Otium: arte, cibo e vita lenta

Otium: arte, cibo e vita lenta

Intervista a Laura Maria Mino – A cura di Romina Alessandri

Un ambizioso progetto di ecoturismo e sostenibilità sulle colline romagnole

Salve Laura, il progetto OTIUM ha un nome con un grande significato: OZIO. Perché avete scelto questo nome, cosa rappresenta per voi?

Abbiamo pensato a un nome in latino, perché rivolgendoci a potenziali clienti provenienti da tutto il mondo, è una lingua non parlata ma conosciuta dalle persone che amano la cultura, da ovunque provengano. Questa parola in particolare è stata scelta perché l’OTIUM per gli antichi romani era importantissimo e descrive perfettamente quello che noi vogliamo ricreare con questo progetto. Da non confondere con la INERTIA, cioè il non far nulla, l’OTIUM descrive l’arte di vivere i momenti liberi dagli impegni di lavoro, la vita privata, il viverla curando le proprie inclinazioni, altrettanto importanti dei momenti lavorativi.

All’interno di Otium, le persone potranno fare questo, seguendo i nostri laboratori, ascoltando i concerti, usando la nostra biblioteca e le altre attrezzature o semplicemente gustando uno dei prodotti del nostro territorio mentre ammirano un panorama bellissimo. Tutti potranno trovare un angolo in cui poter vivere emozioni e passare ore naturalmente piacevoli.

Alcuni sì, ci hanno detto che “siamo troppo avanti”, ma a noi sembra così semplice, è venuto così naturale creare questo progetto così carico di potenzialità…

Partendo dal nome è facile pensare come ogni attività correlata alla realizzazione del progetto avrà come punto di partenza il rispetto dei ritmi della vita, dei cicli della natura e dell’uomo. È così?

Certamente sì. Il nostro motto recita Arte, cibo e vita lenta. Il nostro simbolo è una chiocciola: sulle pareti della struttura si inerpicherà una Chiocciola di Cracking Art.

Seguire i ritmi naturali, vivere serenamente la bellezza che la Natura in ogni stagione ci regala, rompere il silenzio che ci circonda solo con della buona musica, offrire alimenti naturali dei nostri territori, riuscire a creare un ambiente in cui non solo il Cliente si senta bene, ma anche le persone che lavorano con noi. Rispetto, grandissimo, per tutte le persone e per la Natura.

Come si svilupperà il progetto e cosa avrà di particolare e unico rispetto a ciò che offre già il nostro territorio?

Io e mio marito abbiamo viaggiato molto prima di mettere a punto questo progetto. Abbiamo studiato bene il nostro territorio e visitato da turisti tante strutture già esistenti. In tutte, ad esempio, abbiamo riscontrato una certa mancanza di sensibilità per i portatori di handicap.

Certo il terreno collinare non aiuta, ma quasi mai sono state trovate soluzioni alternative a parte il solito bagno per diversamente abili, sono presenti scale, spesso anche senza corrimano, diversi livelli senza rampe, porte troppo strette, parcheggi non comodi ecc.

Noi abbiamo studiato Otium affinché fosse accessibile in ogni sua parte ai diversamente abili. Dolci scivoli accompagneranno nelle salite, percorsi sensoriali aiuteranno la fruizione del Parco, mezzi elettrici saranno a disposizione, i servizi saranno adatti a tutti. Quindi non esisterà la ghettizzazione del “dedicato ai…” ma il costruito per tutti.

