Quanta energia ti dà il tuo cibo?

Quanta energia ti dà il tuo cibo?

La tua energia vitale dipende anche da ciò che mangi: impara a riconoscere cosa c’è di buono intorno a te

Autore: Hubert Bösch

Forse ti è capitato di mangiare una mela (o un altro frutto) con un sapore eccezionalmente intenso. Se sì, ti sei chiesto perché quella mela era così buona? Faccio l’esempio della mela perché ci capita di frequente che le persone che mangiano una nostra mela dicano di non aver mai mangiato una mela così buona, oppure: «Mi ricorda la mia infanzia, le mele di mio nonno, sono decenni che non mangio una mela così».


Il segreto di questo sapore eccezionale sta nella maniera in cui la mela viene coltivata. Noi a Remedia pratichiamo l’Agricultura Bioenergetica, che si avvale della distribuzione di campi bioenergetici per apportare energia e armonia al terreno e alle piante. Inoltre le conoscenze della geomanzia ci permettono di esaltare le energie positive del luogo. Ma l’ingrediente più importante è l’amore con cui curiamo il terreno e le piante, la relazione che abbiamo con loro. Come risultato abbiamo alimenti particolarmente profumati, saporiti, ricchi di sostanze nutritive, vitamine, minerali e, soprattutto, con un alto livello di energia vitale.

L’energia vitale

Il livello energetico di ciò che ingeriamo ha un effetto importante sulla nostra energia vitale.

Mangiando un alimento che ha un basso livello energetico, noi abbassiamo il nostro. Al contrario, un alimento con un alto livello energetico aumenta la nostra energia vitale. Per questo è fondamentale mangiare e bere cose che sono piene di energia vitale.

L’energia vitale è un’energia sottile che pervade tutto. Anche se la scienza materialista nega la sua esistenza, abbiamo tutti sentito la sua presenza almeno qualche volta. Sarà capitato anche a te di sentirti particolarmente bene in un posto oppure di trovarti a disagio in un altro, senza un motivo apparente. La differenza sta nella qualità e quantità di energia del luogo. Lo stesso discorso vale anche per le persone: vicino ad alcuni ci sentiamo caricati mentre percepiamo altri come vampiri che ci succhiano energia.

Sentiamo queste differenze perché il nostro organismo ha gli strumenti per percepire l’energia vitale e tutti la sentiamo, in qualche modo, anche quando non ne siamo consapevoli. Per esempio a Remedia quasi tutti i visitatori dicono spontaneamente «come si sta bene qui». C’è chi viene regolarmente per fare una bella ricarica energetica. Nelle antiche culture questa forma di energia sottile era ben conosciuta e riveste tuttora una grande importanza: pensiamo solo al prana nella cultura indiana o al qi in quella cinese. Anche in occidente era conosciuta, come pneuma o etere.

L’energia vitale è presente ovunque, ma non nella stessa misura. Per esempio, nell’Himalaya c’è un’energia molto alta. Per questo l’acqua del Gange si conserva senza deteriorarsi. Ma posti così esistono anche da noi, come la Cella di Sant’Alberico sul Monte Fumaiolo, oppure il luogo dove viveva Santa Ilga, in Schwarzenberg (Austria), dove sgorga una sorgente con un’acqua che cura disturbi agli occhi e che non si altera nel tempo, come abbiamo potuto constatare quando abbiamo trovato un’olla con l’acqua di Ilga abbandonata in un angolo della cantina per più di 10 anni. La lunga conservazione è sempre indice di grande energia vitale, anche negli alimenti.

L’energia degli alimenti

Ogni cosa che mangiamo o beviamo ha la sua energia, sia fisica che vitale. L’energia fisica è legata principalmente al contenuto in carboidrati. Per l’energia vitale invece possiamo distinguere due aspetti: quello quantitativo e quello qualitativo. Il primo è strettamente legato al secondo, perciò qui vogliamo dare importanza all’aspetto qualitativo, che descrive l’armonia delle frequenze energetiche. Se riusciamo ad aumentare la qualità dell’energia vitale aumenta anche la sua quantità.
La qualità energetica del cibo dipende da numerosi fattori, a partire dalla produzione dei semi fino all’alimento pronto per il consumo. Oggi si parte da semi ottenuti con metodi innaturali, che esaltano un determinato aspetto a discapito dell’armonia generale. Se selezioniamo piante che producono il doppio, sconvolgiamo il naturale equilibrio, creiamo disarmonia. Questo abbassa la loro energia vitale. Perciò è importante coltivare e mangiare varietà che possiedono un equilibrio armonico, come quelle antiche. Sono piante più vitali che, tra l’altro, riescono a difendersi da sole.
L’energia del luogo di produzione, sia agricolo che di trasformazione, è altrettanto importante.

Preferiresti una mela cresciuta naturalmente in un luogo paradisiaco o una che è stata prodotta industrialmente in un luogo brutto e triste e in un terreno morto? Riesci a immaginare la differenza di energia che c’è in questi due posti? Allora non avrai dubbi su quale scegliere.

