Maker economy e artigianato digitale

Maker economy e artigianato digitale

Perché condividere le idee?

A cura della Redazione

La Maker Economy sta acquisendo sempre più valore e potenziale. Di pari passo, la segue l’artigianato digitale, che sta diventando sempre più materia di studio.

Figura di rilievo nel panorama nazionale a questo riguardo è Massimo Moretti, appassionato di tecnologia che si occupa di ricerca e sviluppo prodotti da più di vent’anni. Dopo una lunga esperienza nel mondo dell’elettronica, negli ultimi dieci anni, si è dedicato alla progettazione 3D e alla costruzione di stampanti solide oltre che di macchine a controllo numerico.

Nato a Massa Lombarda, classe 1959, ha deciso di credere nelle sue origini e ha scelto come sede operativa proprio la sua bella Romagna. Così, nel 2003 ha fondato il “Centro Sviluppo Progetti” che accompagna il progresso e l’attuazione di tantissime idee e progetti. Nel 2012, nove anni dopo, ha celebrato la nascita di WASProject.

Artigianato digitale alla portata di tutti

Abbiamo intervistato ancora una volta Maurizio Andreoli, membro prezioso dello staff del Centro Sviluppo Progetti. Di cosa ci parla? Dell’importanza che la condivisione delle idee ha in questo momento.

«Dare forza alla Maker Economy è la priorità» asserisce e aggiunge: «È necessario supportare questa forma di “economia che sorge dal basso” attraverso la divulgazione delle tecnologie più avanzate. Solo così possiamo rendere il sogno della sostenibilità economica una realtà raggiungibile per tutti. Ecco perché, per realizzare la visione della Maker Economy, abbiamo bisogno di aiuto. Pensiamo a progettisti, makers, innovatori. Pensiamo a chiunque abbia proposte sostenibili per un mondo migliore. Nonostante il lavoro serrato, rimangono innumerevoli questioni legate all’energia, al riscaldamento, all’istruzione, alla coltivazione e ad altri ambiti della vita umana che non abbiamo la forza per trattare come vorremmo. Ci sono troppe idee che devono essere trasformate in realtà, attualmente ancora in cantiere. Chiediamo a coloro che dispongono delle conoscenze più disparate, ma complementari alle nostre, di condividerle con noi per sviluppare progetti assieme e realizzare la Maker Economy».

La conoscenza genera benessere

«Per realizzare la nostra visione abbiamo bisogno di condivisione» continua Andreoli, «Perché solo le idee che circolano liberamente consentono all’intelligenza collettiva di migliorare il progetto stesso. La conoscenza che genera benessere non può essere una proprietà privata: sono ancora troppe le aziende che monopolizzano le nuove scoperte tecnologiche rendendole inaccessibili ai più attraverso un brevetto.

Quando il sapere avanzato si connetterà alla possibilità di una conoscenza condivisa sarà un fiorire spontaneo di soluzioni pratiche e accessibili a tutti per il comune benessere

È questo nuovo approccio che ci dà forti speranze verso un mondo migliore, in cui tutti collaborano a un obiettivo comune, ovvero poter accedere alle tecnologie che migliorano la qualità della vita anche senza grandi capacità finanziarie».

È proprio vero: l’era dell’artigianato digitale è alle porte e alla portata di tutti!

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.