Naad Yoga: lo yoga del suono

Naad Yoga: lo yoga del suono

Ascolta il suono che è dentro di te

Intervista a cura della Redazione

Sapevi che lo yoga è anche suono? Proprio come le posture del corpo, il movimento, il respiro e la meditazione, il suono ha un ruolo essenziale nella pratica dello yoga. Lo avrai sicuramente già notato se hai mai fatto yoga: per esem suono? Proprio comepio recitando i mantra, oppure ascoltando le vibrazioni di un gong o di una campana tibetana, o anche, semplicemente, con l’ascolto consapevole del silenzio. Lo yoga del suono è chiamato Nada o Naad Yoga. Sono due modi diversi di trascrivere la parola (nella tradizione del Kundalini Yoga usiamo più spesso naad), ma il significato è lo stesso: “naad” vuol dire “risuonare, riverberare” e già da questo signifcato si intuisce un dettaglio molto importante: nello yoga ciò che conta non è il “semplice” suono, ma il suono vibrante.


Il potere della vibrazione


L’intero universo è in uno stato di vibrazione, dalle galassie fno al più piccolo atomo, dalla luce e il suono
fno a tutte le nostre cellule. I nostri stessi pensieri e le emozioni sono vibrazioni elettromagnetiche del cervello: è una realtà che la scienza ha confermato oggi, ma che gli yogi hanno intuito da centinaia di anni. Lavorare sul suono e sulla vibrazione è uno dei potenti strumenti che lo yoga ci mette a disposizione per prendere consapevolezza di noi a livello fsico e sottile, per cambiare ed evolverci, sia che ciò signifchi risolvere un disturbo del corpo oppure liberarci da schemi di pensiero negativi e costruirne di sani e felici. La vibrazione del suono di strumenti come il gong o le campane ha un grande potere, ma il primo e più importante strumento nello Yoga del Suono è la voce. Anche la voce infatti ha una forte qualità vibrazionale, non a caso nella tradizione del Kundalini Yoga usiamo
spesso l’espressione “vibrare” un mantra e ogni sessione di yoga si apre e si chiude “vibrando i mantra”.

Vibrare non significa semplicemente cantare o intonare un suono, ma ha una dimensione più profonda: vibrando un mantra entriamo in uno spazio di meditazione

 

Intervista a Siri Ram Kaur Khalsa


Cosa rende la voce una “voce meditativa”?
Abbiamo parlato di questo e di altri aspetti legati allo yoga del suono con Siri Ram Kaur Khalsa, insegnante di Kundalini Yoga e grande esperta di Naad Yoga, che studia da oltre vent’anni. «La voce che usiamo tutti i giorni, la nostra voce ordinaria e inconsapevole è influenzata da tanti fattori, prime fra tutti le emozioni. Un orecchio attento sa riconoscere facilmente vibrazioni diverse della voce e capire se una persona ha paura oppure è arrabbiata: la nostra voce cambia, cambia il suo tono, cambiano la tonalità e il volume, a volte trema. La nostra voce ordinaria dunque è molto legata alle nostre emozioni e, in qualche modo, alla nostra personalità.
La voce che invece riusciamo a produrre quando siamo in uno stato meditativo esce da questo regno delle emozioni e diventa qualcosa di più universale, qualcosa che ci permette di sperimentare uno spazio più vasto dentro di noi, meno legato alla nostra persona e alla nostra personalità, più vicino all’esperienza della meditazione».
La nostra voce naturale, quella che usiamo tutti i giorni, è il prodotto dell’azione meccanica di un soffio d’aria, il respiro, e delle corde vocali. Quando, facendo yoga, usiamo il suono della nostra voce per aprire uno spazio meditativo, entrano in gioco anche le energie sottili: il
prana, ovvero l’energia vitale che scorre in noi attraverso i canali chiamati nadi, e i centri energetici attraverso cui passa questo flusso, in particolare:


Nabhi, il punto dell’ombelico: importantissimo in tutta la pratica dello yoga, di qui passano tutti i canali energetici e da qui nasce
l’impulso che risveglia l’energia kundalini;
il Centro del Cuore, il quarto chakra, che agisce come un “fltro” attraverso cui rafnare
l’energia di fuoco risvegliata in
Nabhi;
il punto di emissione del suono, corrispondente al quinto chakra: le corde vocali, la
bocca e tutti gli organi coinvolti nella creazione dei suoni, come i denti, le labbra, la
lingua.


Cosa succede quando l’energia passa attraverso questi punti e si esprime nel suono?
«L’energia di fuoco di Nabhi permette di aumentare il livello di vibrazione del prana, mentre il centro del cuore filtra la carica esplosiva dell’energia del punto dell’ombelico e la conduce a esprimersi con una diversa grazia, una diversa modulazione e intensità, con più consapevolezza.
Quando sperimentiamo il cantare come un flusso di energia pranica che parte dal centro dell’ombelico possiamo
avvertire chiaramente la natura del suono della nostra voce come qualcosa che appartiene a una parte molto
profonda di noi e si liberano molti blocchi interni, dandoci una profonda sensazione di benessere».