Le tecniche agricole e di trasformazione sono determinanti per la qualità energetica di un alimento o di una bevanda. Un’agricoltura in armonia con la Natura, e rispettosa dei suoi equilibri, crea le condizioni che permettono alle piante di crescere in modo armonico. Invece, l’utilizzo di fertilizzanti chimici e di pesticidi porta disarmonie e produce piante che hanno poca energia. Una pianta che ha bisogno di pesticidi è una pianta malata. Se la teniamo in vita con i veleni mangiamo un frutto malato, con poca energia vitale e condito con un cocktail di veleni. Siamo sicuri che questo sia il modo giusto di alimentarsi? Che effetto avrà a lungo andare sulla nostra salute?
Lo stesso discorso vale per la trasformazione degli alimenti. I campi elettromagnetici dei macchinari riducono l’energia, come pure i conservanti e gli altri additivi non naturali. Inoltre nascondono difetti, come assenza di colore e sapore, o, peggio, un sapore alterato. Difetti che sono segni di una bassissima qualità energetica.

Pensieri positivi

Tutti sappiamo che i pensieri positivi migliorano il benessere e la salute. Portano armonia dentro di noi e aumentano la nostra energia vitale. Questa energia armonica poi la irradiamo intorno a noi, la trasmettiamo all’ambiente circostante, a persone, animali e piante, ma anche al terreno e all’acqua.

Pensate a un alimento che viene prodotto con pensieri positivi di amore, bellezza e gratitudine, dalla coltivazione fino ad arrivare sulla tua tavola: come sarà la sua energia? Invece spesso purtroppo i pensieri e le emozioni di chi produce alimenti sono pieni di tutt’altra vibrazione. Quando il cuoco è arrabbiato, facilmente quello che prepara rimane indigesto. Per fortuna! È un segno che non vogliamo assimilarne la rabbia.

Come scegliere cibi armonici

L’armonia di un alimento è doppiamente legata alle persone coinvolte nella produzione, sia per la scelta del metodo di lavorare che per i loro pensieri.
Perciò se conosciamo personalmente il produttore abbiamo già una buona base di valutazione. Possiamo capire con quanta passione e quanto amore lavora, come lavora e come si relaziona con gli altri, compresi gli animali e la Natura. Quando non conosciamo il produttore personalmente, può aiutarci nella scelta prima di tutto il nostro sentire.

Così come riusciamo a sentire l’energia di una persona, con un po’ di allenamento possiamo sentire anche quella di un alimento o di una bevanda.

Un buon aiuto per iniziare sono l’odore e il sapore, ottimi indicatori della qualità energetica.

Conferire energia positiva

In ogni caso prima di consumare un alimento o una bevanda, conviene caricarli con energia armonica. Per questo abbiamo principalmente due possibilità: i nostri pensieri positivi oppure l’utilizzo di strumenti caricati con campi bioenergetici.

Con la nostra intenzione possiamo trasmettere vibrazioni positive all’alimento o alla bevanda. È semplice: facciamo 2-3 respiri profondi per centrarci, poi, con la nostra immaginazione, inviamo pensieri di amore, bellezza e gratitudine all’alimento. Il nostro sentire ci dirà quando abbiamo caricato a sufficienza. Naturalmente si può usare anche una preghiera, come si faceva una volta, o, se preferite, altro che per voi rappresenti armonia. Inoltre possiamo usare anche strumenti bioenergetici, come quelli che si utilizzano per vitalizzare l’acqua. Sul mercato oggi si trovano svariati modelli, caricati con determinate qualità. Con il nostro gruppo di ricerca, Cosmoonda, abbiamo sviluppato vitalizzatori per l’acqua e gli alimenti, con l’intenzione di lavorare principalmente sull’armonia e offrire un prodotto a un prezzo facilmente accessibile a tutti. Per esempio, utilizzando la nostra carta, Vivalacqua, è sufficiente appoggiare il piatto/bicchiere/bottiglia per 1-3 minuti sulla carta per indurre una buona carica energetica armonica.

E ora divertitevi a caricare di energia positiva le persone che vi sono accanto, le vostre case e i vostri alimenti… E buon appetito!

Hubert Bösch

Fondatore della casa editrice Humusedizioni, con Lucilla Satanassi ha dato vita all’azienda agricola REMEDIA. Due realtà con uno scopo comune: diffondere uno stile di vita in armonia con la natura. Appassionato ricercatore di pratiche di autosufficienza e vita naturale, il suo impegno è indirizzato al cambiamento verso il bene di tutti. Esperto di omeopatia e del suo utilizzo in agricoltura, approfondisce le sue conoscenze nell’ambito delle energie sottili per l’armonizzazione di luoghi, persone, animali, piante, fiumi. Da queste ricerche nascono l’AGRICOLTURA BIOENERGETICA, praticata a Remedia, e la linea di supporti COSMOONDA.
Per contattarlo scrivi a hubert@remediaerbe.it

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