Potere all’orto!

Potere all’orto!

Coltivare un orto significa auto-produrre cibo. Il cibo è una fonte di energia e l’energia è potere!

Silvano Ventura

La bella stagione è arrivata e anche quest’anno vi invitiamo a fare un gesto coerente e rivoluzionario: coltivate una parte del cibo che consumate! Fatelo in modo naturale, senza chimica e in compagnia di amici e conoscenti. Poi gustate i suoi frutti e condivideteli con chi amate!

Coltivare un orto, in modo naturale e senza chimica, per rispondere a una parte delle esigenze alimentari della famiglia, non solo è salutare per la qualità del cibo che si raccoglie e si mangia e per l’attività fisica che si svolge all’aperto per prendersene cura, ma è un ottimo modo per capire i meccanismi della vita e per riprendere il contatto con essi, oltre che con noi stessi.

Mettere le mani nella terra per curare qualcosa di cui ci nutriremo, è un gesto di amore che dovrebbe essere insegnato ad ogni bambino, perché gli farà sviluppare un’attitudine all’attenzione, all’attesa pacata e una sensibilità non comuni

Come spesso accade, il gesto insegna più di molte parole. È un vero regalo pieno di stupore e meraviglia, il piacere che si prova a vedere nascere dal nulla e seguire fino al momento della raccolta, la verdura che poi troveremo nel nostro piatto. E questo stupore e meraviglia, lo provano i bambini dai 3 ai 90 anni!

Il potere della rivoluzione nelle nostre mani

Coltivare un orto, significa rispondere a una parte delle nostre esigenze alimentari, producendo cibo (di ottima qualità) a bassissimo costo. Il cibo è energia, è ciò che ci alimenta ed è anche una forma di potere. Coltivando una parte del cibo che consumiamo, prendiamo questo potere nelle nostre mani, potere sulle nostre scelte alimentari, potere sulla nostra salute, sul nostro tempo e anche un po’ sul nostro portafoglio… Ecco il gesto “rivoluzionario”: riprendendoci un po’ di potere sulle nostre vite, lo stiamo sottraendo a qualcun altro!

Pensiamoci un attimo: chi sono coloro che esercitano il potere su salute, tempo, cibo e soldi, cioè sulle nostre principali risorse? Ci fidiamo così tanto da lasciare che siano loro a occuparsi della nostra vita? La cultura dominante degli ultimi 50 anni, quella della “crescita infinita” e dell’equazione “aumento del PIL = aumento del benessere”, ci ha insegnato che possiamo comprarci la via d’uscita ad ogni nostro problema. Ma le sfide di questo Ventunesimo secolo sono altre e diverso dev’essere il modo di affrontarle.

Il cambiamento climatico sta modificando la geografia economica e sociale della Terra. Masse enormi di popolazione migrano per fuggire da desertificazione, fame, siccità e guerre. La bomba demografica ci porterà a essere in 10 miliardi di esseri umani entro la fine del secolo. Il petrolio, che ha alimentato lo sviluppo economico in una parte del pianeta, sarà sempre più prezioso e comunque l’inquinamento e la CO2 prodotta dal suo uso, non possono che compromettere ulteriormente i già precari sistemi ecologici della Terra.

Ognuno di noi deve imparare un modo nuovo di approcciarsi alla vita, comincian- do dalla propria. Mettere le mani nella ter- ra può esserlo e può insegnarci tanto!

Amare la terra significa amare noi stessi

Prendersi cura di un orto è un gesto di responsabilità verso noi stessi e verso i nostri cari, ma anche nei confronti dell’ambiente e della comunità nella quale viviamo. Essere responsabili in prima persona delle nostre scelte e delle loro conseguenze è, in questo modello di società, un vero gesto rivoluzionario. Produrre una parte del nostro cibo è anche un cambiamento profondo di identità. Non più solo “consumatori”, strano ruolo nel quale siamo stati incasellati negli ultimi decenni, ma creatori e produttori consapevoli e responsabili.

I frutti della nostra terra, così come i giorni della nostra vita, sono doni ricchi che vanno accuditi e condivisi ogni giorno, con gioia, responsabilità e attenzione.


Silvano Ventura

È imprenditore, editore e  giornalista, consulente nei processi di cambiamento in azienda. Master in Marketing e in creazione di aziende innovative. Master in PNL. Si occupa di transizione e di processi di crescita e cambiamento personale e di comunità. È co-fondatore e direttore responsabile del network Vivere Sostenibile (www.viveresostenibile.net)

 

 

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