una sorta di parentesi verso quel richiamo ancestrale, di cui i primi anni d’infanzia furono testimoni.

Terminati gli studi e prima di entrare nel contesto del lavoro, si ripresentò, sempre in maniera inaspettata, un’altra occasione di contatto con quel mondo, di cui da sempre avevo percepito il fascino. Accadde durante il servizio di leva, in un pomeriggio festivo. Quasi tutti erano andati in libera uscita, io non ne sentivo il desiderio perché la sera dovevo montare di guardia. Nel silenzio di una camerata attigua alla mia fui attratto dal ticchettio dei battiti delle bacchette da batteria sui dischi di metallo da training. Ovviamente come un topo di Hamelin della rinomata fiaba, seguii il suono e mi trovai di fronte a un ragazzo che aveva la mia stessa passione: le percussioni e l’interesse per quel mondo mistico dell’India, di cui aveva già letto alcune pubblicazioni che in quegli anni si stavano diffondendo.

Mettemmo a fattor comune le nostre conoscenze ed esperienze religiose e dopo ore di dibattiti, poco prima che io dovessi prendere servizio, giungemmo a un concetto che ancora oggi ho ben in mente e che segnò una svolta nella mia prospettiva spirituale. Trascorsero da allora 9 anni.

Preso dal ritmo della quotidianità il corpo iniziava a somatizzare e lanciava i segnali d’allarme tipici di una mente sotto stress. Ripresi così quel percorso che, per dinamiche inconsce, avevo abbandonato, ma che riconoscevo attraverso le tracce impresse nella memoria: iniziai a seguire lezioni di yoga.

La mia esperienza yogica traeva alimento da ciò che provavo: sentivo naturale il dialogo della mente con il corpo e mi lasciavo guidare senza mai rinunciare alla mia consapevolezza. Tuttavia sentivo che ancora qualcosa mancava: dovevo trasferire la mia conoscenza, sempre in evoluzione, a quelli che volevano percorrere questo cammino, affinché il patrimonio millenario degli insegnamenti dello Yoga fossero messi a disposizione dei nuovi praticanti e non inaridisse in me.

Dopo alcuni anni di insegnamento in maniera anonima, in seguito a coincidenze diverse ma confluenti, sorse la necessità di fondare un’associazione culturale, affinché questa attività avesse un’immagine mediatica che ne caratterizzasse l’impronta. L’associazione culturale Anga Yoga è il risultato di questa volontà.

Anga Yoga non vuol essere un luogo dove praticare lo yoga. Il suo fine è quello di essere uno strumento empatico per un percorso di disciplina del corpo attraverso la mente e della mente attraverso il corpo

Possiamo trovare così, nella tradizione himalayana, un vero e proprio processo di interazione ed integrazione della dualità presente nell’essere umano».

Yoga come stile di vita

Avvicinarci allo Yoga, come dimostrano le parole di Uberto, può aiutarci nella conoscenza di noi stessi e soprattutto nella comprensione. Questa disciplina va oltre al semplice esercizio fisico perché oltre a scatenare reazioni corporee, ne scatena altrettante, se non di più, a livello spirituale. La ricerca della verità, del senso della vita, del nostro vero io, sono il riflesso di un lavoro profondo e attento che ognuno dovrebbe fare su se stesso.

Se consideriamo la vita come un mare di sensazioni ed esperienze, lo Yoga è la voce che ci insegna a nuotare

 

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.