Obiettivo numero uno: il Bene Comune

Obiettivo numero uno: il Bene Comune

A Dovadola si punta al Bene Comune: ecco il primo forno romagnolo ad aver analizzato il suo impatto sull’ambiente e sulla comunità

Fabio Cappelletti

Quando il nostro caro amico Hubert Bosch ha parlato di Bene Comune durante un’assemblea dell’associazione Vivi Consapevole in Romagna, e ha proposto di redigere il bilancio dell’Economia del Bene Comune, non ho saputo resistere anche se, visti i miei impegni e il periodo in cui si sarebbe affrontato il lavoro, avrei dovuto dire no. Ma ormai mi conosco e quando una cosa mi attira l’incoscienza prende il sopravvento e riesco a sorprendermi trovando il tempo per portarla a termine. In tutto questo devo ringraziare Federica, mia compagna di vita, che ha dato un grandissimo contributo nel portare a termine e realizzare il bilancio della nostra attività, il Forno Biologico Cappelletti e Bongiovanni di Dovadola.

Perché ho scelto di redigere il bilancio del Bene Comune

L’Economia del Bene Comune pone al centro degli interessi dell’impresa l’uomo, l’ecosistema e le relazioni di cui è popolato.

In primis ho scelto di redigere il bilancio perché questo strumento è una concreta alternativa al tanto criticato e discusso sistema economico in essere oggi, sul nostro pianeta o meglio in occidente. Inoltre è un ottimo modo per accelerare il processo di cambiamento verso il miglioramento che noi, come individui e come attività, abbiamo avviato già da qualche anno.
Grazie al Bilancio del Bene Comune siamo entrati ancora più in contatto con le realtà che operano nel nostro territorio e seguono la nostra stessa filosofia: privilegiare le persone e le buone pratiche, prima del denaro.

A noi piace poco criticare, ma piace molto fare! Redigere il bilancio del Bene Comune ci è sembrato un ottimo modo di fare qualcosa di concreto per l’economia della nostra terra.

Questo ci sta molto a cuore, visto che ogni giorno al forno ci impegniamo a portare avanti progetti di filiera controllata per gli ingredienti che utilizziamo, soprattutto i cereali, e potenziamo il rapporto con gli enti di ricerca e con i nostri clienti, puntando sulle persone, sulla conoscenza e sulla condivisione di idee e consigli.

Il Bilancio del Bene Comune ti permette di “fare una foto alla tua attività” e analizzarla con calma. Riesci a valutarti sotto punti di vista nuovi, rendendoti conto di cose che fino a prima risultavano invisibili. E così, dopo esserti visto sotto nuovi aspetti, hai la possibilità di fare scelte diverse, sempre più orientate verso l’Economia del Bene Comune. È realmente un ottimo strumento per crescere e migliorarsi.

Una delle cose che mi ha stupito di più è stato il risultato dell’analisi sulle fonti di energia che utilizziamo. È venuto fuori che il nostro maggior impatto è dovuto al carburante. Il carburante che utilizziamo per fare le consegne del pane con il furgone sul territorio romagnolo. So cos’è il carburante, non lo scopro con l’Economia del Bene Comune, ma ho sempre pensato che fra le “energie” che utilizziamo fosse fra le meno impattanti in termini di quantità: ho sempre prestato più attenzione a ciò che usiamo per scaldare il forno, la legna, che di conseguenza scalda anche l’ambiente in cui lavoriamo e ci permette di utilizzare poco gas, ma ho sempre sottovalutato il carburante dei furgoni. Dopo questa presa di coscienza ho rafforzato l’idea che già avevo in testa quando li abbiamo acquistati: i prossimi furgoni saranno elettrici e metteremo sul tetto dei pannelli fotovoltaici per caricarli!

Collaborazione: la chiave dell’Economia del Bene Comune

Un aspetto di enorme importanza è stato quello di lavorare al bilancio assieme ad altre due aziende del nostro territorio Romagnolo, Macrolibrarsi e Remedia, aziende che per noi sono un esempio e un punto di riferimento del nuovo modo di fare impresa. È stato un confronto molto bello: si sono rafforzati i nostri legami e di conseguenza la nostra stima e la voglia di collaborare.
Parlare e condividere aspetti della quotidianità aziendale assieme a loro mi ha dato spunti su come poter risolvere e affrontare alcune dinamiche nella mia attività. E importantissimo, mi ha dato anche la forza di proseguire sulla strada che abbiamo intrapreso, sapendo di non essere soli!
Sono certo che questa unione di intenti dimostri che la Romagna è pronta a impegnarsi per sviluppare l’Economia del Bene Comune a tutti gli effetti.

Sì, a so propri cuntent!

Sì, sono proprio contento di aver fatto questo lavoro, è stato faticoso perché lo abbiamo svolto in un periodo di massimo sforzo per il forno, da ottobre a fine dicembre, e per me è il periodo in cui appena ho qualche ora libera vado nel bosco a cercare i tartufi… Ma gli sforzi sono stati ripagati!
Sono contento perché abbiamo piantato un seme in Romagna, sperando che possa crescere ed espandersi.

