Maker economy, la ricetta per la salute

Maker economy, la ricetta per la salute

Cosa lega la stampa 3D al benessere, alla salute, a una scelta di vita consapevole?

Tanti aspetti, forse ancora sconosciuti ai più. A WASP siamo tutti tecnici, smanettoni, makers. Sarà per l’età media piuttosto bassa, ma la salute è data quasi per acquisita. Eppure c’è qualcosa che ci lega intimamente al mondo del naturale, dell’agricoltura bio, del benessere. Noi promuoviamo l’autoproduzione, vogliamo riappropriarci del nostro futuro e assumerci la responsabilità delle nostre scelte e delle nostre azioni, rompendo i vecchi schemi: non esistono altri, estranei a noi, deputati alla ricerca e alla produzione. Noi ci sentiamo chiamati in causa in prima persona. La realtà è “quel che è così com’è”, e questa è sia la massima espressione dell’approccio scientifico, sia una delle più profonde definizioni di meditazione.

Tecnologia: straordinaria opportunità

Il sospetto e la diffidenza verso la tecnologia, in particolare nel mondo del naturale, esistono e sono motivati dalla storia del capitalismo: dalla Rivoluzione industriale in avanti, la capacità di produrre alta tecnologia è sempre stata appannaggio di pochi, di ristretti monopoli produttivi; la libera concorrenza ha potuto poco, dal momento che i mezzi tecnici e finanziari sono sempre appartenuti a un ridotto numero di persone. In una simile società l’uomo si trasforma in un consumatore incapace di produrre beni autonomamente, in un mero ingranaggio di una catena di montaggio al servizio delle leggi del mercato.

Capovolgendo letteralmente funzioni e obiettivi dello sviluppo tecnologico, proviamo a immaginare una tecnologia realmente al servizio dell’uomo e vedremo presto il mondo trasformarsi in un luogo di pace e serenità.

Noi questo mondo lo chiamiamo Shamballa, come il nome che abbiamo dato al parco di sperimentazione tecnologica, dove con la BigDelta WASP alta 12 metri stiamo costruendo la prima casa al mondo di terra e paglia stampata in 3D.

La Maker Economy

Shamballa è per WASP la città ideale, un modello al quale tendere. Il nostro stupendo pianeta, ricco di acque fresche, offre il necessario per vivere e sfamarci; il sole, il vento e il mare forniscono l’energia, mentre l’autoproduzione consente di creare e costruire con costi tendenti allo zero, perché tutto viene realizzato utilizzando e riutilizzando la materia presente sul posto.

Le plastiche preziose vengono tritate e riciclate prendendo infinite forme, ogni uomo è insieme produttore e consumatore, la macro economia è basata su una miriade di micro aziende dove ognuno con i mezzi di produzione digitale può esprimere la sua creatività.

Casa, cibo, lavoro, salute, arte: tutto può essere autoprodotto. Questo è il modello che noi chiamiamo Maker Economy. In questa società le macchine lavorano per noi, macchine capaci di dare forma ai pensieri partendo da progetti sviluppati grazie al sapere collettivo, che non portano via posti di lavoro perché fanno ciò che compete loro: diventano ingranaggi del sistema produttivo.

Dalla salute individuale alla salute collettiva

Occorre spostare l’attenzione dalla sfera individuale a quella collettiva, identificando l’intervento di una tecnologia virtuosa con un contributo sostanziale per il benessere fisico e psicologico dell’umanità.

In un sistema dove ogni elemento gioca un ruolo determinante, dove l’uomo è consapevole, protagonista, autonomo e libero dalle incombenze e dalla ricerca di bisogni superflui e indotti, si fa spazio la ricerca del benessere, della salute e della felicità vera.

La conoscenza diffusa è la chiave: l’essere umano torna al centro, impara a produrre ciò di cui ha bisogno attingendo alle risorse offerte dalla terra, dal territorio in cui vive. Ogni spazio, ogni casa è al suo posto ed è funzionale rispetto all’insieme; tutti hanno tutto quello che serve per vivere. Ogni uomo con mezzi di produzione digitale può esprimere inoltre la sua creatività, che racchiude la piccola scintilla divina che c’è in ognuno di noi.

Il valore è nella motivazione

Sogno o realtà? Per noi non c’è contraddizione, la materia ha la forma dei sogni e la motivazione dell’agire è il valore stesso dell’azione. I sogni diventano pensieri e prendono forma, lo vediamo tutti i giorni quando accendiamo le nostre stampanti 3D e i nostri pensieri si materializzano sotto i nostri occhi.

Immaginare una terra pura e lavorare nel concreto per realizzarla, qui e ora, depositando strato dopo strato una nuova realtà, è la nostra cura per il mondo di cui siamo figli, è la nostra ricetta di salute.


Scritto da Massimo Moretti e Team WASP


Chi è Massimo Moretti?

Massimo Moretti è un sognatore, ma con i piedi ben piantati in terra. Nato a Massa Lombarda nel 1959, appassionato di tecnologia, si occupa di ricerca e sviluppo prodotti da più di vent’anni. Dopo avere attraversato il mondo dell’elettronica negli ultimi 10 anni si è dedicato alla progettazione 3D, alla costruzione di stampanti solide e di macchine a controllo numerico. Nel 2003 fonda il CSP (Centro Sviluppo Progetti), a partire dalle precedenti esperienze nel mondo dell’elettronica e della meccanica. È un’azienda che si occupa dello sviluppo di progetti innovativi: la continua ricerca e l’avanguardia sono i cardini di un lavoro che si fonda sulla volontà di lasciare un mondo migliore di quello che si è trovato e sulla fiducia nella tecnologia come base di un progresso sostenibile. Nel 2012 dà vita a WASP (World’s Advanced Saving Project): un progetto incentrato sullo sviluppo della stampa 3D con l’intento di finanziare la creazione di una mega-stampante 3D che può costruire abitazioni in terra cruda.


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