Metamuseo Girovago: il museo itinerante mostruosamente fuori dall’ordinario

Metamuseo Girovago: il museo itinerante mostruosamente fuori dall’ordinario

Creatività, innovazione ed educazione: ecco gli spunti per una sana dieta culturale

Flavio Milandri
Ripetete con me questo mantra: cultura ludica ed educazione non sono in contrapposizione. Sembra scontato dirlo ma non lo è, perché concetti e preconcetti spesso si accatastano e sfumano nel verosimile.

Se è vero che il valore del gioco e quello dell’educazione non sono la stessa cosa, è vero anche che queste realtà non necessariamente funzionano in modo indipendente. Anzi, se pensiamo al metodo di ricerca scientifico naturale del bambino, è proprio dalla corretta ed equilibrata relazione di entrambe queste aree che si possono trarre significativi benefici, accrescendo ad esempio la soddisfazione di chi visita un luogo di produzione culturale come il Metamuseo Girovago.

Allora partiamo da qui… Dall’insegnamento che il gioco può regalare e visitiamo anche solo virtualmente questo museo, un habitat italiano che custodisce e condivide il pensiero di grandi maestri come Calvino, Collodi, Lodi, Flamigni, Manzi, Mari, don Milani, Munari, Rodari.

Il museo che si monta e smonta

Il progetto Metamuseo Girovago nasce quasi due lustri fa, dalle menti dell’Associazione Fantariciclando di Forlì che, da oltre trenta anni, s’interessa di educazione allo sviluppo: educatori ambientali, giocattolai del riuso, fabulatori, narratori e creatori di storie. Persone speciali che professionalmente o per passione frequentano musei, scuole, atelier, trash art artigianale e optano per un lavoro sul territorio fatto di pedagogia operativa per la sostenibilità, creando piccoli e grandi percorsi caratterizzati da “intenzionalità educativa e progettualità” e intrecciando le idee europee sul museo del futuro, luogo di libertà espressiva.

Il Metamuseo Girovago, un museo che si monta e smonta negli spazi pubblici, non è una struttura statica né neutra.

All’interno del Metamuseo s’incontrano “sculture” costruite con materiali speciali, che qualcuno chiama rifiuti, che rappresentano personaggi altrettanto inconsueti che escono da alcune “favole contemporanee”, usate per fare analisi in metafora del quotidiano.

Un luogo misterioso e magico abitato da Mostri! Mostri simpatici e tridimensionali che ti invitano al dialogo! Se non credi sia possibile, dovrai proprio venirci a trovare. Le nostre performance, generalmente di un mese – come quella di novembre a Forlì – sono sempre accompagnate da un intenso lavoro con le scuole, con le quali tutte le mattine facciamo visite animate dedicate su prenotazione.

L’arte come potente strumento di condivisione ed evoluzione

È necessario ripensare continuamente la funzione di un Metamuseo in relazione ai cambiamenti storici, sociali e culturali e soprattutto alle forme diverse di partecipazione e collaborazione del pubblico. Pensiamo che il Museo di questo secolo sia un potente contesto per l’azione sociale. Per questo il Metamuseo è un luogo inclusivo e partecipativo per tutta la cittadinanza, in cui proponiamo un’esperienza basata sulla trasformazione del punto di vista e sull’esplorazione del processo creativo e di apprendimento collettivo, ad ingresso gratuito.

Un lavoro così totalizzante ha bisogno di compagni di strada per dare valore al museo attraverso storytelling, cultura ludica, laboratori di manualità, embodied cognition e per questo da diversi anni siamo accompagnati, tra i molti esperti professionisti, in maniera continuativa, dal Centro Italiano Storytelling (Portico di Romagna) e dalla Libera Università del Gioco (Ravenna), che spero i lettori di questo periodico vogliano presto incontrare.

La nuova edizione: Monsters like me?

Al Metamuseo si considera l’educazione museale come uno spazio di ricerca che ha bisogno dell’interazione di insolite sensibilità, competenze, visioni. La nuova edizione, organizzata con il contributo del Comune di Forlì e il patrocinio dell’Ausl Romagna, avrà titolo “Monsters like me?

Mostruosamente fuori dall’ordinario: trash art e racconti su diversità, scoperta, ricerca tra il sé e lo spazio pubblico in un mix evocativo con “Lex animaux improbables”.

Per far fronte all’incertezza (post pandemica) verranno adottate buone prassi: visite per gruppi famigliari, piccoli eventi, visite guidate a classi per gruppi (anche fuori di noi, in aula).
Noi vi aspettiamo e intanto continuiamo a girovagare (giro vago come recita il nostro nome) sperando di fermarci in qualche altro paese della Romagna che ha bisogno di un Museo davvero speciale!

Associazione Fantariciclando APS: di cosa si occupa?

Attraverso il lavoro pedagogico operativo, creativo, comunicativo, narrativo Fantariciclando si impegna a tradurre alcuni principi e valori della Carta costituzionale, sostenendo la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia del 1989, la Carta di Treviso “per una cultura dell’infanzia” del 1990, le Convenzioni europee in materia di infanzia, minori e gioventù. In particolare si prefigge di sviluppare azioni per moltiplicare le relazioni intergenerazionali ed interculturali nella/con la comunità educante dando operatività, con azioni e pensieri, al dialogo intergenerazionale ed interculturale nel contemporaneo creando piccoli spazi pubblici diffusi di crescita socioculturale, storie e storytelling, pedagogia e design del rifiuto, arte e riuso creativo.
Per maggiori informazioni: www.fantariciclando.it

Autore: Flavio Milandri

Presidente dell’Associazione Fantariciclando – Educazione, creatività, innovazione e co-fondatore della LUnGi – Libera Università del Gioco. Esploratore dell’immaginario, formatore del Centro Italiano Storytelling, educatore museale, Curatore di Metamuseo Girovago – Metamuseum of second lifestyle.

Per contattarlo: metamuseogirovago@gmail.com

Facebook: Metamuseogirovago

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.