Se tutte le aziende Romagnole potessero redigere il bilancio dell’Economia del Bene Comune avremo raggiunto uno dei più grandi obiettivi della nostra associazione Vivi Consapevole in Romagna.

In più sarebbe magnifico sapere di aver ispirato altre aziende, anche in altri territori, a intraprendere questo percorso, dando così un contributo reale per rafforzare l’Economia del Bene Comune, affinché diventi un domani l’unica economia al mondo.


Cos’è il bilancio del Bene Comune? Ce lo spiega Federica, compagna di Fabio

Quando Fabio mi ha chiesto di aiutarlo nel portare a termine l’analisi del Bilancio del Bene Comune – racconta Federica – non sapevo bene cosa aspettarmi. Avevo letto il manuale, 110 pagine di spiegazioni su come redigere passo passo il bilancio finale e ad essere sincera la cosa mi spaventava un po’! Non sapevo ancora che durante questo cammino sarei stata accompagnata da persone meravigliose, a partire da Bernhard Oberrauch e tutti i suoi collaboratori, senza tralasciare le aziende che insieme a noi avevano deciso di intraprendere questa avventura.
Bilancio. Parola che trovo totalmente riduttiva! Spesso si fa riferimento al bilancio come analisi di dati, ma in questo caso non si tratta solo di dati. Si parte da quelli ovviamente, ma si va ben oltre, si analizzano molti più elementi, che raramente ho visto analizzare nelle aziende.

Si tratta di una vera e propria autopsia “sovversiva” partendo dai valori, dalle scelte, fino a comprendere e considerare non solo lo “stato di salute” dell’azienda ma in primis quello dei collaboratori e quello dell’ambiente.

Si analizzano le nostre scelte (fornitori, banche ecc.) e chi ci sceglie (clienti) per capire se tutto è in linea non solo con i nostri valori ma anche con il cuore del progetto del Bilancio del BENE COMUNE: dignità umana, solidarietà e giustizia, sostenibilità economica, trasparenza e condivisione! Questi sono i dati che si analizzano. E se vi pare poco o se vi sembra strano, sì lo è! Se non avete mai considerato questi “dati” vi consiglio con tutto il cuore di farlo… Le scoperte a volte vi faranno male ma le soluzioni che arriveranno potranno migliorare lo “stato di salute” della vostra azienda, delle persone che lavorano nella vostra azienda, del territorio in cui opera la vostra azienda. Tutto questo può creare solo maggior BENESSERE.
Arrivati alla fine del nostro bilancio sapevamo esattamente cosa fare e quando farlo! Alcune scelte fatte fino a quel momento erano da cambiare, per altre avremmo solo dovuto migliorare le procedure. A oggi, dopo ormai un anno dalla conclusione del nostro primo bilancio abbiamo realizzato diversi cambiamenti, diventando più COERENTI con la nostra carta dei valori e rendendo tutto più fluido e vero, e se guardiamo i dati del 2019 possiamo sentirci grati di questa meravigliosa esperienza.


“Sì, A SO PROPRI CUNTENT” – Parola del fornaio Maurizio, padre di Fabio Cappelletti

Il 10 ottobre 2019 ho fatto 65 anni e sì, sono proprio contento! Fino a ora il mio tempo qui in vita è trascorso molto bene. Mi sembra di aver vissuto 2-3 vite passando da una passione all’altra, facendo cose che mi hanno dato molta soddisfazione e piacere. Ho dato vita a una “baracca” (l’attività del forno) che è cresciuta insieme a me e ora continua a crescere con l’aiuto dei miei figli che mi stimolano quotidianamente a fare cose nuove, ad avviare cambiamenti e progetti, per questo mi sento come se il tempo non passasse mai, mi mantengono con la mente aperta al nuovo e io mescolo tutto con tradizione ed esperienza. Credo che questi ingredienti siano fondamentali per il futuro a cui andremo in contro.

Sono sempre molto vicino alla terra, con il fisico, con lo spirito e con rispetto, mi sento bene, tranquillo e sereno perché so che lei non mi tradirà mai. Sì, a so propri cuntent!


Fabio Cappelletti
Fabio Cappelletti è nato e risiede a Dovadola (FC), nelle prime colline dell’Appennino tosco-romagnolo.
Da sempre è appassionato di boschi, fiumi, piante e tutto ciò che la natura crea. Le sue esperienze lavorative nel settore dell’allevamento industriale e in campo farmaceutico gli hanno dato la possibilità di capire di persona come funzionano certe tematiche, al giorno d’oggi. Di conseguenza, il suo processo naturale di crescita personale lo ha portato a cambiare il suo stile di vita. Fabio crede nel cambiamento e quotidianamente si impegna per realizzarlo. Da nove anni gestisce il Forno Biologico Cappelletti e Bongiovanni, l’attività di famiglia da due generazioni, panificando a pasta madre e utilizzando farine locali di grani antichi. Ha una grande passione che è quella di andare a cercare tartufi nelle nostre colline.

Leggi di più ► Dat da fè che le soddisfazioni arrivano! 

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.