Lo Studio di Architettura Archefice, di Cesena, che ci affianca nel progetto, ha fatto un ottimo lavoro soddisfacendo la nostra richiesta di lavorare in questo senso. Oltre alla gratificazione personale di poter offrire un luogo in cui non esistano le barriere architettoniche (problema che sentiamo molto, visto che mio marito è portatore di un leggero handicap dovuto alla polio), da imprenditori vogliamo ricordare che i diversamente abili rappresentano una parte molto consistente del mercato turismo. «Tra Europa e Stati Uniti, ci sono 70 milioni di persone sulla sedia a rotelle: basterebbe che il 3% decidesse di venire a visitare l’Italia per avere oltre due milioni di turisti». (da Il Sole 24 ore). Dieci milioni di questi turisti sono italiani e, come abbiamo già detto, sono quasi inesistenti le strutture che li possono accogliere degnamente. Naturalmente, pur essendo un progetto privato, Otium si coordinerà con tutte le altre realtà culturali, sia per appoggio alla creazione di eventi delle Pro-loco, che per reperire altri posti letto durante eventuali convegni organizzati da noi e per cui la nostra ricettività non fosse sufficiente.

È importante che il nostro progetto non diventi una isola, ma sappia colloquiare con tutte le altre realtà presenti, in modo da offrire un pacchetto di eventi ben distribuito sul territorio.

Architettura BIO sostenibile

OTIUM avrà una architettura il meno invasiva possibile, costruita in bio-edilizia su progetto dello Studio Archefice, formato da giovani e bravissimi professionisti specializzati nel settore che, con molta cura è sensibilità ci hanno sempre accompagnati in questi anni di progettazione.

Lo scopo era riuscire a raggiungere lo standard energetico passivo. Questo tipo di costruzioni è molto ben visto e ricercato dai fruitori esteri, ma ancora poco diffuso nel territorio italiano.

La struttura, al massimo delle sue potenzialità, sarà articolata fra:

  • ampia sala multifunzione, anche per eventi invernali;
  • spazi laboratorio, fra cui il laboratorio d’arte e una camera oscura per il Circolo di Fotografia che andremo a creare;
  • bungalow mini suite di design, con vista panoramica e bagno personale;
  • predisposizione di piazzole per un piccolo campeggio;
  • attività ristorativa, specializzata nella cucina a km 0 e Lounge bar, la cui enoteca/birreria sarà particolarmente curata e dedicata ai prodotti italiani, locali aperti a tutti;
  • serate di musica dal vivo (con giovani artisti emergenti del nostro territorio);
  • ampissima “terrazza” sul panorama, in cui organizzare serate di musica dal vivo o cene/eventi a tema;
  • parco servito da panchine, fontane, sentieri percorribili a piedi e con mezzi elettrici (le auto si fermeranno tutte nel parcheggio all’esterno della struttura), piantumato nel rispetto della flora autoctona e coltivato in parte preferendo coltivazioni assolutamente naturali (anche queste coltivazioni di pregio contribuiranno all’economia della struttura), in cui sostare e passeggiare nel periodo estivo in tutta tranquillità;
  • impianti ecologici per la produzione di energia;
  • parco di arte contemporanea, con preferenza alla Land Art;
  • aree con piscina e/o vasche idromassaggio, costruite in modo che si adattino all’ambiente in maniera naturale, riscaldate in maniera ecologica;
  • aree benessere;
  • biblioteca aperta a tutti;
  • postazioni internet free;
  • ampi spazi per socializzazione, ma anche angoli per la meditazione e il riposo.

OTIUM potrà ospitare numerosi eventi, anche in contemporanea, tenendo presente che la maggioranza delle nostre iniziative potrebbe rientrare nei Bandi di Concorso a livello europeo (vedi Europa Creativa) e quindi ottenere il finanziamento delle attività che potranno essere workshop dedicati all’arte o alla fotografia, masterclass di musica, cucina del territorio e internazionale.

Inoltre potranno essere organizzati spettacoli, cinema e festival, e molto altro!

Ricordo con nitidezza la prima volta che abbiamo visitato il terreno dove nascerà Otium: era il 29 agosto del 2009, giù a valle regnava un caldo afoso che toglieva il respiro, quassù invece era fresco e pieno di profumi. Ci accoglieva una giornata chiarissima e si vedevano le vele bianche sul mare, che noi amiamo molto.

Per ogni informazione sul progetto OTIUM potete contattare Vladimiro Trombini – amministratore unico del Parco del Farneto srl.

Email: vladimirotrombini@yahoo.it

Cell: 335 495070

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.