 

La vibrazione è alla base di ogni espressione personale, perché ogni essere umano ha una vibrazione personale e diversa

Come si lavora su queste energie? «Esistono pratiche molto antiche che ci permettono di lavorare semplicemente ed efficacemente con il suono in senso meditativo; una di queste, legata alla tradizione del Gurbani Kirtan, si chiama AKAR (significa fare “A” oppure anche “senza forma”) e consiste nell’emettere un suono consapevole e costante a partire dal punto dell’ombelico. Imparando a usare la nostra voce meditativa, possiamo giungere a un momento in cui perdiamo la concezione di noi stessi come limitati, anche dal nostro corpo, e sperimentare una dimensione che è fuori dal tempo e persino dallo spazio, divenendo noi stessi l’energia che si esprime attraverso di noi, attraverso la nostra voce. È uno stato di meditazione profonda, nel quale osserviamo il suono che produciamo e lo contempliamo mentre diviene qualcosa “di più” di noi, qualcosa che va oltre il “noi stessi” che conosciamo. È un’esperienza molto interessante e molto profonda».

Come si pratica il Naad Yoga?
«La pratica del Naad Yoga ha modalità diverse e variegate, che dipendono principalmente dalla tradizione a cui si fa
riferimento. Come abbiamo già visto, molti mantra della tradizione del
Kundalini Yoga provengono dalle scritture Sikh e condividono molto con l’antica tradizione del Gurbani Kirtan, tanto complessa quanto affascinante.
Muovendosi all’interno della tradizione del Kundalini è quindi è abbastanza naturale e semplice seguire un percorso completo alla scoperta del Naad Yoga, che inizia dall’ascolto di noi stessi e degli altri, per poi acquisire consapevolezza della propria voce, fino ad arrivare a perfezionare l’ascolto dell’emissione del suono attraverso lo
studio dei mantra, delle tecniche del Jap (la ripetizione del mantra) e infne allo studio della Shabad Guru, uno dei gioielli della tradizione del suono, che coinvolge anche la parola, il significato della parola, il ritmo e la melodia».

Come si inizia a praticare Naad Yoga?
«Un percorso di Naad Yoga non può che iniziare dall’ascolto. Sunie è la parola in lingua gurmukhi che significa  “ascolto profondo”, uno spazio di contemplazione in cui si giunge a un livello di grande attenzione e presenza. Ascoltare è il primo passo per poter poi esprimersi attraverso la propria voce e il canto, ma non solo: anche per esprimersi come individui in modo consapevole. Normalmente infatti ci esprimiamo in modo inconsapevole, senza ascoltarci, e questo porta conseguenze a volte anche divertenti. Anche se ci limitiamo all’esperienza del canto, senza imparare ad ascoltare non possiamo imparare a vibrare una nota nella tonalità giusta: dobbiamo prima fare esperienza dell’ascolto di quella nota, ascoltando qualcuno che la intona fno a quando impariamo a vibrarla noi stessi. Il primo passaggio verso qualsiasi forma di autoespressione, che sia il canto o che sia semplicemente la nostra manifestazione come esseri umani, passa attraverso l’ascolto profondo. Ascoltare profondamente significa stimolare la nostra percettività e sensibilità, renderci conto profondamente di cosa accade intorno a noi e contemporaneamente dentro di noi».

Parliamo per farci sentire dagli altri, ma non siamo completamente coscienti dell’impatto delle nostre parole, né del fatto che il suono della nostra voce crei un’onda che influenza il nostro ambiente

Quali benefici ci porta il Naad Yoga?
«Lo yoga, in tutte le sue tradizioni e manifestazioni, ha un grande potere trasformativo. Approfondire la conoscenza e la pratica del Naad Yoga può essere un percorso di consapevolezza e crescita molto efficace e tanti sono i benefici che può portare alla nostra vita. Quando impariamo a esprimere noi stessi attraverso la voce, impariamo a esprimere noi stessi in generale; la capacità di ascoltarci ci permette di produrre un suono consapevole, cosciente, non casuale che è veramente e intimamente connesso con la nostra essenza.
La vibrazione è alla base di ogni espressione personale, perché ogni essere umano ha una vibrazione personale e diversa: a volte la possiamo avvertire, quando ci avviciniamo a qualcuno e sentiamo, prima ancora  delle sue parole, la “vibrazione” che ci arriva da lui o lei. Imparare a conoscere la nostra personale vibrazione ci consente di esprimere al meglio noi stessi e di farci comprendere per quello che realmente siamo, non per
quello che appare di noi».


Praticare il Naad Yoga in Romagna


Siri Ram Kaur Khalsa tornerà a Cesena, al Centro Le Vie del Dharma, per tenere tre nuovi seminari su aspetti fondamentali e affascinanti del Naad Yoga, a partire da novembre e fino a marzo 2018. I primi due seminari saranno dedicati ai mantra del Kundalini Yoga, il terzo al Jap.
Per chi già conosce e ama il Kundalini Yoga, sarà un’occasione imperdibile per approfondire una parte essenziale della pratica, ma non è necessario essere esperti di yoga per avvicinarsi al Naad e all’uso consapevole della voce e scoprire le possibilità che apre.


Abbiamo intervistato:
Siri Ram Kaur Khalsa
È architetto, insegnante di Kundalini Yoga e Lead Trainer nei corsi di formazione insegnanti del KRI. Ha studiato direttamente con il maestro Yogi Bhajan dal 1991 e con Guru Dev SK dal 1993. È operatrice Professionista di Sat Nam Rasayan e dal 2005 è Trainer di “Conscious Pregnancy” – Yoga per la Gravidanza. Dal 1996 studia Naad Yoga con Bhai Baldeep Singh (New Delhi). In Romagna, tiene seminari di Naad Yoga e concerti presso il Centro Yoga LeVie del Dharma, a Cesena

 

 

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.